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2019, l'anno dell'oro. Adesso, le previsioni per il 2020

2019, l'anno dell'oro. Adesso, le previsioni per il 2020

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Durante il mese di novembre il prezzo dell’oro è sceso di 48,99 dollari (-3,2%), fino a 1.463,95 dollari

  • Le tensioni politiche in atto non hanno ancora avuto un impatto significativo sui mercati finanziari globali, nonostante il loro aumento in estensione e frequenza

Avendo l’oro a novembre raggiunto il suo minimo mensile in un anno da record, ci si chiede adesso quali siano le previsioni per il 2020. Joe Foster, Portfolio Manager e Strategist di VanEck, dice la sua

Il 4 settembre 2019 l’oro toccava i suoi massimi da sei anni a quella parte. 1557 dollari all’oncia. Seguivano poi le settimane (mesi, ormai) della correzione, ossia dell’assestamento del prezzo verso il basso. Il prezzo del metallo prezioso rimane comunque alto, quotando adesso 1450 dollari.

L’effetto dell’accordo commerciale per le previsioni sull’oro

In novembre i mercati si sono concentrati sulle possibilità di un accordo commerciale tra Usa e Cina. Il 12 novembre 2019 l’oro intanto toccava il minimo mensile, mentre la stampa annunciava la “fase uno” dell’accordo commerciale fra Aquila e Dragone.

Nello stesso periodo i movimenti del dollaro o dei tassi di interesse sono stati minimi, con il mercato azionario (S&P 500) in ascesa verso nuovi massimi storici.

Durante il mese di novembre il prezzo dell’oro è sceso di 48,99 dollari (-3,2%), fino a 1.463,95 dollari. I titoli auriferi hanno registrato una performance in linea con quella dell’oro, con un calo del NyseArca Gold Miners Index e dell’Mvis Global Junior Gold Miners Index rispettivamente del 3,46% e del 2,79%.

Previsioni oro: la correzione prosegue e vi sono segnali di allerta

All’inizio di novembre gli Etp sull’oro fisico hanno registrato i primi deflussi significativi dall’inizio di settembre. Nel corso del mese poi sono ripresi lievi afflussi. “È difficile osservare movimenti di rilievo del mercato a breve termine”, dice l’analista. Le tensioni politiche in atto non hanno ancora avuto un impatto significativo sui mercati finanziari globali, nonostante il loro aumento in estensione e frequenza. “Prevediamo un’ascesa dei rischi finanziari di fine ciclo e, a causa delle agitazioni geopolitiche sempre più diffuse e che non sembrano avere fine, riteniamo che l’oro possa registrare rialzi significativi il prossimo anno”.

Strategia di crescita per l’oro nel 2019

Il Mining Journal ha reso note le stime di S&P per i mercati globali relativamente alle spese di esplorazione nel 2019. L’Australia è ora il primo paese al mondo per attività di esplorazione. Segue poi il Canada. L’oro statunitense resta comunque il primo metallo, con 4,29 miliardi di dollari allocati all’esplorazione. Nonostante il rally del 2019, si è avuto comunque un calo del 12% rispetto all’anno scorso nonostante l’improvviso rialzo del prezzo dell’oro. Quest’anno, inoltre, è il primo in cui i budget per i siti di estrazione, o per le aree dismesse, rappresentano la quota maggiore delle spese di esplorazione. Negli anni precedenti invece i fondi maggiori erano per le nuove esplorazioni, le cosiddette greenfield.

A nostro avviso questo riflette l’attuale strategia di molti produttori, tesa a ottenere ancora di più dagli asset esistenti per creare valore in modo organico anziché investire in nuove aree.

Sul versante delle fusioni e acquisizioni, c’è fermento. Il 2 dicembre, Zijin Mining ha accettato di acquisire Continental Gold con un accordo in contanti da 1,05 miliardi di dollari. La società sta creando la prima operazione di estrazione sotterranea dell’oro di livello internazionale in Colombia, destinata ad avviare la produzione nel 2020. Se la società riuscirà a mantenere la rotta tra le tensioni politiche che affliggono la Colombia e ad affrontare con successo i rischi di avvio tipici di tutte le attività estrattive, potrà realizzare un importante rendimento dell’investimento.

Il 25 novembre è stata annunciata poi un’acquisizione amichevole tra i produttori Kirkland Lake Gold e Detour Gold. Insieme, le due società hanno un valore di mercato di circa 12 miliardi di dollari.

Entrambe le società hanno avuto rendimenti eccezionali, sottolinea l’analista. Kirkland si è rivelata il produttore di oro con le migliori performance negli ultimi due anni. Quest’anno il titolo è in rialzo del 60% ed è ancora tra i più remunerativi. “A nostro avviso, la società presenta giacimenti auriferi straordinari e ha un solido management”, conclude. Detour è inoltre il produttore con la migliore performance nel 2019, con un guadagno del 119% (fonte: Bloomberg).

Teresa Scarale
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