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Affrontare i cicli economici con il quality growth, parla Comgest

Affrontare i cicli economici con il quality growth, parla Comgest

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Livia Caivano
Livia Caivano

05 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 5 min
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  • Gestione totale a giugno: di 27,3 miliardi di euro

  • 7,04 miliardi in azioni europee (pari a oltre il 25%)

Come garantire il rendimento in tempo di incertezza politica e mercati sulle montagne russe? Risponde Gabriella Berglund, responsabile per il mercato Italiano di Comgest

L’approccio quality growth ha permesso in passato a Comgest di ottenere dei rendimenti relativamente elevati in un momento di bassa crescita europea. Puntando, tra l’altro, sull’alta crescita delle società presenti nel nostro portafoglio. “Ci sembrava doveroso dare una certa attenzione alle azioni europee in questo momento, non solo per l’interesse dei rendimenti passati ma anche per la pertinenza di un’allocazione più difensiva verso i paesi sviluppati e ancor più difensiva grazie al nostro stile di gestione”, così esordisce Gabriella Berglund, responsabile per il mercato Italiano di Comgest.

“Gestiamo tre fondi europei che sono riusciti, quest’anno e in generale negli ultimi 3, 5 e 10 anni a essere ai vertici delle classifiche europee”. Si tratta di Comgest Growth Europe (società di grande capitalizzazione), Comgest Growth Europe Opportunities, (grandi/medie e piccole capitalizzazioni, dal profilo più opportunistico) e Comgest Growth Smaller Companies (piccole società).

foto di Gabrielle Berglund a braccia conserte
Gabriella Berglund - responsabile per il mercato Italiano Comgest

Comgest punta ad affermarsi come un leader nell’allocazione europea, superiore – almeno per il momento – a quella delle azioni emergenti e che rappresenta l’interesse principale dell’investitore italiano. “La sfida per noi consiste portare l’attenzione verso un’allocazione azionaria, in una fase difficile per i mercati obbligazionari dato il rialzo previsto dei tassi di interesse e ancor più difficile per il caso italiano vista la volatilità dello spread dovuto alla situazione politica”. Per questo la selezione delle società in cui investire privilegia quelle meno – o affatto – vulnerabili rispetto ai problemi legati al ciclo economico.

“Sull’Italia non abbiamo un parere negativo, troviamo più idee di media e piccolo capitalizzazione che grandi”, precisa Berglund. “Diciamo che l’unica grande da noi scelta di recente, Luxottica, si è recentemente fusa con Essilor. Qualsiasi paese può offrire opportunità di investimento che non sono sensibili ad un ciclo economico o rischio politico. Abbiamo recentemente investito in Ferrari, che per noi è l’Hermes del settore automobilistico e che ha un buon potenziale di crescita in Cina con i nuovi modelli SUV. Quindi la vera diversificazione che proponiamo non è di ordine geografico ma sulla qualità delle aziende e dei loro business”.

“Noi di Comgest siamo investitori di lungo periodo e seguiamo un approccio di stock picking quality growt”, prosegue Eva Fornadi,gestore di Comgest Growth Europe Opportunities e Comgest Growth Europe Smaller Companies di Comgest. “Le società che selezioniamo non sono solo caratterizzate da un’ottima stabilità finanziaria e diversificate geograficamente, ma sono anche fonte di crescita autonoma grazie ai propri prodotti e alle specifiche iniziative di mercato. Invece di essere legati a trend macro, le società che abbiamo in portafoglio traggono vantaggio da megatrend ben consolidati nel tempo come possono essere l’invecchiamento demografico, la digitalizzazione, la crescita della classe media all’interno dei Paesi Emergenti o i beni di consumo a basso costo. Tali driver di crescita, così come i criteri qualitativi della società – una solida quota di mercato, alte barriere all’ingresso e la capacità di fissare il prezzo – permettono loro non solo di navigare anche all’interno di condizioni di mercato agitate o fasi di correzione in maniera molto più efficace rispetto a titoli più rischiosi e più ciclici, ma anche di continuare a generare una solida crescita degli utili”.

Livia Caivano
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