Versace, Prada all’orizzonte mentre finisce l’era Donatella

3 MIN
Un negozio Versace con tre grandi vetrine ad arco che espongono manichini in abiti eleganti. Il nome del negozio è ben visibile in alto. All'interno, sono visibili scaffali con prodotti ordinatamente disposti. La facciata ha un design classico.

La direttrice creativa della maison, sorella del sempre amatissimo Gianni, ha lasciato il suo ruolo quasi trentennale nel momento in cui le voci di un’acquisizione della “Medusa” da parte del gruppo Prada si fanno più insistenti: al suo posto, l’ex design e brand image director di Miu Miu. Un eventuale perfezionamento dell’operazione porrebbe le basi per la creazione di un polo italiano del lusso alla stregua dei colossi LVMH e Kering

Indice

Versace e Prada (con Gucci) sono i marchi di cui si parla meglio e con più frequenza in rete (lo rileva qualsiasi report reputazionale del lusso, da KPI6 a Lyst). Da giovedì 13 marzo se ne parla ancora di più: Donatella Versace non è più la direttrice creativa della casa che suo fratello Gianni fondò nel 1978. Prende il suo posto Dario Vitale (1983), già design e brand image director di Miu Miu. La signora Versace resta nella maison come “chief brand ambassador”. In questa nuova posizione, si dedicherà alle iniziative filantropiche del marchio, di cui rimarrà pure “advocate” a livello globale. «Resterò la più appassionata supporter di Versace, che è nel mio Dna e sempre nel mio cuore», scrive.

L’amalfitano Dario Vitale è il talento creativo che, con Miuccia Prada, sta dietro all’ascesa inarrestabile di Miu Miu. A Donatella Versace si deve invece la creazione di un abito icona, il Jungle Dress del 1999, poi sfoggiato da Jennifer Lopez ai Grammy Awards. Leggenda vuole che quel vestito stia dietro alla nascita di Google Images: il web era impazzito per quella creazione così audace e ben portata, tutti ne cercavano forsennatamente l’immagine.


Una modella sfila in passerella con un abito verde con stampa tropicale che ricorda l'estetica audace di Versace, con tessuto fluido e una profonda scollatura. I motivi a foglia sono completati da tacchi alti abbinati. Sullo sfondo, un pubblico attento e figure sfocate creano la scena.

Prada acquisisce Versace? Un’operazione da 1,5 miliardi

Versace è attualmente di proprietà di Capri Holdings. Una sua acquisizione da parte del gruppo Prada porrebbe le basi concrete per la creazione di un polo del lusso italiano alla stregua di LVMH o Kering. I numeri sembrerebbero essere a favore di un esito simile. Al momento infatti il marchio della Medusa appare svuotato di valore, a dispetto del suo potenziale e del suo heritage. Nel 2024, le vendite, pari a 877 milioni di dollari, sono calate del 15% rispetto all’anno precedente, per un margine operativo del -5%.

Secondo gli analisti di BofA, nel 2025 le vendite del brand cresceranno appena del 3% rispetto al 2019. Un’acquisizione di Versace costerebbe a Prada 1,5 miliardi di dollari (circa due volte il fatturato della Medusa) e potrebbe ridurre i suoi utili del 6-8% nel primo anno. Capri Holdings, nel 2018, di dollari ne aveva sborsati 2,1 miliardi. La cifra era allora pari a 2,5 il fatturato di Versace, già inferiore alla media storica del settore (3,3x).

In punti deboli di Versace

A cosa si deve tanta debolezza? Gli analisti la ravvisano in un posizionamento poco chiaro del marchio, derivante da numerose mosse sbagliate. Non solo gli errori di posizionamento, ma anche quelli di assortimento. A ciò si aggiunge la combinazione letale di una strategia di prezzo poco efficace unita a un utilizzo di canali di vendita poco redditizi: il 14% delle vendite proviene dal mercato all’ingrosso, il 13% da licenze. Come se non bastasse, il 25% degli store sono outlet: una percentuale decisamente troppo elevata per un marchio che voglia dirsi “esclusivo”. Un repentino cambio di queste strategie commerciali costerebbe però caro all’azienda. Con una riduzione della sua presenza negli outlet e all’ingrosso, il fatturato 2025 potrebbe calare a 680 milioni di dollari. E i margini nel settore retail sono pari al 28%.

Prada può rilanciare Versace?

Il rilancio di Versace richiederebbe dunque un lungo percorso: il brand necessita di una trasformazione profonda. Gli analisti suggeriscono forti investimenti in marketing, retail e prodotto, nonché un ripensamento della strategia commerciale per innalzare il posizionamento del brand. Prada ne sarebbe capace? I suoi numeri dicono che potrebbe essere il partner giusto per Versace: nel quarto trimestre del 2024, le vendite retail del gruppo hanno registrato un +18%, con una crescita impressionante (+84%) per Miu Miu e un solido +4% per Prada. Nel 2024, Prada ha messo a segno un utile operativo di 1,28 miliardi di euro (margine +23,6%). BofA rivede quindi al rialzo il prezzo obiettivo del titolo, portandolo a 70 HKD rispetto ai precedenti 68 HKD (il gruppo guidato da Miuccia Prada è quotato a Hong Kong).

I movimenti dei concorrenti: Gucci

Il brand dal Dna fiorentino Gucci (ma da tempo nel gruppo Kering) ha sorpresa annunciato di aver nominato alla direzione creativa Demna, designer già al timone creativo di Balenciaga negli ultimi 10 anni. La nomina giunge dopo la rapida dipartita di Sabato De Sarno. “Il potere creativo di Demna è esattamente ciò di cui Gucci ha bisogno”, ha dichiarato François-Henri Pinault, ceo e presidente di Kering. Lo stilista di origine georgiana è noto per essere un provocatore talentuoso e ironico.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth