Christie’s, turbo sulle auto d’epoca: compra la casa d’aste leader

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La major britannica di proprietà di François Pinault ha comunicato di aver perfezionato l’accordo per l’acquisizione della casa d’aste Gooding & Company, leader nel mercato delle automobili d’epoca e collezionabili. Un buon punto nel momento in cui questo segmento stagna, come spiega a We Wealth Gianluigi Vignola, ceo di Ademy

Indice

Non solo opere d’arte e borsette, Christie’s punta sulle auto da collezione

La blasonata Christie’s (est. 1766) ha accelerato sul segmento delle auto d’epoca e da collezione. Gooding & Company, casa d’aste internazionale leader nel mercato dei veicoli di questa tipologia, è ora infatti di sua proprietà. E al termine della transazione, che dovrebbe concludersi entro la fine del 2024, muterà la propria ragione sociale in Gooding Christie’s. «L’ambizione e i valori di David Gooding e del suo team si allineano perfettamente con quelli di Christie’s», ha dichiarato alla stampa Henri-François Pinault, presidente del gruppo Artémis (proprietario della casa d’aste). «Inoltre, corrispondono a quelli delle altre attività in cui la famiglia Pinault investe da tempo, nei settori dell’arte e della cultura, del lusso e del lifestyle». La società definisce l’acquisizione una “pietra miliare” nell’espansione di Christie’s, un passo che consolida la sua posizione di “leadership nel più ampio settore del lusso”.

Ferrari 250 GT SWB California Spider del 1962, venduta per $18.045.000 ad Amelia Island nel 2023

«Grandi opportunità per una crescita globale significativa»

La storia di Gooding & Company comincia nel 2003, quando David Gooding e sua moglie Dawn Ahrens fondano la casa d’aste, costruendola «sui pilastri dell’integrità, della qualità e della passione per il mercato delle auto da collezione». In breve tempo, la società si guadagna il riconoscimento globale di leader nel settore delle vendite all’incanto di auto d’epoca, distinguendosi per l’alta qualità dei lotti presentati e per l’approccio trasparente. Si conquista la fiducia dei collezionisti offrendo veicoli provenienti da alcune delle raccolte più prestigiose, preziosi cimeli di famiglia e insospettabili novità.

Porsche 917K del 1970 venduta per $14.080.000 a Pebble Beach nel 2017

Di «grandi opportunità per una crescita globale significativa» parla il ceo di Christie’s Guillaume Cerutti. Dal canto suo, lo stesso David Gooding, co-fondatore e presidente di Gooding & Company, aggiunge di essere «orgoglioso della nostra enorme crescita in questo settore e sono fiducioso che la nostra acquisizione da parte di Christie’s rappresenti il passo successivo nel nostro continuo sviluppo come leader del mercato globale in questo spazio».

Talbot-Lago T150-C-SS Teardrop Coupe del 1937, venduta per $13.425.000 ad Amelia Island nel 2022. Record mondiale per il marchio e per un’auto francese venduta in asta

Dal punto di vista finanziario, Christie’s si è avvalsa della consulenza di Rothschild & Co. Il consulente legale è stato invece Alston & Bird LLP. I consulenti di Gooding & Company sono stati invece Allen & Company LLC (finanziario) e Simpson Thacher & Bartlett LLP (legale). La casa d’aste britannica ha in mente altre operazioni straordinarie? Pinault non ha evitato di dire che quest’ultima è stata per Christie’s un modo per «esplorare nuove collaborazioni». Nel frattempo, Gooding & Company prosegue con il suo attuale calendario. E chissà che non riservi qualche sorpresa in termini di vendite.

Toyota-Shelby 2000 GT del 1967, venduta per $2.535.000 da Amelia Island nel 2022, record mondiale in asta per il marchio e per un’auto giapponese venduta in asta

Un momento di “riflessione” per il mercato secondario delle auto da collezionare

La mossa di Christie’s arriva in un momento non certo dinamico per il mercato delle auto da collezione, come osserva a We Wealth l’ingegner Gianluigi Vignola, ceo di Ademy, automotive data evaluation market yield. «Al momento il mercato è in seria riflessione», afferma l’esperto. «Non è che le auto non si vendano. È che il loro prezzo di mercato è basso rispetto al passato. Per esempio, i modelli dell’anteguerra oggi valgono il media appena il 30-40% di quanto non valessero qualche anno fa. Soffrono anche i modelli successivi, quelli degli anni ‘50 – ‘60, fin quasi all’inizio degli anni Settanta».

Stanti le condizioni attuali, i collezionisti sono restii a vendere, soprattutto in Europa. In ogni caso, la selezione è fortissima: si considerano solo i modelli che potrebbero trovare un acquirente, «tipicamente negli Usa», precisa Vignola. Soprattutto in Europa infatti, «il tasso di invenduto è piuttosto elevato», in tutte le case d’asta. «Paradossalmente però, ritengo che oggi si sia in un ottimo momento per comprare, laddove il collezionista voglia vendere. Se io fossi un collezionista statunitense per esempio, acquisterei proprio adesso. Ci sono sul mercato modelli bellissimi, a prezzi decisamente convenienti». In aggregato, il discorso può valere anche per la recente acquisizione di Christie’s? «Certamente».

McLaren F1 del 1995, venduta per $20.465.000 a Pebble Beach nel 2021

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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