L’intelligenza artificiale che cattura il valore dell’arte

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La tecnologia ha permesso di innovare anche il comparto assicurativo del valore dell’arte e dei beni di lusso grazie all’intelligenza artificiale e alle neuroscienze, che studiano l’impatto delle immagini sulle nostre emozioni. Le quali, come le valutazioni, evolvono nel tempo

Quasi sempre è il sinistro accaduto ad un conoscente l’evento capace di indurci a trasferire dei rischi agli assicuratori; ma anche gli episodi legati alla negligenza dello staff domestico, oppure qualche altro evento accidentale e imprevedibile, come quelli legati ad acqua, fuoco e ai cosiddetti “atti di Dio” (eventi naturali e catastrofali). Tuttavia, la classica situazione che ci troviamo di fronte quando un cliente, per la prima volta, si approccia all’assicurazione delle sue opere è quasi sempre la stessa: quella che svela immediatamente una contingente difficoltà nel determinare il valore commerciale dei beni da assicurare. Questo punto è di fondamentale importanza, perché consentirà alla polizza di allinearsi con i valori assicurativi per avere la certezza che lo strumento assicurativo sarà capace di offrire la massima efficacia in caso di risarcimento.
Soprattutto in quei casi in cui le opere sono state accumulate negli anni o provengono da lasciti che vanno ancora più indietro nel tempo, sarà difficile poter prescindere dal coinvolgimento di un perito, esperto d’arte capace di stimare i beni. L’ingaggio di un terzo professionista, seppur di elevato standing e professionalità, è però spesso ragione sufficiente per spegnere ogni nascente sensibilità assicurativa ed entusiasmo, poiché in conflitto con quella riservatezza e intimità che da sempre hanno protetto quelle case.
Fino a qualche tempo fa questa è stata una impasse insuperabile, ma da un po’ non è più così. La tecnologia infatti ci ha permesso di portare innovazione anche in questo comparto assicurativo, grazie alla partnership con Kellify, scale-up pioniera dell’intelligenza artificiale nelle neuroscienze, che studia l’impatto delle immagini sulle nostre emozioni, e come queste e le relative valutazioni evolvano nel tempo.

Immagini e dipinti rappresentano gli stimoli affettivi più intuitivi e innati e giocano un ruolo decisivo nelle esperienze personali, non solo in termini visivi, ma anche nel favorire le interazioni tra persone, cose e sentimenti. Mentre le forme, le dimensioni e i contenuti mutano continuamente, i driver che attivano la nostra attenzione o stimolano la nostra mente sono una grammatica profonda e costante. Così reti neurali e tecniche di computer vision mappano le caratteristiche emozionali di opere d’arte, immagini, illustrazioni e video, consentendo a Kellify di supportare piattaforme di e-commerce nell’organizzare ad esempio le gallery in modo da catturare l’attenzione degli utenti.

Adottare un approccio neuroscientifico al mondo dell’arte basandosi sui principi assiomatici che connotano ciascuna opera e la sua interazione con lo spettatore (o collezionista, o investitore), consente di aggiungere elementi oggettivi e privi di bias alla stima dell’opera, definendone primariamente l’affinità estetica rispetto ai trend globali per target generazionale ed area geografica: più di uno sguardo in profondità che migliora sensibilmente la definizione del pricing e del futuro andamento dell’opera.

L’analisi che gli algoritmi di machine learning portano avanti include tutti quei metadati e dati che connotano la vita dell’opera (autore, dimensione, esposizioni, ecc.), ai quali va ad aggiungersi lo studio dell’“immagine del quadro” quale killer feature per correlare tutti gli elementi “quantitativi” relativi alla storia dell’opera e del suo autore, alle dinamiche emozionali determinanti per l’interazione finale con il collezionista.

Questo approccio, derivante dalla teoria cognitiva e da quella della valutazione oggettiva, aumenta l’oggettività nella fase di acquisizione dell’opera e nella definizione delle traiettorie future. L’automazione dei modelli e la digitalizzazione delle informazioni hanno così reso possibile anche la creazione di web app e piattaforme digitali che disintermediano il processo valutativo, sia a scopo assicurativo che di investimento.

L’innovazione però non finisce qui. Questa tecnologia ci consente infatti di monitorare costantemente nel tempo l’evoluzione del valore dei beni assicurati. Grazie a dei sensibili ‘alert’ o con un semplice click, abbiamo un dettaglio attualizzato dei valori commerciali effettivi dei beni del cliente, che ha un duplice beneficio: tenere traccia dell’andamento dei propri passion asset e allineare i valori assicurativi nel tempo, evitando di sovra o sotto-assicurarsi.

di Simone Strummiello

Simone Strummiello, è Managing Director e Head of Special Risks, la industry di MAG S.p.A. dedicata ai rischi speciali tra cui Fine Art, Jewellery, Private Client, Super & Classic Car, Yacht, Motorsport e Agrinsurance; già responsabile per l’Italia della Specialty Fine Arts, Jewellery & Private Clients di Aon, è stato membro degli Executive Committee di Fine Art e Private Client per l’area Emea. È inoltre co-autore di importanti pubblicazioni di settore e relatore a prestigiose conferenze. A questo accompagna l’attività di docenza, sia presso università, che le più autorevoli Business School internazionali, come Bocconi, Cattolica, Luiss e Il Sole 24 Ore, in corsi e seminari per dirigenti. Nato a Milano, dove mantiene la sua base lavorativa, vive da molti anni a Roma. Dedica gran parte del suo tempo alla famiglia e alle altre sue passioni: il canottaggio, la barca a vela e la montagna.

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