Perché la vendita del diamante Mellon Blue può considerarsi deludente?
Pensare che oltre 25 milioni di dollari per un diamante – il Mellon Blue in questo caso – possano essere un flop, sembrerebbe assurdo. Eppure, è così. I 25,6 milioni di dollari (20,5 milioni di franchi svizzeri) che qualcuno ha pagato per avere la pietra, durante l’asta Magnificent Jewels di Christie’s il 10 novembre 2025 a Ginevra, rappresentano una mezza delusione rispetto ai 32.645.205 milioni sborsati nel 2014 per la medesima.

Allora il martelletto era quello di Sotheby’s Hong Kong (l’acquirente fu proprio un collezionista dell’ex città stato). Considerando il valore nominale, la diminuzione di prezzo è nell’ordine del 20%, ma aggiustando il prezzo per l’inflazione, ossia in termini reali, quel diamante blu 11 anni dopo ha incassato circa il 40% in meno (32,6 milioni di dollari di allora equivalgono a circa 45 milioni odierni).

La pietra, da 9,51 carati, taglio brillante a goccia modificato, di colore fancy vivid blue, con purezza VVS1 (la categoria di purezza immediatamente successiva alla prima, la Flawless/Internally Flawless) prende il suo nome dalla sua prima proprietaria: la celebre orticoltrice, filantropa e collezionista d’arte americana Rachel Lambert Mellon (1910-2014), meglio conosciuta come Bunny Mellon. In qualità di giardiniera, lavorò anche per la Casa Bianca. Christie’s, con la stima di 20 – 30 milioni di dollari (circa 2,7 milioni di dollari per carato), ha scelto di venderla incastonata in un anello in platino, ornato di diamanti single-cut. Nella versione di Sotheby’s del 2014, invece, era un pendente.
Come mai questa flessione?
Secondo quanto riporta Rapaport, la flessione è stata fortemente influenzata dal clima generale del mercato. Le tensioni geopolitiche, i dazi e la contrazione della domanda cinese hanno mantenuto l’atmosfera dell’asta decisamente prudente. Il contesto del 2014 era completamente diverso: allora la battaglia per l’aggiudicazione del lotto durò addirittura
A dispetto di tutto questo, i 25,6 milioni di dollari rappresentano comunque il terzo prezzo più alto mai raggiunto da un diamante vivid blue venduto da Christie’s, come sottolinea la stessa casa d’aste in una nota. Il record resta quello dell’Oppenheimer Blue (14,62 carati), venduto a Ginevra nel 2016 per 57,5 milioni di dollari, seguito dal Bleu Royal (17,61 carati), battuto per 39,5 milioni nella stessa città elvetica (era il 2023).
I risultati dell’asta in generale, ricca di collezioni preziose, sia contemporanee che vintage
Un anello con diamante colorato e zaffiro firmato JAR – parte di una collezione dedicata al maestro persiano – ha raggiunto la quotazione di 3,1 milioni di dollari (2,5 franchi svizzeri).

Una spilla a forma di stella in rubini e diamanti risalente alla fine del XIX secolo invece — indossabile anche come pendente — ha raggiunto i 2,8 milioni di dollari (2,3 milioni di franchi).

Infine, la “collezione arcobaleno” (Rainbow Collection) composta da 300 diamanti sciolti, con peso variabile da 0,24 a 4,89 carati, ha cambiato proprietario per 1,8 milioni di franchi (2,2 milioni di dollari).

In totale, l’asta Magnificent Jewels (inserita nella Geneva Luxury Week di Christie’s), ha generato un incasso complessivo di 75,6 milioni di dollari (60,6 milioni di franchi svizzeri), con il 95% del valore complessivo dei lotti venduti e il 94% di aggiudicato.


