Consulenti: preparatevi all’economia dei single

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Sale il numero di vedovi, nubili, celibi e divorziati. E poiché aumentano le famiglie senza figli e anziani, aumentano anche i nuclei fatti da una sola persona. Nel 2040 saranno il 40% della popolazione. Per loro, il mercato studia alimenti monoporzione, viaggi in solitaria, case più piccole. Ma anche nuovi modelli di welfare e assicurazioni

Nell’ultimo rapporto Istat la fotografia del nostro Paese dal punto di vista familiare è chiarissima, così come appaiono certi i trend in sviluppo nei prossimi decenni. Su un totale di 25,2 milioni di famiglie, un terzo circa è composto da coppie con figli, in diminuzione entro il 2040 a un quarto; un altro terzo è costituito da persone che vivono da sole (33,4%) in aumento entro il 2040 al 40%, di cui gli uomini rappresenteranno il 13% e le donne il 23%. L’ultimo terzo è composto per il 20% da coppie senza figli e per il 10% da famiglie monoparentali (in leggerissima crescita entrambi per il 2040). 

I trend emergenti 

I grandi trend sono quindi l’aumento dei single (vedovi o nubili/celibi o separati/divorziati), la diminuzione delle famiglie con bambini e l’invecchiamento del Paese che in parte spiega l’aumento dei single: tra gli over 65, infatti, ci saranno di 1,2 milioni di donne in più che vivono da sole (+38%) e 621mila uomini in più (+54%). 

Ma l’aumento dei single non è un fenomeno solo italiano.

Nei paesi del Nord-Europa la metà circa della popolazione vive da sola, negli Usa un terzo. Così in Cina e in Giappone, dove esiste addirittura un ministero della Solitudine. Senza sorpresa il trend alla vita solitaria è tipico dei Paesi ricchi. Ma sbaglia chi lo interpretasse come una epidemia di solitudine. Prescindendo dagli anziani che restano soli spesso per vedovanza, molto più le donne che uomini, i nuovi single sono single per scelta. 

Come cambia l’economia in una società sempre più single?

Il cambiamento è già molto evidente nel settore alimentare, con un continuo aumento delle monoporzioni e, come effetto collaterale, aumento indesiderato delle confezioni in plastica, cui le aziende cercheranno di porre rimedio velocemente per non deludere una clientela che, specie nella parte più giovane, è molto sensibile alla sostenibilità. 

Ma anche un crescente bisogno di prodotti immobiliari adeguati, case mono e bilocali accessibili, che il mercato non sempre offre. L’invecchiamento dei Paesi porta spesso a una sovrabbondanza di case familiari, grandi e vetuste, costose nella manutenzione e nella gestione, che costituiscono l’eredità di una popolazione che a suo tempo aveva avuto più figli. Il New York Times su questo tema scriveva che 40 anni fa le case “piccole” (negli Usa nulla è davvero piccolo) costituivano il 40% delle nuove costruzioni, contro il 7% di oggi.

Da noi il problema non è tanto nella disponibilità quanto nell’accessibilità: per i giovani in termini di prezzi, per i senior in termini di prospettive di adeguatezza ad occupanti grandi anziani. 

All’interno dell’economia single, anche viaggi e intrattenimento: cinema e musica in streaming e on-demand, videogames, presto anche Metaverso, VR e AR, con un’offerta di socialità virtuale, oltre ad abbonamenti a servizi acquistati per il tempo necessario, nel momento necessario, come Uber o il car-sharing come alternativa all’acquisto di un’auto. 

Nei Paesi più vecchi dell’Asia l’economia single ha una connotazione fortemente condizionata dalla crescente popolazione anziana, con un boom nelle vendite di robot da compagnia potenziati dall’intelligenza artificiale. Ma anche di cani e gatti reali, un mercato, quello dei pet, in crescita globalmente, con una stima a valore di 232 miliardi di dollari nel 2020 previsti destinati ad arrivare a 350 nel 2027. In Italia, dove secondo il rapporto Assalco–Zoomark 2022 gli animali domestici sono 64 milioni, il giro d’affari è di 3,5 miliardi di euro.

La crescita dei single apre però anche grandi opportunità di un’economia finanziaria, dal welfare alle assicurazioni, dalle pensioni integrative al portfolio management. Pianificare per il ciclo di vita di un padre di famiglia e per un single non può essere la stessa cosa, ma sembra che nessuno abbia ancora affrontato il tema di petto. 

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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Domande frequenti su Consulenti: preparatevi all’economia dei single

Qual è il principale cambiamento demografico previsto dal rapporto Istat e quale impatto si prevede sull'economia dei single?

Il rapporto Istat evidenzia un aumento significativo delle persone che vivono da sole, passando dal 33,4% attuale al 40% entro il 2040. Questo trend suggerisce una crescente rilevanza dell'economia dei single, richiedendo ai consulenti di adattare strategie e servizi. Tale evoluzione implica un focus su esigenze finanziarie e di consumo specifiche per questa fascia demografica in espansione.

In che misura è previsto l'aumento delle famiglie composte da una sola persona entro il 2040 e quali settori economici potrebbero essere maggiormente influenzati?

Le persone che vivono da sole sono previste aumentare dal 33,4% attuale al 40% entro il 2040, rappresentando una quota significativa delle famiglie italiane. Questo incremento suggerisce un impatto potenziale su settori come l'immobiliare, i servizi finanziari personalizzati e i beni di consumo pensati per individui. I consulenti dovranno considerare queste dinamiche per offrire soluzioni mirate.

Qual è la composizione demografica prevista per le persone che vivranno da sole entro il 2040, in termini di genere?

Entro il 2040, tra le persone che vivranno da sole, le donne rappresenteranno il 23% del totale, mentre gli uomini costituiranno il 13%. Questa distinzione di genere può influenzare le esigenze di prodotti e servizi finanziari, richiedendo un'analisi mirata da parte dei consulenti.

Come si confronta la diminuzione delle coppie con figli con l'aumento delle persone che vivono da sole, e quali implicazioni ha questo per il mercato?

Mentre le coppie con figli diminuiranno da circa un terzo a un quarto del totale delle famiglie entro il 2040, le persone che vivono da sole aumenteranno dal 33,4% al 40%. Questo spostamento demografico indica un cambiamento nelle priorità di spesa e investimento, con una potenziale crescita della domanda per prodotti e servizi orientati al singolo.

Qual è la percentuale attuale di famiglie composte da una sola persona e come si prevede evolverà questa quota nel prossimo futuro?

Attualmente, le persone che vivono da sole costituiscono il 33,4% del totale delle famiglie in Italia. Secondo le proiezioni, questa percentuale è destinata ad aumentare significativamente, raggiungendo il 40% entro il 2040. Tale crescita evidenzia un'importante trasformazione della struttura familiare con conseguenti ripercussioni economiche.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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