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Kairos, nel 2018 abbiamo sbagliato ma terremo la barra dritta

Kairos, nel 2018 abbiamo sbagliato ma terremo la barra dritta

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Redazione We Wealth
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08 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il manager di Kairos, “non si perdono soldi perché i valori dei titoli scendono, a meno di non essere costretti a vendere in perdita per il panico o per esigenze di liquidità”

  • Basilico: “Resistere alle pulsioni della pancia è sempre difficile in periodi come quello attuale”

  • Il presidente sottolinea che: “Per quanto doloroso possa essere vedere il rendimento giornaliero o mensile, la partita la vinciamo tenendo la barra dritta”

Il mea culpa del presidente di Kairos, Paolo Basilico, per il 2018 è affidato a una lettera inviata ai clienti. Il manager afferma di aver sbagliato due volte: a gennaio, perché non è uscito subito dai mercati e quando ha puntato sui titoli con valutazioni più basse, che hanno fatto peggio di altri. La società è pronta alla riscossa nel 2019

“Noi abbiamo sbagliato due volte”. Questo il cuore del mea culpa di Kairos Partners, firmato dal presidente Paolo Basilico e affidato a una lettera ai clienti della Sgr, pubblicata (parzialmente) sulle pagine di MF-Milano Finanza. L’analisi del manager si rivolge all’anno appena passato. Basilico afferma di aver sbagliato due volte. Lo scorso gennaio, perché non è uscito subito dai mercati. E i mesi successivi, per aver puntato sui titoli con valutazioni più basse, che hanno fatto peggio di altri.

Il primo errore, spiega Basilico, è stato appunto a gennaio quando, “nonostante avessimo detto di voler ridurre il rischio – causa valutazioni che sulla base degli utili aziendali lasciavano poco spazio a ulteriori rialzi – ci siamo attardati, complici il mercato forte e la voglia di partecipare alla festa. La seconda puntando sui titoli con valutazioni più basse e su mercati, come quello tedesco, tradizionalmente più sicuri ma che alla prova dei fatti hanno fatto peggio di altri, scollegandosi totalmente dall’economia reale”.

“È bene chiarire che con quello che è successo nel 2018 la differenza rispetto a una gestione standardizzata sarebbe stata forse di due/tre punti percentuali, ovvero certamente non abbastanza per cambiare il segno e la dimensione dei numeri dell’anno”, precisa il manager, sottolineando che “per salvarci avremmo dovuto comprare bund tedeschi a tasso negativo e starcene a casa”.

Il presidente di Kairos si domanda poi come agire nel corso dell’anno appena iniziato. “Leggendo gli oracoli finanziari e la stampa specializzata dovremmo vendere perché il quadro è diventato improvvisamente nefasto più o meno su tutti i fronti. Si fa fatica a leggere una notizia che abbia un vago contenuto positivo. È sempre così quando i prezzi calano. Non sto certo dicendo che da Brexit alla Cina alla geopolitica non manchino motivi di preoccupazione. Ma penso che nei prezzi dei titoli ci siano già tanti di questi motivi, troppi in verità. E che mentre all’inizio dello scorso anno si faceva oggettivamente fatica a trovare investimenti che avessero incorporato rendimenti futuri a doppia cifra, quest’anno c’è solo l’imbarazzo della scelta e la lista di opportunità è lunghissima”, continua Basilico.

“Per quanto doloroso possa essere vedere il rendimento giornaliero o mensile, la partita la vinciamo tenendo la barra dritta. I motivi sottostanti alla decisione di mantenere almeno la percentuale di azioni invariata sono due. Il primo è che le valutazioni sono troppo basse e incorporano rendimenti importanti per i prossimi anni. Non sappiamo quando (e di certo possono continuare a scendere) ma ci sono troppi soldi sul tavolo per alzarsi adesso e mollare, tra l’altro in assenza totale di alternative che abbiano senso. Il secondo è più tecnico. Una delle sette regole che avevo scritto lo scorso anno riguarda la percentuale di volumi giornalieri in mano ai computer, che siano sistemi ad alta velocità di frequenza o algoritmi. Contro questi mostri bisogna disputare una partita diversa, basata sull’analisi di quello che si ha in portafoglio, pazienza e indifferenza verso le volatilità. Altrimenti portiamo solo acqua al loro mulino”.

Secondo il manager di Kairos, “vale la pena ricordare che non si perdono soldi perché i valori dei titoli scendono, a meno di non essere costretti a vendere in perdita per il panico o per esigenze di liquidità. Si perdono solo quando si investe in aziende che vanno in crisi strutturali o in obbligazioni che non rimborsano il capitale o ristrutturano il debito. Lo ricordo perché resistere alle pulsioni della pancia è sempre difficile in periodi come quello attuale. Ma sono proprio questi i momenti chiave nella costruzione di un rendimento di lungo periodo e credo siano il principale motivo per cui ci affidiate i vostri soldi. Per comprare quando le cose vanno bene e vendere quando lo fanno tutti, non credo abbiate bisogno di noi”.

La società di gestione nel 2019 lavorerà “non sulla percentuale di investimento azionario, che terremo invariata salvo scenari diversi da quello attuale, ma sulla sua composizione, cercando come sempre le migliori opportunità all’interno del mercato. Abbiamo allo stesso tempo deciso, però, di impiegare più di un quarto del portafoglio in strumenti di liquidità e stiamo eliminando tutte le posizioni dove la visibilità e la trasparenza del ritorno siano meno chiare (per esempio la parte dei finanziari subordinati che pure hanno degli ottimi rendimenti cedolari)”.

Infine il manager si rivolge alla memoria e alla fiducia dei propri clienti: “La maggior parte di voi ci conosce da molti anni e sa quanto ci pesi un anno come il 2018 e quanto siamo determinati a riguadagnare per voi (e per noi) quello che abbiamo lasciato sul campo. Sapete anche che siamo gente prudente, che non ama fare previsioni semplicemente perché non crede negli oroscopi, men che meno quelli finanziari. Ma, in questo generalizzato pessimismo, confuso e pasticcione nelle sue cause, vedo delle grandi opportunità e sperabilmente non dovremo aspettare troppo per riuscire a trasformarle in rendimenti”.

Redazione We Wealth
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