Real estate, la ricetta di Assoimmobiliare per attrarre capitali

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Foto in bianco e nero del presidente di Confindustria Assoimmobiliare Davide Albertini Petroni

Semplificazione amministrativa, riforma fiscale e un maggiore coinvolgimento degli investitori istituzionali. Davide Albertini Petroni (Confindustria Assoimmobiliare) illustra le priorità per rendere il real estate italiano più competitivo e attrarre nuovi capitali

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“Se l’Italia vuole attrarre maggiori capitali nel real estate deve rendere il contesto degli investimenti più competitivo, stabile e prevedibile”. È il messaggio di Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare.

Secondo il numero uno dell’associazione, il settore può diventare un motore di crescita per il Paese, ma servono tre interventi prioritari: semplificare il quadro urbanistico e amministrativo, riformare la fiscalità per favorire la rigenerazione urbana e gli investimenti nel residenziale in locazione e sviluppare strumenti di investimento efficienti, come fondi immobiliari, Sicaf e cartolarizzazioni, per canalizzare capitali privati verso l’economia reale.

Quali riforme ritiene oggi indispensabili per aumentare gli investimenti nel real estate e l’offerta di immobili in locazione?

Abbiamo accolto positivamente il Piano Casa perché riconosce la necessità di affrontare alcuni nodi urbanistici e amministrativi che rallentano gli interventi di rigenerazione urbana. Per aumentare realmente l’offerta di abitazioni in locazione è però indispensabile affiancare una riforma fiscale.

Oggi il sistema tributario penalizza gli operatori che acquistano, riqualificano e destinano gli immobili all’affitto. Proponiamo quindi di rivedere l’imposta di registro per gli investimenti nel residenziale destinato alla locazione e il regime Iva, consentendo agli operatori di optare per l’imponibilità delle locazioni e superando gli attuali limiti alla detraibilità dell’imposta. È inoltre importante riconoscere gli immobili residenziali destinati alla locazione come beni strumentali all’attività d’impresa, così da attrarre capitali istituzionali e incrementare strutturalmente l’offerta di abitazioni.

Quale ruolo possono svolgere gli investitori istituzionali nello sviluppo del mercato immobiliare italiano?

Gli istituzionali possono e devono svolgere un ruolo determinante nello sviluppo del mercato immobiliare italiano, perché dispongono di capitali pazienti, coerenti con gli orizzonti di lungo periodo richiesti dagli investimenti immobiliari. Oggi, però, il loro potenziale non è ancora pienamente espresso.

Negli ultimi vent’anni il mercato è cambiato: oggi circa il 70% degli investimenti proviene dall’estero e il real estate quotato rappresenta solo lo 0,8% della capitalizzazione di Borsa, contro una media europea superiore al 2,6%.

Compagnie assicurative, fondi pensione e casse di previdenza potrebbero invece contribuire in modo significativo alla crescita del settore attraverso strumenti trasparenti e gestiti professionalmente, come le Siiq, sostenendo investimenti nella locazione residenziale e nella rigenerazione urbana. Per farlo servono regole urbanistiche stabili, tempi autorizzativi certi, strumenti di investimento efficienti e una fiscalità favorevole agli investimenti di lungo periodo. Allo stesso tempo, è importante rimuovere le barriere che ancora limitano l’operatività dei Reit internazionali.

Quali asset class ritiene oggi più interessanti per un investitore istituzionale?

L’immobiliare rappresenta una componente importante di una strategia di investimento di lungo periodo, con una funzione di diversificazione e protezione del patrimonio. Oggi non esiste un’unica asset class vincente: contano soprattutto i fondamentali di lungo periodo, l’efficienza energetica, la qualità degli immobili, la flessibilità degli spazi e l’impatto sociale degli investimenti. Oltre al residenziale e allo student housing, offrono interessanti prospettive la logistica, l’hospitality, il retail e gli immobili destinati alla sanità, ai servizi e ai data center.

(Articolo tratto dal magazine n. 93 di settembre 2026 di We Wealth)

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Domande frequenti su Real estate, la ricetta di Assoimmobiliare per attrarre capitali

Quali sono le condizioni necessarie affinché l'Italia attragga maggiori capitali nel settore immobiliare secondo Assoimmobiliare?

Per attrarre maggiori capitali, l'Italia deve rendere il contesto degli investimenti nel real estate più competitivo, stabile e prevedibile. Questo è il messaggio chiave di Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare.

Quali sono i tre interventi prioritari suggeriti da Assoimmobiliare per far crescere il settore immobiliare italiano?

I tre interventi prioritari identificati sono: semplificare il quadro urbanistico e amministrativo, riformare la fiscalità per incentivare la rigenerazione urbana e aumentare l'offerta di immobili in locazione.

Quale ruolo può avere il settore immobiliare per l'economia italiana secondo Assoimmobiliare?

Secondo il presidente di Assoimmobiliare, il settore immobiliare ha il potenziale per diventare un motore di crescita per il Paese. Tuttavia, ciò richiede l'implementazione delle riforme prioritarie.

Quali riforme fiscali sono considerate indispensabili per favorire gli investimenti immobiliari?

L'articolo menziona la necessità di riformare la fiscalità per favorire la rigenerazione urbana e gli investimenti in immobili in locazione. Questo mira a rendere più vantaggioso lo sviluppo di nuove costruzioni e la riqualificazione di quelle esistenti.

Quali sono le principali sfide per aumentare gli investimenti nel real estate italiano secondo l'associazione?

Le principali sfide identificate riguardano la complessità del quadro urbanistico e amministrativo, che necessita di semplificazione. Inoltre, la fiscalità attuale non è sufficientemente incentivante per la rigenerazione urbana e l'offerta di immobili in locazione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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