PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

L’Ops di Intesa? Per il patto di Ubi è inaccettabile

L’Ops di Intesa? Per il patto di Ubi è inaccettabile

Salva
Salva
Condividi
Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

21 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Il Car (il patto di consultazione a cui aderisce il 17,8% del capitale di Ubi Banca) ha bollato l’offerta di  Intesa come “ostile”, “non concordata” e “inaccettabile”

  • Lunedì 24 febbraio si riuniranno gli altri due patti di sindacato

È arrivato lo stop dei grandi soci dell’istituto bergamasco all’Ops di Intesa. E non escludono di aumentare la quota nella banca. Occhi puntati, intanto, su lunedì 24 febbraio quando si riuniranno i restanti due patti di sindacato: il Sindacato azionisti Ubi Banca e il Patto dei Mille

Inaccettabile”. Così il Car (il patto di consultazione a cui aderisce il 17,8% del capitale di Ubi Banca) ha bollato all’unanimità l’offerta che Intesa ha lanciato nella notte tra il 17 e il 18 febbraio sull’istituto guidato da Victor Massiah, giudicandola, così com’è stata prospettata, “ostile” e “non concordata”.

In particolare, Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e primo azionista singolo di Ubi con il 5,95%, ha definito irricevibile l’offerta di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo.

Una mossa che non è per nulla piaciuta quindi al patto al quale aderiscono Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Fondazione Crc, i Bombassei, i Pilenga, la famiglia Bosatelli, Radici Group, la famiglia Andreoletti e la Upifra della famiglia Beretta. Che ora è pronto al contrattacco. Almeno, questa è una delle ipotesi. I soci del Comitato azionisti di riferimento di Ubi Banca, che si è riunito il 20 febbraio a Bergamo, non hanno infatti escluso di poter aumentare la quota nella banca. “Non escludiamo nulla”, ha precisato Mario Cera, membro del comitato direttivo del patto di sindacato di Ubi.

In un nota, i grandi soci del Car hanno detto che “Ubi è una banca sana, stabile, redditizia, ben gestita per competenze e risorse umane, competitiva e riconosciuta sul mercato di riferimento, realtà centrale per il sistema socio-economico del Paese”. E che devono “tutelare, al contempo, il loro investimento e la banca con i suoi territori di riferimento”, essendo “impegnati in un progetto di medio e lungo periodo”.

Gli occhi vanno intanto sugli altri grandi azionisti del gruppo bergamasco. Il mercato cerca, infatti, di capire come si muoveranno i due restanti patti di sindacato: il Sindacato azionisti Ubi Banca a cui aderiscono i soci storici bresciani (compresa la famiglia di Giovanni Bazoli) e il Patto dei Mille, che raccoglie una piccola rappresentanza di soci bergamaschi. L’appuntamento è quindi per lunedì 24 febbraio.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Aziende e Protagonisti Ubi Intesa Sanpaolo