Fondazione Crt: portafogli resilienti contro i rischi dei mercati

3 MIN
Foto in bianco e nero di Marco Casale, chief financial officer di Fondazione Crt.

Tra geopolitica, dazi e debito Usa, il chief financial officer, Marco Casale, spiega la strategia di Fondazione Crt: più diversificazione, liquidità e portafogli resilienti per affrontare i rischi di mercato

Indice

Geopolitica, dazi, debito Usa e mercati tirati: il rischio oggi non è l’assenza di rendimento, ma l’intolleranza agli imprevisti. In questo contesto, per gli investitori di lungo periodo la priorità diventa la protezione del patrimonio attraverso portafogli resilienti, capaci di reggere shock e garantire flussi stabili. È la cornice dentro cui si muove la Fondazione Crt, che chiude un 2025 positivo e guarda al 2026 mantenendo un outlook costruttivo, ma con la mitigazione del rischio come bussola principale.

A tracciare le direttrici è il chief financial officer, Marco Casale, che delinea un approccio centrato su diversificazione, revisione dell’asset allocation e rafforzamento della resilienza del portafoglio.

Geopolitica, dazi e debito Usa: come cambia la strategia di investimento

Quali scelte ha operato la Fondazione in questa fase, alla luce dei fattori che stanno caratterizzando i mercati?

Per inquadrare le scelte occorre considerare tre tipologie di rischio.
Il primo è geopolitico: l’attuale contesto appare decisamente complicato e le guerre in corso non possono che creare i presupposti per una revisione delle scelte di politica monetaria, che saranno funzione dell’incerto evolvere degli equilibri internazionali.
Il secondo riguarda le tensioni geoeconomiche, in particolare le politiche sui dazi americani e le elezioni di medio termine negli Usa.
Il terzo è legato al contesto finanziario e macroeconomico: debito americano, inflazione e mercato del lavoro da un lato; utili societari ancora solidi dall’altro trascinati dal comparto tech.

Obiettivo: preservare il patrimonio con portafogli resilienti

Quali obiettivi devono guidare oggi la gestione del patrimonio di una fondazione?

Gli obiettivi restano la conservazione del valore reale del patrimonio e la capacità di generare flussi stabili nel tempo, in grado di garantire la continuità dell’attività istituzionale. Siamo investitori di lungo termine, ma in questa fase le scelte strategiche non possono ignorare i rischi di mercato di breve termine. La mitigazione del rischio è un tema corrente e lo sarà necessariamente anche in futuro, attraverso diversificazione e costruzione di portafogli resilienti.

Asset allocation: le quattro direttrici per il 2026

Come si traduce operativamente questa impostazione nelle scelte di asset allocation?

Abbiamo chiuso un 2025 molto positivo e manteniamo un outlook altrettanto favorevole anche per il 2026, ma – come detto prima – poniamo la mitigazione del rischio come obiettivo principale nella gestione del portafoglio.
Le direttrici operative sono quattro.
Primo: revisione dell’asset allocation strategica, sfruttando la fase favorevole per ribilanciare le scelte di investimento.
Secondo: proseguimento della gestione attiva delle partecipazioni strategiche, ponendo in essere strategie di enhancement e hedging.
Terzo: incremento degli investimenti nei mercati privati, coerentemente con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, che presentano caratteristiche di decorrelazione e che nel contempo offrono sostegno all’economia reale.
Quarto: gestione dinamica del portafoglio di negoziazione, con particolare riferimento alla parte obbligazionaria e monetaria.

Obbligazioni, mercati emergenti e liquidità: dove investe Fondazione CRT

Su quali asset class vi state concentrando per rafforzare resilienza e flessibilità del
portafoglio?

Stiamo incrementando la parte liquida del portafoglio per garantire flessibilità, cogliere opportunità e fornire alla Fondazione un importante cuscinetto di “protezione” per far fronte a eventuali fasi negative.

Come accennato questo obiettivo viene perseguito principalmente attraverso la componente obbligazionaria: in particolare, con titoli corporate europei a elevato standing creditizio e duration media inferiore ai 5 anni.

Parallelamente, aumentiamo il posizionamento sui mercati emergenti, in particolare asiatici, sia nel comparto equity sia in quello del credito.

(Articolo tratto dal magazine n. 91 di We Wealth di giugno 2026)

ALTRE INTERVISTE A CASSE O ISTITUZIONALI

Per vedere altre interviste alle casse, leggere sotto.

Intervista a Roberto Diacetti, dg di Fondazione Enpaia
Intervista a Oscar Enrico Gandola, presidente di Enpav
Intervista a Ferdinando Boccia, presidente della Cassa Dottori Commercialisti (Cdc)
Intervista a Federico Conte, presidente di Enpap
Intervista a Massimo Garbari, presidente di Inarcassa
Intervista a Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare
Intervista a Antonio Buonfiglio direttore generale di Enasarco
Intervista a Stella Giovannoli, cio e cfo di Cassa Nazionale del Notariato (Cnn)
Intervista a Enrico Cibati, direttore investimenti di Cassa Forense
Intervista a Ferdinando Boccia, presidente della Cassa Dottori Commercialisti (Cdc)
Intervista a Giuseppe Santoro, presidente di Inarcassa

Domande frequenti su Fondazione Crt: portafogli resilienti contro i rischi dei mercati

Qual è la principale preoccupazione per gli investitori di lungo periodo nel contesto attuale dei mercati?

La principale preoccupazione non è l'assenza di rendimento, ma l'intolleranza agli imprevisti. Il rischio attuale risiede nella capacità di un portafoglio di reggere shock e garantire flussi stabili di fronte a eventi inattesi.

Qual è l'obiettivo primario della strategia di investimento della Fondazione CRT per il futuro?

L'obiettivo primario è la protezione del patrimonio attraverso la costruzione di portafogli resilienti. Questi portafogli devono essere capaci di assorbire gli shock di mercato e mantenere flussi di cassa stabili nel tempo.

Quali fattori macroeconomici stanno influenzando la strategia di investimento della Fondazione CRT?

La strategia è influenzata da fattori come la geopolitica, i dazi commerciali e il debito degli Stati Uniti. Questi elementi creano un contesto di mercato che richiede un'attenta gestione del rischio.

Qual è l'outlook della Fondazione CRT per il 2026, considerando il contesto di mercato?

La Fondazione CRT chiude un 2025 positivo e guarda al 2026 con un outlook costruttivo. Tuttavia, la mitigazione del rischio rimane una priorità fondamentale nella gestione dei propri investimenti.

Su quali asset class si sta concentrando la Fondazione CRT per rafforzare la resilienza del proprio portafoglio?

La Fondazione CRT si sta concentrando su obbligazioni, mercati emergenti e liquidità. Queste asset class sono scelte per rafforzare la resilienza e la flessibilità del portafoglio in risposta alle attuali dinamiche di mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

Vuoi capire come gli investitori istituzionali affrontano i rischi dei mercati e quali asset privilegiano oggi?