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Quanto si guadagna in Italia (e all’estero)? La mappa degli stipendi | WeWealth

Quanto si guadagna in Italia (e all’estero)? La mappa degli stipendi

Rita Annunziata
4.12.2023
Tempo di lettura: 3'
In Italia lo stipendio medio si attesta sui 34mila euro annui. Ben distante la Svizzera, dove un lavoratore single senza figli guadagna oltre 102mila euro. In calo i salari reali a causa dell’inflazione

L’inflazione ha colpito soprattutto l’Austria, dove le retribuzioni reali sono scese del -3,5%, seguita da Germania e Gran Bretagna (-1,5%)

In Italia il fisso è cresciuto dell’11,2% per i dirigenti, del 10,6% per i quadri e del 9,3% per gli impiegati negli ultimi 24 mesi

I salari crescono meno dell’inflazione. Secondo l’Osservatorio WTW 2023, che ha analizzato oltre 700 aziende, le retribuzioni degli italiani sono cresciute negli ultimi 24 mesi a ritmi che non osservavamo da 20 anni. Solo quest’anno si parla di un aumento medio del 3,8%. Lo stesso non si può dire però dei salari reali (ovvero la quantità di beni e servizi che un lavoratore può acquistare sul mercato con quanto effettivamente percepito in busta paga) che, con un’inflazione al 5,7%, risultano mediamente in calo dell'1,9%. E non si tratta del crollo più consistente a livello europeo, anzi. 


L’impatto dell’inflazione sui salari 

L’inflazione ha colpito soprattutto l’Austria, dove le retribuzioni reali sono scese del -3,5%, seguita da Germania e Gran Bretagna (che incassano entrambe un calo del -1,5%). Per Francia e Portogallo si calcola una contrazione del -1,2%, per l’Irlanda del -0,3% e per la Svizzera del -0,1%. Nei Paesi Bassi e in Spagna hanno invece prevalso gli aumenti, rispettivamente del +0,4% e del +0,2%. Tornando all’Italia, gli esperti di WTW segnalano come il calo dei salari reali dovrebbe essere tuttavia in parte compensato da una previsione di recupero del potere d’acquisto dell’1,5% per il 2024. Accantonando l’inflazione, negli ultimi 24 mesi la dinamica della retribuzione fissa risulta superiore al +5% per tutte le categorie contrattuali. Nel dettaglio, il fisso è salito dell’11,2% per i dirigenti, del 10,6% per i quadri e del 9,3% per gli impiegati. Gli incrementi oscillano dal 4% del settore manifatturiero all’8% dell’engineering & construction. 


Lo stipendio medio in Italia e nel mondo 

Per il confronto a livello globale, consideriamo l’ultimo rapporto Ocse dal titolo Taxing wages 2023 che evidenzia come l’italiano medio, single senza figli, percepisse nel 2022 una retribuzione annua lorda pari a 33.855 euro. Restando sugli stipendi lordi, l’ultima variazione disponibile è quella tra il 2021 e il 2022 e oscilla dallo 0,7% del Messico (dove un lavoratore medio guadagna 154.646 pesos messicani, pari a 7.746 euro circa) al 57,9% della Turchia (dove un lavoratore medio guadagna 137.339 lire turche, che equivalgono a 6.404 euro). In Italia si parla del +5,7%, meglio dei vicini “cugini” europei, con la Francia al +5,4% e la Spagna al +2,9%. Un italiano guadagna in media 33.855 euro lordi, contro i 41.540 euro dei francesi e i 28.360 euro degli spagnoli. Ben distanti gli statunitensi che, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, vantano uno stipendio lordo pari a 64.889 dollari, ovvero poco più di 58.817 euro; per non parlare degli svizzeri, che guadagnano mediamente 100.884 franchi, pari a 102.729 euro. In questo contesto, l’Italia occupa tra l’altro la quinta posizione per incidenza di tasse e contributi sociali sul costo del lavoro, pari al 45,9% contro una media del 34,6% e in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto al 2021.


Quanto si guadagna in Italia e all'estero?
La mappa degli stipendi
Paese Stipendio lordo in valuta nazionale Variazione percentuale 2022/21
2021 2022 Stipendio lordo Inflazione1 Stipendio reale
Ungheria      5 431 692      6 328 111 16,5 13,5 2,6
Colombia     18 908 349     21 137 925 11,8 10,2 1,5
Svizzera         97 927        100 885 3,0 2,9 0,1
Nuova Zelanda         65 957         70 588 7,0 7,3 -0,2
Polonia         64 095         72 945 13,8 14,2 -0,3
Francia         39 429         41 540 5,4 5,9 -0,5
Costa Rica      8 761 423      9 445 151 7,8 8,8 -0,9
Lussemburgo         65 517         70 189 7,1 8,2 -1,0
Giappone      5 087 487      5 154 009 1,3 2,3 -1,0
Norvegia        638 564        666 115 4,3 5,7 -1,3
Israele        168 240        172 609 2,6 4,3 -1,6
Belgio         51 328         55 332 7,8 9,9 -1,9
Canada         78 018         81 704 4,7 6,8 -2,0
Italia         32 029         33 855 5,7 8,1 -2,2
Islanda     10 357 357     10 959 626 5,8 8,3 -2,3
Corea     48 600 252     49 775 096 2,4 5,2 -2,7
Regno Unito         41 878         44 300 5,8 8,9 -2,8
Irlanda         52 135         54 649 4,8 8,4 -3,3
Stati Uniti         62 172         64 889 4,4 8,0 -3,3
Portogallo         20 680         21 606 4,5 8,3 -3,5
Austria         50 447         52 666 4,4 8,5 -3,8
Danimarca        451 800        468 195 3,6 7,8 -3,9
Germania         52 800         55 041 4,2 8,5 -3,9
Slovacchia         14 438         15 538 7,6 12,0 -3,9
Svezia        476 276        494 513 3,8 8,3 -4,1
Slovenia         22 276         23 332 4,7 9,2 -4,1
Finlandia         49 491         50 774 2,6 7,0 -4,1
Cile     10 793 531     11 492 895 6,5 11,6 -4,6
Australia         93 254         94 685 1,5 6,5 -4,6
Spagna         27 570         28 360 2,9 8,6 -5,3
Lettonia         15 276         16 758 9,7 17,0 -6,2
Lituania         18 560         20 667 11,3 18,8 -6,3
Messico        153 588        154 646 0,7 8,0 -6,8
Repubblica Ceca        441 784        472 783 7,0 15,2 -7,1
Grecia         19 614         19 912 1,5 9,7 -7,4
Paesi Bassi         55 904         57 513 2,9 12,2 -8,3
Turchia         86 989        137 340 57,9 73,2 -8,8
Estonia         18 489         19 996 8,2 20,2 -10,0
Fonte: Elaborazione We Wealth sui dati Oecd, Taxing Wages 2023.
1. Stima della variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo.

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Attenzione alla spirale prezzi-salari: di cosa si tratta 

Insomma, l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto degli italiani. Ma far salire gradualmente gli stipendi, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, rischierebbe di alimentare ulteriori distorsioni. Un altro aspetto da considerare, oltre a salari e prezzi, è infatti quello della produttività, ovvero la quantità di beni e servizi prodotto in un determinato lasso di tempo. Come ricorda Il Sole 24 Ore in un recente approfondimento, la produttività dell’Italia è in una fase di stallo da tempo. Dal 2000 al 2020, stando ai dati Eurostat, è aumentata in media dello 0,33% annuo a fronte dell’1% della Germania e dello 0,94% della Francia. Il punto è che crescendo la produttività, potrebbero crescere anche gli stipendi, compensando almeno in parte l’aumento dei prezzi. In caso contrario, si rischierebbe di innescare quella che gli economisti definiscono “spirale prezzi-salari”, che finirebbe per allungare la crescita dell’inflazione. In altre parole, se i lavoratori chiedessero una busta paga più alta per fronteggiare l’aumento del costo della vita, le aziende a loro volta potrebbero aumentare i prezzi a causa del costo del lavoro più alto, generando così un circolo vizioso.


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(Articolo pubblicato il 26 aprile 2023 e aggiornato il 4 dicembre 2023)

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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