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Eurizon: le masse aumentano ma la raccolta cala

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

14 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per Eurizon la strada è in salita. Un inizio anno non particolarmente brillante ha fatto registrare dei segni meno nella prima trimestrale. Positivo il patrimonio gestito

  • Eurizon punta al mercato cinese, nonostante sia ben lontano dai primi 10 gestori patrimoniali nella regione

I dati dei primi tre mesi del 2019 non mettono sotto i riflettori Eurizon. La raccolta netta ha infatti registrato un calo di oltre tre miliardi, stabilizzato da un +2% del patrimonio gestito

I dati della prima trimestrale di Eurizon mettono in luce forze e debolezze della società di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo.  Il patrimonio gestito, al 31 marzo 2019, risulta essere pari a 309,6 miliardi di euro (+2%  rispetto a fine 2018), mentre la raccolta netta registra un calo di oltre tre miliardi di euro. Dopo un 2018 in difficoltà anche il 2019 non sta dunque dando i risultati sperati, nonostante la ripresa dei mercati finanziari di inizio anno. I risparmiatori italiani non si sentono infatti ancora sicuri e preferiscono mantenere un approccio prudente sugli investimenti.

I dati positivi, anche se non da record, arrivano dall’estero, e soprattutto dalla zona asiatica (area in cui tutti i maggiori gruppi bancari internazionali stanno puntando, dato che la Cina sarà una delle maggiori protagoniste dell’economia globale). La presenza di Eurizon in Cina non è ancora così rilevante, se confrontata con altri colossi bancari. Secondo il report: “2018 China Rankings. The top foreign firms in China” pubblicato da Z-Ben Advisors, Eurizon si posiziona infatti al 16° posto ben lontano dai primi dieci gestori patrimoniale (unica italiana nella classifica). Secondo l’analisi i primi dieci asset manager stranieri stanno migliorando più rapidamente, rispetto agli altri gestori patrimoniali che si collocano più in basso nella classifica, grazie a: linee di business, attività onshore, outbound e incound superiori. La regina della gestione patrimoniale in Asia, ma soprattutto nel paese del Dragone rimane Ubs,  grazie alla sua strategia di crescita consolidata avviata in anni non sospetti.

 

Per quanto riguarda Eurizon e la Cina, i risultati positivi stanno arrivando dalla Penghua Fund Management, di cui possiede il 49% (percentuale che non intende aumentare). Nei primi tre mesi dell’anno la società ha ottenuto una raccolta in euro di 6,86 miliardi di euro, con un patrimonio gestito di 88 miliardi di euro (+17% da inizio anno). I risultati positivi sono stati favoriti anche dalla combinazione dell’andamento positivo dei mercati finanziari e dalle dinamiche commerciali nel Paese.

La società di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nella gestione di prodotti e servizi per la clientela retail e istituzionale,sta però cercando di consolidare la propria posizione anche in Europa. L’anno scorso si è infatti puntato su Parigi, la Svizzera e la Germania. Per quanto riguarda l’est Europa la situazione rimane pressoché stabile. Le masse per le tre strutture, che rientrano nell’hub, Vub Am (Slovacchia), Cib Ifm (Ungheria) e Pbz Invest (Croazia) raggiungono un patrimonio di 3,77 miliardi di euro a fine marzo.

Giorgia Pacione Di Bello
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