«L’energia è tornata nelle sale, online e nel mercato nel suo complesso», dichiara la ceo di Christie’s Bonnie Brennan commentando i primi dati relativi al 2025. In effetti le vendite complessive hanno messo a segno un +6% rispetto al 2024 (+8% le vendite in asta pubblica, stabili le private sales), totalizzando 6,2 miliardi di dollari (4,7 dalle aste e 1,5 dalle vendite private), con una netta impennata nel secondo semestre, in linea con le altre case d’asta. «Abbiamo registrato una rinnovata fiducia a livello globale». Il tasso del venduto generale è stato dell’88% (dell’86% nel 2024); l’indice del prezzo di aggiudicazione rispetto alla stima bassa è invece salito del 113% (+6% rispetto al 2024). Infine, cresce del 3% la clientela millennial e gen Z, mentre il grado di utilizzo del canale online per il piazzamento delle offerte resta costante (81%).
Principali risultati del 2025 di Christie’s
La casa d’aste riporta «risultati notevoli» in tutte le sedi globali (benché nella classifica generale delle opere più costose dell’anno Sotheby’s abbia battuto la rivale). Tra i maggiori successi del 2025 di Christie’s:
Londra, luglio – Canaletto, Venice, Il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione: record a 31,9 mln £ (43,9 mln $).

Pebble Beach, agosto – Ferrari 250 GT SWB California Spider Competizione 1961 venduta a 25,3 mln $, record per Gooding Christie’s.

Hong Kong, settembre – Pablo Picasso, Buste de femme venduto per 25,4 mln $, nuovo record in Asia per l’artista.

New York, settembre – Asian Art Week: 46,7 mln $, 259% rispetto alla stima minima, 28% nuovi acquirenti.

Parigi, ottobre – Yves Klein, California (IKB 71): 18,4 mln € (21,3 mln $), +16% annuo.

Ginevra, novembre – “The Mellon Blue” venduto per 20,5 mln CHF (25,6 mln $), il lotto di gioielli più caro dell’anno.

New York, novembre – Vendite 20/21 per 964,5 mln $, il miglior totale degli ultimi tre anni. Protagonista Mark Rothko, No. 31 (Yellow Stripe) venduto a 62,1 mln $.

Londra, dicembre – L’Uovo d’Inverno di Fabergé venduto per 22,9 mln £ (30,2 mln $), nuovo record mondiale per un Fabergé venduto in asta pubblica (la vendita record assoluta risale invece al 2014 e non è avvenuta in asta).

Le vendite private sono state il 24% del totale, con 17 opere vendute al di sopra dei 15 milioni di dollari.
Regioni, settori, trend
A livello regionale, si impongono le Americhe: le vendite in asta sono aumentate del 15% 2,584 miliardi di dollari (+15%), per un contributo al totale del 41% (del resto New York si conferma la piazza principale del mercato dell’arte). La regione EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) si è difesa con vendite in crescita del 2% (1,435 miliardi di dollari) e una quota del 36% sul totale, con un aumento della spesa soprattutto in Arabia Saudita ed Emirati. In particolare, Londra ha riportato guadagni per 832 milioni di dollari e Parigi per 377 milioni di dollari. L’Asia Pacifico invece, con un contributo del 23% al totale delle vendite di Christie’s nel 2025, ha visto un -5% nelle vendite, per un totale di introiti di 686 milioni di dollari. Ma cresce la spesa della diaspora indiana.
L’Asia Pacifico si è distinta comunque per gli acquisti di lusso, pari al 37% del totale, come rivela Rahul Kadakia, presidente Asia Pacific e head of global luxury & Asian & world art, che sottolinea anche come il lusso continui «ad attrarre una nuova generazione di acquirenti». Il comparto old master è quello che ha registrato la crescita maggiore: +24%. Segue la divisione luxury (+17% a 795 milioni), che resta la porta di ingresso principale per i nuovi clienti, il 38%. Poi, il comparto automobili (+14%, 234 milioni), forte dell’acquisizione di Gooding. Crescono a velocità opposte i reparti di arte del XX e del XXI secolo (+6%) e di arte Asiatica / non occidentale (-6%).
Il 63% dei nuovi acquirenti acquista online, con una spesa media di 22.700 dollari. Inoltre, i nuovi acquirenti del 2024 tornati nel 2025 hanno aumentato il loro esborso del 54%. Millennial e gen Z rappresentano il 46% dei nuovi offerenti (+5%). La clientela femminile cresce del 10% nelle aste.
Sostenibilità e impegno sociale
La casa d’aste fa un punto d’orgoglio del suo impegno a favore della sostenibilità e della inclusività sociale. Il Christie’s Fund for the Arts collabora con oltre 30 organizzazioni globali; le nuove partnership 2025 includono: Tracey Emin Foundation (UK), BACC Early Years Project (Thailandia). La casa d’aste ha inoltre pubblicato il suo 5° Environmental Impact Report, riportando un -69% di emissioni dal 2019: «Christie’s resta l’unica casa d’aste internazionale con una strategia di sostenibilità riconoscibile».
Chiude Bonnie Brennan: «Le nostre performance di vendita sono rimaste solide per tutto l’anno: una prima metà stabile seguita da una seconda metà ancora più competitiva, con risultati eccezionali e leader di mercato per i nostri clienti. In tutte le categorie e piattaforme, il 2025 si è chiuso in grande, segnando un anno sano e di successo per Christie’s. Questi risultati riflettono anche il nostro impegno nel costruire una cultura aziendale più sostenibile e responsabile».

