Fotografie giapponesi: da due collezioni italiane in Svizzera e ritorno

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Nel 2012 la Fondazione «Ada Ceschin e Rosanna Pilone» di Zurigo ha depositato al MUSEC - Museo delle Culture di Lugano una preziosa raccolta di oltre 5˙000 fotografie giapponesi all'albumina dipinte a mano, databili tra la fine dell'Ottocento e inizi del Novecento, che costituiscono uno dei centri del programma di ricerca scientifica del museo e che sono state esposte a Lugano, Venezia, Napoli, Zurigo, Genova, Copenhagen e Parma
La fondazione istituita nel 2002 per promuovere la diffusione delle culture orientali in Svizzera ed Europa è creata a Zurigo da Rosanna Pilone (1931-2006) sinologa e dalla di lei madre, la veneziana Ada Ceschin, disegnatrice di tessuti. Oggi - grazie alla collaborazione con il MUSEC luganese - anche Milano ha una preziosa opportunità. Infatti dal 9 aprile al 22 maggio 2021, è imperdibile la piccola mostra “Blooming Japan”, curata da Moira Luraschi da 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (Via San Vittore 13).

L'esposizione propone una scelta di 29 opere (dal nome della galleria, situata in un caratteristico e centralissimo interno milanese di ringhiera), tra fotografie giapponesi all'albumina dipinte a mano, e collotipi, esemplari realizzati con una tecnica di stampa artigianale, ideata nel 1855 da Louis-Alphonse Poitevin.
Tutte le 29 opere risalgono ad un periodo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Le fotografie esposte a Milano sono esempi eccellenti della Scuola di Yokohama, nata in Giappone nella seconda metà dell'Ottocento e mirabile frutto dell'incontro tra la tecnica fotografica occidentale e la maestria secolare dei pittori locali.
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Tadashi Fukasawa, The garden of sweat flag in Horikiri at Tokyo, 1901 – 1908
Copyright © MUSEC / Fondazione Ada Ceschin e Rosanna Pilone
La fotografia giapponese del periodo Meiji (1868-1912) nasce dal desiderio dei primi viaggiatori occidentali di possedere un souvenir, un'immagine poetica di quel paese, sempre in bilico tra tradizione e modernizzazione. Questi scatti sono una testimonianza documentaria della società giapponese di quei tempi: la fotografia della Scuola di Yokohama ci porta in una dimensione sospesa tra nostalgia e meraviglia di quel universo botanico esotico, destinato a scomparire all'alba del XX secolo.
L'esposizione si focalizza, come da tradizione, sulla natura e, nello specifico, sulla primavera, con i suoi fiori e suoi giardini, in un omaggio struggente all'impermanenza della bellezza. Se i giardini sono microcosmi di rara accuratezza, i fiori sono i protagonisti di una visione ciclica del tempo, percepito come un continuo fluire.
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Ogawa Kazumasa, Ragazza tra fiori di ciliegio, 1890 ca
Copyright © MUSEC / Fondazione Ada Ceschin e Rosanna Pilone
In questa selezione milanese, vi sono lavori di alcuni grandi nomi della fotografia di Yokohama, quali il vicentino Adolfo Farsari e i giapponesi Kusakabe Kimbei, Esaki Reij e Ogawa Kazumasa. Sono fotografie di assoluta raffinatezza compositiva e di finissima colorazione.
Sposata, una figlia. Laurea conseguita presso il Politecnico di Torino, facoltà di Architettura e Storia dell'Arte. Vicedirettore ufficio stampa di Finarte Casa d'Aste dal 1984. Dal 1991 inizia la collaborazione con Sotheby's Italia come responsabile delle relazioni con la stampa; dal 1998 al 2020 è responsabile stampa. Professore a contratto - IULM Milano. Collaborazioni con le redazioni d'arte delle case editrici Garzanti e Giorgio Mondadori.

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