Bond dell’India nell’indice JPM. Ecco cosa comporterà

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I titoli di Stato indiani verranno aggiunti al Global Bond Index-Emerging Markets di JP Morgan. Quali saranno gli effetti di questa mossa?

L’India continua la sua rincorsa per soffiare alla Cina lo scettro di hub dell’economia mondiale. L’ascesa della tigre asiatica è stata resa possibile anche grazie al crescente interesse degli investitori: negli ultimi cinque anni, i titoli governativi indiani (Igb) hanno offerto un rapporto rendimento/duration in linea con altri famosi emittenti emergenti, rappresentando il secondo più grande mercato obbligazionario tra gli emerging markets, subito dopo la Cina. Si tratta dell’unico Paese ad avere un rating investment grade e non essere incluso in uno dei principali indici obbligazionari. Ma la situazione sta già cambiando.

Non solo il mercato indiano è molto esteso ma, indubbiamente, è anche in rapida crescita, eppure fino ad oggi era ancora difficilmente accessibile per gli investitori stranieri. Ci ha pensato JP Morgan a cambiare la situazione: nella notte tra il 22 e il 23 settembre è stata infatti annunciata la tanto attesa inclusione dei titoli di Stato indiani nella grande famiglia dei Global Bond Index-Emerging Markets (Gbi-Em).

Come ha spiegato Kirstie Spence, Emerging market debt Portfolio manager di Capital Group, non si tratta di una inclusione immediata: questa inizierà dal 28 giugno del 2024 con un peso dell’1%, aumentando gradualmente fino al peso massimo del 10% entro marzo del 2025, la stessa quota che al momento spetta alla Cina.

Circa 330 miliardi di dollari di IGB in valuta locale, ovvero 23 titoli, si qualificano come idonei per raggiungere nel giro di meno di un anno il peso del 10% nell’indice. Si stima che questa inclusione sposterà circa 22 miliardi di dollari nel corso di 10 mesi dai gestori passivi verso le obbligazioni indiane.

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Tra breve e lungo termine: la Tigre si prepara a nuovi equilibri

L’ingresso dell’India nel Gbi-Em aprirà nuove opportunità per gli investitori che, finora, si sono tenuti lontani dall’obbligazionario indiano perché non facilmente approcciabile. “L’inclusione dell’India potrebbe stimolare afflussi passivi per circa 30 miliardi di dollari e poi altri 10 miliardi di dollari di flussi attivi, dati i rendimenti nominali relativamente elevati degli Igb, pari a circa il 7%, uniti a una volatilità relativamente bassa”, suggerisce Spence.

La rapida crescita degli afflussi ai titoli governativi indiani potrebbe comportare, nel breve termine, un calo dei rendimenti e un rafforzamento della valuta, ma anche alcuni venti contrari come l’aumento dei prezzi del greggio e il divieto di esportazione del riso.

Nel medio e lungo termine, saranno gli effetti positivi a superare le incertezze momentanee: “gli afflussi dovrebbero contribuire a finanziare il deficit fiscale e delle partite correnti del Paese, mentre la diversificazione della base di investitori dovrebbe approfondire e ampliare il mercato obbligazionario e potrebbe potenzialmente ridurre la spesa per il finanziamento del debito pubblico, senza rischio di crowding out da parte del governo”, immagina l’esperta.

Quando, a marzo 2025, l’India raggiungerà il peso del 10% nell’indice, allora l’Asia rappresenterà probabilmente quasi il 50% dell’intero Gbi-Em e se stati come Cina e Indonesia dovrebbero mantenere il loro peso (che ora si attesta al 10%), altri come Thailandia, Sudafrica, Polonia e Repubblica Ceca, vedranno il loro spazio ridursi. L’inclusione dell’India dovrebbe anche aumentare i rendimenti del Gbi-Em Diversified di 8 punti base e quelli del Gbi-Em Global di 33 punti base.

È lecito aspettarsi che questa operazione faccia da apripista innescando un trend che porterà i titoli di Stato indiani a essere inseriti in altri grandi indici. Nel frattempo, la Tigre offre un mercato obbligazionario interessante, date le dimensioni e l’ampio progresso dell’economia locale. Inoltre, è importante sottolineare che recentemente l’India sta assistendo a una riduzione dell’inflazione, che ad agosto è scesa al 6,83% rispetto al 7,44% del mese precedente, e a un graduale consolidamento fiscale.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Bond dell’India nell’indice JPM. Ecco cosa comporterà

Qual è il significato dell'inclusione dei bond indiani nell'indice JPM per l'economia indiana?

L'inclusione dei bond indiani nell'indice JPM segnala un crescente interesse degli investitori e rafforza la posizione dell'India come hub economico mondiale, consolidando la sua ascesa come 'tigre asiatica'.

Come si confrontano i titoli governativi indiani (Igb) con quelli di altri mercati emergenti?

Negli ultimi cinque anni, i titoli governativi indiani hanno offerto un rapporto rendimento/duration in linea con altri emittenti emergenti, dimostrando una performance competitiva nel panorama degli investimenti.

Qual è la posizione del mercato obbligazionario indiano rispetto ad altri mercati emergenti?

Il mercato obbligazionario indiano è il secondo più grande tra gli emerging markets, subito dopo la Cina, evidenziando la sua importanza e dimensione nel contesto globale.

Qual è il fattore chiave che ha contribuito all'ascesa economica dell'India?

L'ascesa economica dell'India è stata resa possibile, in parte, dal crescente interesse degli investitori nei suoi titoli governativi, che hanno dimostrato un buon rapporto rendimento/duration.

Quale obiettivo sta perseguendo l'India nel contesto economico globale?

L'India sta attivamente cercando di superare la Cina come principale hub dell'economia mondiale, una competizione che si riflette anche nell'attrattività dei suoi titoli di stato.

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