Il lusso fa i conti con Prada e Miu Miu (che cresce del 100%)

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Il lusso fa i conti con Prada e Miu Miu (che cresce del 100%) Una persona che indossa un cappotto rosso acceso e guanti di pelle nera è seduta su una sedia contro un muro semplice. Tiene una borsa nera alla moda sulle ginocchia e ha i capelli lisci e divisi. La scena è minimalista e alla moda.

Identità, creatività, strategia e disciplina sono le parole chiave in cui il presidente Patrizio Bertelli individua i motori della crescita sensazionale del gruppo, trainata dalla sua linea “giovane”, capace di raddoppiare il tasso di crescita delle vendite rispetto allo scorso anno

Indice

Il lusso arranca? Miu Miu schizza e traina tutto il gruppo Prada

Forte identità del marchio, dinamismo creativo ed esecuzione disciplinata della strategia sono i fattori che hanno reso vincenti i conti del gruppo Prada, grazie soprattutto a Miu Miu, al 30 settembre 2024. Il gruppo si conferma leader nel lusso (nonostante il generale severo rallentamento del comparto) soprattutto grazie a Miu Miu. La linea “giovane” di Miuccia Prada ha infatti accelerato le vendite dal 97% del terzo trimestre 2023 al 105% del terzo 2024. In generale il gruppo porta a casa ricavi netti pari a 3,829 miliardi di euro (+18% anno su anno, tutti i dati sono a cambi costanti), e conferma l’andamento. Lo puntualizzano ottobre gli analisti di BofA Bank of America. Le vendite di Prada sono invece aumentate del 4% (2% nel terzo trimestre: si è sentito il rallentamento generalizzato nel comparto del lusso).

«Siamo soddisfatti nel vedere che la nostra strategia continui a generare risultati superiori alla media di mercato, sia per Prada sia per Miu Miu. Operiamo in un contesto di settore sfidante, per tutta la filiera», commenta Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del gruppo Prada.


Un uomo anziano con i capelli bianchi e gli occhiali indossa un classico maglione nero ed è in piedi davanti a una scultura blu astratta, che trasuda un'eleganza senza tempo che ricorda il design di Miu Miu.
Patrizio Bertelli, chief executive officer of Prada SpA. Ph: Alessia Pierdomenico/Bloomberg. Tutte le foto sono cortesia del gruppo Prada

Di «crescita al pari del precedente (anno, ndr) e di alta qualità, che supporta ulteriormente la traiettoria positiva di ricavi e margini» parla l’amministratore delegato del gruppo Andrea Guerra, ribadendo che «coerenza dell’identità, creatività e posizionamento incisivo sono alla base della desiderabilità e rilevanza dei nostri marchi».


Una persona che indossa occhiali, una giacca scura che ricorda lo stile elegante di Miu Miu, un maglione grigio e pantaloni blu è in piedi su uno sfondo bianco semplice, sorridente e con una mano in tasca.

Perché piace Prada?

La desiderabilità di Prada ha continuato a beneficiare della coerenza dell’identità creativa e allo stesso tempo della poliedricità del marchio. La partecipazione di Luna Rossa Prada Pirelli alla 37esima America’s Cup ne ha supportato reputazione e visibilità. Lo stesso dicasi per la presentazione della tuta spaziale sviluppata in collaborazione con Axiom Space. A supportare la crescita, mix ben bilanciati di prodotto, con un continuo arricchimento dell’offerta nella divisione della pelletteria e un notevole dinamismo creativo nell’abbigliamento e nelle calzature. Fra gli applausi della critica, nella sfilata Primavera/Estate ’25, Prada ha celebrato “il valore dell’unicità in un mondo governato da logica e algoritmi”.

Oltre i conti di Prada: perché si adora Miu Miu?

Dal canto suo Miu Miu ha continuato a beneficiare del suo posizionamento incisivo, costruito su un’identità forte e distintiva. Il brand si è inserito nel dibattito culturale con contaminazioni tra moda, cinema e arte, alimentando per queste vie il legame con le proprie comunità. Ad Art Basel Paris ha presentato il progetto immersivo Miu Miu Tales & Tellers. Di quest’ultimo un’anticipazione c’era già stata al Festival del Cinema di Venezia. La creatività e la comunicazione d’impatto hanno supportato una performance ben al di sopra della media di mercato, generando un ottimo riscontro in tutte le categorie di prodotto.

Il marchio è cresciuto a doppia cifra in tutte le aree geografiche. In piena coerenza con la sua hotness nel comparto del lusso per sei trimestri consecutivi secondo il Brand Leading Indicator di BofA. Stante la sua perdurante e crescente appetibilità, Miu Miu è destinato a diventare un marchio da oltre un miliardo di euro quest’anno, raccogliendo i frutti della gestione di Benedetta Peruzzo, in partenza per Dior. La sfilata Primavera/Estate 25 ha celebrato un’estetica fiera della propria identità, attraverso i codici creativi costruiti dal brand nel corso degli anni.

Le vendite del gruppo di Miuccia Prada a livello geografico

A livello di gruppo, nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2023: Asia Pacifico (+12%); Europa (+18%); Americhe (+8%). Sorprendente il Giappone, al +53%, con domanda locale sostenuta e forte presenza di turisti. Anche il Medio Oriente ha chiuso i primi tre trimestri dell’anno con una performance solida, a +24%.

Le previsioni per il quarto trimestre degli analisti

Per il quarto trimestre 2024 gli analisti di Bofa si attendono dal gruppo Prada un +13% di vendite al dettaglio (+1% per Prada e +75% per Miu Miu). Prada è il titolo più performante nel settore del lusso da un anno a questa parte, con azioni in crescita del 24%, e attualmente tratta a 19x P/E. Un ulteriore aumento degli utili potrebbe essere limitato dal rallentamento del marchio Prada, ormai maturo, e dall’aumento degli investimenti in Miu Miu. Qeust’ultimo ha margini inferiori, anche se in miglioramento. Ma nonostante il contesto sfidante, «continuiamo a vedere opportunità di sviluppo per i nostri marchi. E manteniamo il nostro impegno sul fronte degli investimenti retail, in tecnologia ed in ambito industriale, a supporto della crescita sostenibile e di lungo termine del nostro gruppo e dei nostri partner», conclude Bertelli.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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