Pagamento pensioni, quando arriva a ottobre? Il calendario 2025

3 MIN
La facciata dell'edificio italiano con una finitura in pietra che mostra "Istituto Nazionale Della Previdenza Sociale" si erge orgogliosa, con diverse finestre e la bandiera italiana. Con un focus sul "pagamento pensioni", si trova sotto un cielo limpido, a simboleggiare la sicurezza per i pensionati.

Il pagamento delle pensioni partirà mercoledì 1° ottobre. Chi decide di ritirare le somme dovute in contanti presso un ufficio di Poste Italiane, potrà recarsi allo sportello secondo uno specifico calendario alfabetico. Ecco le date da segnare e tutto ciò che c’è da sapere nel 2025

Indice

  • Nel caso delle banche il pagamento delle pensioni viene effettuato il primo giorno “bancabile” di ogni mese, feriale e non prefestivo
  • Chi intende ritirare la pensione in contanti, potrà recarsi agli sportelli postali presenti sul territorio nazionale a partire dal 1° ottobre

Al via il pagamento delle pensioni di ottobre 2025. Secondo i dati dell’ultimo Rapporto annuale Inps, a incassare l’assegno saranno oltre 16,2 milioni di italiani ed italiane, in crescita dello 0,6% rispetto al 2022. Le erogazioni seguiranno il consueto calendario dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, a partire da mercoledì 1° ottobre, ovvero il primo giorno bancabile del mese. Tra l’altro, per qualcuno l’assegno subirà delle oscillazioni: per chi ha già trasmesso il modello 730 all’Agenzia delle entrate, l’Inps continuerà a procedere infatti con le operazioni di conguaglio.

Pensioni: il calendario dei pagamenti del 2025

In generale, il pagamento delle pensioni differisce tra banche e uffici postali:

  • in banca viene effettuato il primo giorno “bancabile” di ogni mese, ovvero feriale e non prefestivo. Gli istituti di credito considerano infatti giorni bancabili dal lunedì al venerdì;
  • in posta avviene il primo giorno feriale, anche prefestivo, includendo quindi anche il sabato.

Fatta questa premessa, il calendario dei pagamenti delle pensioni Inps del 2025 seguirà da qui in avanti le seguenti date:

  • ottobre 2025: mercoledì 1° ottobre 2025 (alle Poste e in banca);
  • novembre 2025: lunedì 3 novembre 2025 (alle Poste e in banca);
  • dicembre 2025: lunedì 1° dicembre 2025 (alle Poste e in banca).

Quando pagano la pensione di ottobre 2025?

Focalizzandoci sul mese di ottobre, chi decide di ritirare la pensione in contanti in un ufficio di Poste Italiane, può recarsi in uno degli sportelli presenti sul territorio nazionale a partire dal 1° ottobre. Dovrà però seguire il seguente calendario alfabetico, predisposto in base alle lettere iniziali dei cognomi:

  • mercoledì 1° ottobre per i cognomi dalla A alla B;
  • giovedì 2 ottobre per i cognomi dalla C alla D;
  • venerdì 3 ottobre per i cognomi dalla E alla K;
  • sabato 4 ottobre (solo la mattina) per i cognomi dalla L alla O;
  • lunedì 6 ottobre per i cognomi dalla P alla R;
  • martedì 7 ottobre per i cognomi dalla S alla Z.

Il rimborso del 730 per i pensionati: quando arriva

Le pensioni subiranno tra l’altro delle variazioni anche a ottobre. Come anticipato in apertura, l’Inps corrisponderà infatti anche il rimborso Irpef per chi ha inoltrato il modello 730/2025 per la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle entrate. Chiaramente, in caso di conguagli a debito, l’istituto applicherà invece le trattenute necessarie. I rimborsi e le eventuali trattenute seguono a loro volta un calendario basato sull’invio della dichiarazione. Chi l’ha inoltrata entro il 20 giugno ne ha visto l’effetto sul cedolino di agosto, mentre chi l’ha inoltrata entro il 15 luglio ha visto il proprio assegno subire un oscillazione – in positivo o in negativo – nel mese di settembre. Per gli altri, i mesi da segnare sono:

  • ottobre, per le dichiarazioni inoltrate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • novembre, per le dichiarazioni inoltrate entro il 30 settembre.

Il 730 doveva essere presentato infatti entro il mese di settembre: pensionati e pensionate che hanno inviato il modello a ridosso della scadenza, ne vedranno l’effetto sul cedolino di novembre.

Le modalità di pagamento delle pensioni

Il pagamento in contanti della pensione è consentito solo per assegni dall’importo massimo di 1.000 euro netti. Nel caso di importi superiori, il pensionato è tenuto a comunicare all’Inps i dati del conto corrente bancario o postale su cui ricevere la somma. Le coordinate per l’accredito della pensione possono essere modificate in qualsiasi momento, accedendo al servizio online dedicato sul sito dell’Inps.

Accredito su conto corrente bancario o postale?

Il pagamento della pensione può avvenire in generale in quattro modi: attraverso un accredito sul conto corrente bancario, su conto corrente postale, sul libretto di risparmio postale o ancora su una carta prepagata, purché muniti di un codice Iban intestato o co-intestato al richiedente.

Pagamento della pensione all’estero: come funziona

Il pagamento della pensione per i residenti all’estero avviene in circa 160 paesi al mondo. L’Inps rivela che nel 2024 le pensioni pagate all’estero hanno superato quota 310mila, per un totale di circa 1,75 miliardi di euro erogati. Dal 1° febbraio 2012 la gestione del pagamento delle pensioni fuori dall’Italia è affidata a Citibank, la banca di credito ordinario del gruppo bancario multinazionale Citigroup. Le modalità di accredito e incasso sono in questo caso tre:

  • su conto corrente bancario;
  • direttamente allo sportello in contanti (in molti casi presso agenzie della Western Union);
  • attraverso assegno di deposito non trasferibile, modalità attualmente in fase di eliminazione. Al momento, non è consentita in Europa, Australia, Tunisia, Stati Uniti e Canada.

Come si calcola l’importo mensile della pensione

Ma come funziona il calcolo della pensione? In generale, i principali sistemi di determinazione dell’importo mensile della pensione Inps sono due: il calcolo contributivo e il calcolo retributivo. Semplificando, il metodo contributivo si basa sui contributi versati e sull’età anagrafica del pensionato, mentre il metodo retributivo si basa sulle ultime settimane di contribuzione e sugli ultimi o migliori anni di stipendio o reddito. C’è poi il sistema misto che combina entrambi i metodi di calcolo, retributivo e contributivo. Come approfondito da We Wealth nell’articolo sulla riforma delle pensioni, la Legge di Bilancio 2025 ha modificato i requisiti per accedere alla pensione anticipata a 64 anni per i cosiddetti “contributivi puri”, entrati nel mondo del lavoro dal 1996 in poi.

Rivalutazione pensioni 2025: come cambiano gli assegni

Tra l’altro, le pensioni hanno subito una rivalutazione dello 0,80% a partire dal 1° gennaio 2025 per i trattamenti fino a 4 volte il minimo. Per i pensionati con redditi oltre 4 volte il trattamento minimo, scatta invece l’allarme: secondo un nuovo studio condotto da Itinerari Previdenziali e Cida, più di un quinto dei pensionati con trattamenti sopra i 2.500 euro lordi (meno di 2mila euro netti) ha ricevuto una rivalutazione ridotta o azzerata a causa del nuovo meccanismo di rivalutazione introdotto dal governo Meloni. Più precisamente, si calcola una perdita connessa alla mancata rivalutazione di almeno 13mila euro nei prossimi 10 anni, un valore destinato a salire progressivamente fino ai 115mila per chi incassa un assegno oltre i 10mila euro lordi (circa 6mila euro netti).

L’allarme sulle pensioni medio-alte

“In 30 anni le pensioni medio-alte hanno perso oltre un quarto del loro potere d’acquisto: una pensione da 10mila euro lordi al mese ha visto svanire quasi 180mila euro, l’equivalente di un anno intero di assegno”, ha dichiarato Stefano Cuzzilla, presidente di Cida. “È il simbolo di un sistema che punisce chi ha dato di più, mortifica i contribuenti più fedeli e incrina il legame di responsabilità tra generazioni. Le pensioni non sono un privilegio, sono salario differito, il frutto di una vita di lavoro e tasse pagate”. A intervenire sul tema anche Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali, che evidenzia come pensionati e pensionate abbiano meno possibilità di “difendersi dall’inflazione” rispetto alle persone in età attiva. “Il mantenimento del loro potere d’acquisto è affidato quasi esclusivamente ai meccanismi di indicizzazione: ecco perché sarebbe innanzitutto importante avere regole stabili nel tempo e, ancora di più, eque”.

Cosa fare se non arriva l’accredito della pensione?

Da ricordare infine che, in caso di problemi con il pagamento della pensione, l’Inps ha previsto una procedura per l’ottenimento delle somme non ricevute. Una volta effettuato l’accesso allo strumento disponibile sul sito dell’istituto, occorrerà confermare i dati personali precompilati e indicare le coordinate di pagamento per l’erogazione. Una volta che la richiesta sarà elaborata dalla sede competente, il pensionato riceverà una notifica attraverso la sezione personale del sito “MyInps”.

(Articolo aggiornato il 19 settembre 2025)

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Vuoi sapere come investire per una pensione più serena?