Storia di California, (IKB 71) di Yves Klein – Una coincidenza “cosmica”
il 12 aprile 1961 e il maggiore Jurij Alekseevič Gagarin (1934 – 1968) infrangeva – primo essere umano a farlo – l’atmosfera terrestre a bordo della Vostok 1. In quello stesso momento, l’artista francese Yves Klein (1928 – 1962) compiva il suo primo e unico viaggio negli Usa: il giorno precedente aveva preso parte all’inaugurazione della sua personale nella galleria di Leo Castelli a New York. Gagarin raccontò di aver visto il cielo molto scuro e la Terra di un blu profondo e intenso. Klein ne scrisse poi al suo amico Arman (Armand Pierre Fernandez 1928 – 2005), affermando che l’impregnazione del “suo” pigmento IKB (International Klein Blue, creato nel 1960) della Terra era compiuta — e che Gagarin era stato l’unico visitatore all’apertura della sua mostra nello spazio. Per Klein, questo blu cosmico non era soltanto il colore del vuoto, ma anche quello del mare: infinito, immersivo ed elementare.
Il quadro frutto di questa ispirazione spaziale, California, (IKB 71) del 1961, sarà il lotto principale della attesa asta parigina Avant-Garde(s) including Thinking Italian del 23 ottobre 2025. Larga oltre quattro metri, l’opera proviene da un importante collezionista privato americano. Solo un’altra tela dell’artista la supera per dimensione: l’installazione al Musiktheater im Revier di Gelsenkirchen, in Germania. California, (IKB 71) rappresenta l’apice trionfale dell’esplorazione di Klein nell’International Klein Blue. Con la sua superficie fortemente materica, anticipa i Reliefs planétaires di Klein. È stato visto per l’ultima volta in pubblico durante il prestito a lungo termine al Metropolitan Museum of Art di New York, dal 2005 al 2008.
«Attraverso il colore, sperimento un’identificazione totale con lo spazio; sono veramente libero.» Yves Klein, La mia posizione nella battaglia tra linea e colore
L’esperienza del sublime
«Chiunque si soffermi sulla vasta e straordinariamente ricca superficie di California, (IKB 71) vive l’esperienza del sublime», afferma Paul Nyzam, international specialist, head of department, post-war & contemporary art, Christie’s France. «Con la sua monumentalità, l’opera ci sovrasta e invita alla contemplazione: qui Yves Klein misura la sua arte con l’infinito del cosmo tanto quanto con le profondità degli oceani. Questo potere immersivo è proprio ciò che ha conquistato l’attuale proprietario del dipinto, che ci ha affidato l’opportunità di presentare quest’opera eccezionale».
Con il suo pigmento International Klein Blue, Klein desiderava dissolvere i confini, invitando lo spettatore a un salto immaginativo in una dimensione immateriale. Il potere avvolgente dei suoi monocromi colloca la sua pratica tra le più ambiziose della seconda metà del XX secolo, accanto ai protagonisti dell’Espressionismo Astratto americano e della Color Field Painting.
Aggiunge Katharine Arnold, vicepresidente 20/21st century art e head of post-war & contemporary art, Europe di Christie’s: «California, (IKB 71) di Yves Klein è un monocromo di importanza monumentale. Creato nel 1961, anno della sua prima e unica visita negli Stati Uniti, l’opera debuttò nella sua storica personale alla Leo Castelli di New York. Seguì poi una presentazione alla Dwan Gallery di Los Angeles, nell’estate dello stesso anno. Tra il 2005 e il 2008, il Metropolitan Museum of Art di New York ha esposto il dipinto in virtù di un prestito a lungo termine, affascinando i visitatori con la sua vasta e apparentemente infinita distesa di blu».
Klein e la California: un momento personale
Rotraut Klein Moquay, vedova di Yves Klein: «Con questa tela riaffiorano i vividi ricordi dello straordinario viaggio che Yves ed io facemmo negli Stati Uniti nel 1961. Prima la frenesia di New York, poi Los Angeles. E fu a Disneyland che Yves mi donò l’anello di fidanzamento… Come avrei potuto non innamorarmi della California?»
Per gli amanti degli scherzi della storia: tanto Yves Klein che Jurij Gagarin morirono a 34 anni. Il primo per un infarto del miocardio appena prima che nascesse suo figlio, il secondo in un “incidente aereo” in cui l’invidia dell’apparato sovietico non è da escludere come causa.
Nota: i precedenti record d’asta di Yves Klein
Christie’s detiene tutti e tre record d’asta dell’artista, tra cui Anthropométrie de l’époque bleue, (ANT 124), capace di fruttare 27,2 milioni di sterline a Londra il 28 giugno 2022.

