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Investire nell'innovazione: così la disruption entra in portafoglio

Investire nell'innovazione: così la disruption entra in portafoglio

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

20 Aprile 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • L’innovazione promuove la creazione di ricchezza a lungo termine

  • Viviamo un periodo di innovazione senza precedenti, a volte indicato come la quarta rivoluzione industriale

  • Il miglior modo per sovraperformare il mercato è concentrarsi su società innovative e società tecnologiche dinamiche

Matthew J. Moberg, Cpa, senior vice president e portfolio manager di Franklin Templeton, gestore del fondo Franklin Innovation fund, racconta come le nuove frontiere dell’innovazione e la disruption settoriale possono diventare opportunità d’investimento

Innovazione. Disruption. Concetti che vanno oltre la mera tecnologia e che implicano un passaggio, una trasformazione strutturale. Investire in innovazione significa posizionarsi su un mercato dinamico, in evoluzione, difficile da prevedere e da comprendere, che riserva enormi potenzialità qualora si sia in grado di posizionarsi dal giusto lato del cambiamento. Matthew J. Moberg, Cpa, senior vice president e portfolio manager di Franklin Templeton, gestore del fondo DynaTech fund e di Franklin Innovation fund racconta come la disruption entra nel portafoglio.

Come si combina oggi il binomio tecnologia-innovazione?
 Come si declina sulle aziende?

La disruption è da sempre caratteristica distintiva del capitalismo, ma la sua attuale velocità, complessità e portata globale non hanno precedenti. La capacità di un’azienda di innovare è diventata essenziale, non solo per crescere, ma anche per sopravvivere all’interno di un mercato ove la concorrenza è in crescita. Manager ed amministratori devono essere in grado di identificare le tendenze con un potenziale intrinseco, capaci di trasformare le singole aziende. Solo così esse potranno rispondere con prodotti e strategie competitive per affermarsi in nuovi mercati.

Si tratta quindi di guardare oltre, di immaginarsi il futuro…

Esatto. Guardare oltre le tradizionali metriche di crescita, per individuare realtà dotate di visione prospettica. Performare in questo “nuovo ambiente” non è mai stato più complicato di adesso. La crescita guidata dall’innovazione e dalla disruption creativa può accelerare rapidamente, proseguendo per un periodo di tempo anche piuttosto lungo.

Su quali aree e quali settori la disruption tecnologica sta facendo sentire maggiormente la propria forza?

L’economia globale di oggi ricorda un periodo cruciale della storia economica americana, alla fine dell’800. All’epoca,
lo sviluppo dell’elettricità ed alcune nuove invenzioni, tra cui il telegramma, la fotografia e il motore a combustione interna, stimolarono una crescita generalizzata in tutti i settori. Oggi viviamo nuovamente un periodo di innovazione senza precedenti, a volte indicato come la quarta rivoluzione industriale. Crediamo che le prospettive di crescita del settore tecnologico siano più che positive per cinque temi chiave: commercio elettronico globale, scoperte genetiche, macchine intelligenti, nuova finanza e dati esponenziali”.

C’è un’area dello sviluppo tecnologico che merita particolare attenzione?

Siamo più che mai entusiasti del potenziale che sta dietro a scoperte genetiche e al sequenziamento del gene. Il costo della mappatura del Dna a fini diagnostici e curativi è diminuito rapidamente negli ultimi anni. A livello di portafoglio, siamo particolarmente interessati a quelle aziende che operano nell’area della diagnostica, dell’editing genetico e del silenziamento genico che probabilmente trarranno vantaggio da questa dinamica.

Da un lato gli investimenti, dall’altro l’innovazione. In mezzo, l’abilità del gestore nel guardare ai possibili sviluppi futuri. Come si riconosce una storia di successo?

L’innovazione continua ad accelerare, rendendo quello
in essere uno dei periodi più entusiasmanti dal punto di vista della gestione. Quando si investe in innovazione è spesso difficile comprendere come posizionarsi sul mercato. Un approccio attivo e dinamico è quindi necessario. L’innovazione tocca tutte le aree dell’economia: il team di investimento può investire in qualsiasi azienda capace di innovare, indipendentemente dalla sua divisione settoriale o dalla capitalizzazione di mercato. Tra le opportunità più interessanti agli occhi dei gestori ci sono ovviamente quelle realtà erroneamente prezzate, che rappresentano chiare opportunità d’acquisto. Una semplice constatazione che prova come tutti, al mondo, vedano il mercato in modo diverso…

Quali caratteristiche deve avere un’azienda innovatrice?

Cerchiamo aziende capaci di trarre vantaggio dalle nuove tecnologie, con un management di elevato standard e buone possibilità di affermarsi come player competitivo in un contesto economico globale. Essere basati in un epicentro globale dell’innovazione ci aiuta: in Franklin Templeton investiamo da 51 anni nella Silicon Valley. Tutta la nostra storia è nella Silicon Valley.

Abbiamo sottolineato come dietro all’enorme potenziale della disruption si celi la difficoltà del gestire fasi di mercato più volatili. L’innovazione è un business resiliente?

Con la crescita economica globale che attraversa una fase di rallentamento, la preoccupazione degli investitori potrebbe spostarsi sulle valutazioni di quelle società innovative che sono state protagoniste negli ultimi dieci anni. In questo contesto, riteniamo che determinate aziende abbiano il potenziale per crescere più rapidamente di altre a livello globale nei prossimi dieci anni. Dal 1968 abbiamo sviluppato e perfezionato un processo per investire in realtà innovative. Nel farlo, seguiamo tre principi guida: l’innovazione promuove la creazione di ricchezza a lungo termine. Investire nell’innovazione richiede una gestione attiva. L’innovazione è ovunque.

In che modo si combina l’innovazione alle scelte di portafoglio?

La filosofia alla base del Franklin Innovation Fund, fondo azionario che investe in prevalenza sulle large cap growth statunitensi, è chiara: la creazione di ricchezza di un’economia si basa sui suoi innovatori. Da sempre crediamo che il miglior modo per sovraperformare il mercato sia concentrarsi su società innovative e società tecnologiche dinamiche. La strategia cerca di conseguire un apprezzamento del capitale investendo principalmente in società che, secondo il management, sono classificabili come leader nell’innovazione, pionieri di nuove tecnologie, nuovi prodotti, nuove idee, nuove metodologie o che traggono vantaggio dalle nuove condizioni che si creano in un settore.

Quali opportunità potrebbero nascere dall’emergenza?

Covid-19 potrebbe causare un cambio di comportamento permanente o semi-permanente a favore di certi settori: dalle soluzioni per il web conferencing al cloud, dallo sviluppo di vaccini alla genetica, dal gaming online ai media “over the top”. È probabile che la domanda per questi prodotti continui a essere sostenuta.

Gloria Grigolon
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