Biotech: le opportunità sono dietro l’angolo, ecco come coglierle

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Oltreoceano, una controversa decisione dell’antitrust statunitense potrebbe risultare in uno stop o in un boost all’attività di fusioni e acquisizioni nel settore biotech. Quali opportunità per gli investitori? Ne parliamo con Andy Acker, Portfolio Manager di Janus Henderson Investors

Negli ultimi 18 mesi l’industria biotech ha vissuto un’impennata nell’attività di fusioni e acquisizioni (M&A), con grandi accordi che hanno trainato la crescita del settore. Tuttavia, una recente causa promossa dall’antitrust statunitense contro l’acquisizione proposta da Amgen di Horizon Therapeutics ha fatto sorgere negli operatori settore diversi dubbi. In attesa dell’esito della vicenda, Andy Acker, Portfolio Manager di Janus Henderson Investors, ci spiega quali implicazioni essa potrebbe avere sul futuro dell’M&A nel settore biotech.

Lo stop dell’antitrust statunitense…

Il 2023 è stato sinora un anno positivo per l’attività di fusione e acquisizione (M&A) nel settore biotech, che ha visto annunciati accordi per circa 69 miliardi di dollari, un valore analogo a quello registrato nel corso del 2022. A inizio maggio, tuttavia, la Federal Trade Commission (FTC) ha spiazzato gli operatori del settore, intentando una causa per bloccare l’acquisizione da parte del colosso farmaceutico Amgen di Horizon Therapeutics, società specializza nella produzione di medicinali per la cura di malattie rare. Il deal, il cui valore è stimato a circa 27,8 miliardi di dollari, è stato inizialmente annunciato era nel 2022.

“Quello che sorprende – spiega Acker – è che di regola il fondamento normativo sulla base del quale la FTC agisce è il rischio di una sovrapposizione eccessiva dei prodotti, pericolo che tuttavia non esiste nell’accordo tra Amgen e Horizon. La FTC, al contrario, ha ritenuto di procedere alla luce dalla possibilità che Amgen possa utilizzare la propria forza per combinare i prodotti di Horizon con altri farmaci del suo catalogo. Secondo l’autorità antitrust statunitense Amgen potrebbe così adottare una politica di sconti considerevoli e mettere i potenziali concorrenti in forte svantaggio”.

…potrebbe rallentare le grandi operazioni di M&A nel 2023…

In assenza di una prassi decisionale consolidata, la mossa della FTC ha gettato un’ombra non solo sull’accordo Amgen-Horizon, ma più in generale sulle future operazioni di M&A nel settore biotech. “La mancanza di precedenti tuttavia inverte l’onere della prova facendolo ricadere sulla FTC, ponendo l’antitrust statunitense in una posizione sfavorevole. La sua preoccupazione rispetto, infatti, si basa su ciò che Amgen potrebbe fare, non su ciò che accadrà o è accaduto. Secondo noi, questo argomento riduce le probabilità di successo della FTC. Ciononostante, la causa potrebbe rallentare le operazioni di M&A con valore superiori ai 15 miliardi di dollari fino a quando il caso Amgen-Horizon non sarà risolto, cosa che dovrebbe accadere con buone probabilità entro la seconda metà del 2023”.

… e allo steso tempo dare linfa alle operazioni di piccole dimensioni

D’altra parte, le operazioni di fusione e acquisizione di valore compreso tra 10-15 miliardi di dollari tra aziende biotech potrebbero invece accelerare, vista l’intensa attività del settore. “Nel corso dei prossimi anni – prosegue Acker – i brevetti su molti farmaci blockbuster scadranno e, entro il 2030, questo potrebbe causare alle aziende che li commercializzano una perdita ricavi annui fino a 200 miliardi di dollari. Per questo motivo i grandi player del biotech hanno accumulato riserve di liquidità per circa 500 miliardi di dollari”.

Ma non è tutto, perché anche gli investimenti in innovazione da parte delle small e mid cap di questo settore stanno aumentando. “Come abbiamo già osservato, il 2022 è stato un anno di grandi progressi dal punto di vista delle terapie, con aziende che hanno fornito dati positivi in diverse categorie di malattie importanti. Attualmente, oltre 80 terapie sono in attesa di revisione da parte della Food and Drug Administration entro il 2023, Questo potrebbe gettare le fondamenta per un anno record sotto il profilo approvazioni, con oltre 18 farmaci già in commercio a metà maggio. Ancora, dato il carattere innovativo di molte terapie, questi farmaci potrebbero rappresentare l’inizio di nuovi cicli di prodotto, che di solito generano una crescita dei ricavi per un decennio o più”.

Infine, anche le attuali dinamiche che interessano i mercati finanziari e le condizioni di prestito più restrittive hanno reso le small e mid cap del biotech più inclini alle operazioni di acquisizione. “L’appetito per le offerte pubbliche iniziali è diminuito a seguito dell’aumento dei tassi di interesse nel 2022 mentre le turbolenze bancarie negli Stati Uniti hanno limitato i canali tradizionali di finanziamento, soprattutto per le small cap del settore. Le operazioni straordinarie hanno perciò assunto un ruolo sempre più fondamentale per il proseguimento degli studi clinici e la commercializzazione di nuovi farmaci”, conclude Acker.

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