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Charles Schwab punta al wealth management di Usaa

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Francesca Conti
Francesca Conti

16 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’operazione, secondo il Wall Street Journal, varrebbe circa 2 miliardi di dollari e rappresenterebbe un incremento del 3% per le attività di Charles Schwab

  • L’accordo porterebbe a Charles Schwab, che ha già circa 3.500 miliardi di dollari in gestione, ulteriori 100 miliardi di nuove attività della clientela di Usaa

  • La mossa di Charles Schwab rappresenterebbe solo l’ultimo di una serie di recenti accordi da parte di grandi società di consulenza patrimoniale e banche con le piccole boutique

La società di brokeraggio Charles Schwab con sede a San Francisco è in trattativa per l’acquisizione delle attività di wealth management della texana Usaa per 2 miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal, l’accordo dovrebbe essere chiuso entro questo mese

La californiana Charles Schwab, tra le maggiori banche e società di brokeraggio degli Stati Uniti, sta pensando di espandersi nel wealth management. Per questo sarebbe in trattativa per acquisire le attività di gestione patrimoniale della società di servizi finanziari United Services Automobile Association (Usaa), con sede a San Antonio, in Texas. A riportare le indiscrezioni è il Wall Street Journal, secondo cui l’operazione varrebbe circa 2 miliardi di dollari.

L’accordo porterebbe a Charles Schwab – che ha già circa 3.500 miliardi di dollari in gestione – ulteriori 100 miliardi di nuove attività della clientela di Usaa. Si tratta di un incremento del business di Schwab di circa il 3%. “Non si qualificherebbe chiaramente come un accordo trasformativo” per Charles Schwab, “ma non è insignificante”, hanno commentato in una nota gli analisti di Wells Fargo.

La mossa di Charles Schwab rappresenterebbe solo l’ultimo di una serie di recenti accordi da parte di grandi società di consulenza patrimoniale e banche che cercano di non lasciarsi sfuggire le piccole boutique di gestione per crescere nelle nicchie specializzate nel risparmio. Allo stesso tempo, l’andamento negativo del settore dell’ultimo anno starebbe spingendo alcuni operatori minori a fondersi con società più grandi per superare questa fase di crisi.

Il gruppo Goldman Sachs, ad esempio, a inizio anno ha acquisito la società di gestione patrimoniale United Capital Financial Partners per 750 milioni di dollari. Secondo Business Insider, JPMorgan potrebbe valutare l’acquisizione di Aspiration, società con oltre un milione di clienti che offre servizi automatizzati di risparmio e investimento.

Se l’operazione dovesse andare in porto, rappresenterebbe un’ulteriore spinta verso quello che si preannuncia come un anno importante per le attività di fusione e acquisizione nel settore dei servizi finanziari. Fino ad oggi, secondo i dati di Dealogic, sono stati registrati 138,8 miliardi di dollari di attività di M&A nel settore.

Negli ultimi anni il business del wealth management si è riempito di protagonisti, che puntano ad offrire commissioni di consulenza relativamente basse e stabili e facilitano le relazioni con i propri clienti e le loro famiglie. Per alcuni servizi finanziari, elementi come tassi bassi, la digitalizzazione di Wall Street e il cambiamento dei gusti degli investitori hanno spinto le commissioni verso lo zero.

Francesca Conti
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