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Ocf, nel 2018 meno iscritti ma più donne

27 Giugno 2019 · Livia Caivano · 3 min

  • Il 2018 si è chiuso con 55.335 iscrizioni

  • Ad aprile 2019 i consulenti iscritti risultano (ancora) in calo a 55.073

  • Un candidato su tre, tra quelli che hanno presentato domanda alle sessioni di prova valutativa, è stato donna

La relazione annuale dell’Organismo di Vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari registra un calo dello 0,9% nelle iscrizioni da parte dei nuovi consulenti finanziari. Ma anche la presenza crescente delle professioniste femminili

Il bilancio 2018 dell’Ocf è in flessione rispetto agli anni precedenti, ma un dato in aumento c’è: quello delle consulenti donne. Il completo trasferimento delle funzioni di vigilanza da Consob all’Organismo di Vigilanza nell’anno ha imposto un cambio di passo nell’organizzazione. È nato il nuovo albo unico dei consulenti finanziari con due nuove sezioni dedicate ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria. E’ stato istituito un sistema di vigilanza preventiva. Ma una riflessione sull’evoluzione dell’industria della consulenza si fa sempre più necessario.

I dati dell’albo

Il 2018 si è chiuso con 55.335 iscrizioni, un dato in calo dello 0,9% rispetto a dicembre 2017, in controtendenza rispetto al trend positivo dei quattro anni precedenti. La flessione è proseguita nei primi mesi del 2019: i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede risultano infatti complessivamente 55.073. Necessario tenere conto del fatto che delle domande di iscrizione presentate (4.068, comunque in calo del 28%), è risultato idoneo poco più di un candidato su tre (in totale 1.229).

Nell’industria italiana della consulenza cresce però la presenza femminile. L’interesse delle donne, già in aumento negli ultimi cinque anni, è confermato anche nel 2018. Un candidato su tre, tra quelli che hanno presentato domanda di alle sessioni di prove valutative è stato donna. Nel complesso, la componente femminile rappresenta ancora poco più di un quinto degli iscritti, ma i numeri dimostrano comunque un progresso significativo.

Numeri

Secondo i dati pubblicati nella relazione, il 60,1% degli iscritti all’albo risiede nelle regioni del nord, il 39,9% nel centro, sud e isole (il 22,3% in Lombardia, il 10%in Veneto e il 9,8% in Lazio). Per quanto riguarda l’età dei consulenti, i numeri dicono che in media è in aumento. Se nel 2000 era infatti di 40 anni e nel 2012 di 46, nel 2018 in Italia l’età media degli iscritti all’Albo è di 50 anni. Il 56,6% degli iscritti all’albo ha almeno 50 anni, il 32% ha tra 40 e 50 anni, il 9,8% ha tra 30 e 40 anni, l’1,6% ha meno di 30 anni. Ma non tutti i consulenti abilitati sono anche attivi: nell’anno il 36% non lo era. Dei 55.335 cf abilitati all’offerta fuori sede iscritti all’albo, il 21,4% è donna e il 78,6% è uomo.Sono stati 2.185 i nuovi iscritti e 2.721 i cancellati.

Mondo fintech

L’industria non può più ignorare il cambiamento che la tecnologia impone al mercato. Il fintech è sempre più strumento di disintermediazione sul mercato finanziario. I prodotti assumono caratteristiche sempre più complesse e strutturate e Ocf si propone di valorizzare il ruolo della consulenza finanziaria “quale presidio fondamentale per garantire l’assunzione di decisioni di investimento consapevoli”. In merito in passato si è espresso anche il presidente Consob Paolo Savona: in riferimento al regime contabile criptato, ha di recente dichiarato che “andrebbe ampliato per garantire la trasparenza e l’inalterabilità del possesso e delle operazioni finanziarie”. Nella relazione annuale Ocf il messaggio è chiaro: la tecnologia ha influito in modo determinante sul servizio di consulenza finanziaria “ma è bene ribadire, anche in questa sede, che la relazione tra cliente e consulente è fortemente personalizzata”. Il ruolo della tecnologia è ed è destinata a essere sempre di maggiore supporto per la professione di consulente. Non vede, l’Ocf, un futuro in cui la robo advisory possa prendersi degli spazi eccessivi ma pensa piuttosto a una collaborazione produttiva con la robo for advisory. “Occorre evitare che eccessivi automatismi nelle valutazioni di variabili scarsamente standardizzabili (quali propensione al rischio, situazioni familiari, caratteristiche comportamentali) conducano a scelte distorte che gli algoritmi di calcolo potrebbero non riuscire a prevedere”.

Sanzioni

Oltre al compito di vigilanza, nel 2018 l’organismo ha per la prima volta sperimentato anche il meccanismo sanzionatorio. Solo a dicembre, mese in cui si è realizzato il passaggio delle competenze, sono stati adottati 12 provvedimenti nei confronti dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, di cui otto radiazioni dall’albo. Ocf è anche riuscito a costituire un primo sistema di vigilanza preventiva: dallo scorso aprile infatti attiva sul portale dell’Organismo la funzione per l’inserimento dei dati in maniera massiva, al fine di individuare situazioni di possibili condotte irregolari mediante l’utilizzo di indicatori di anomalia, secondo un modello di tipo risk-based.

Livia Caivano
Livia Caivano
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