Salone Satellite 2022 “Progettare per i nostri domani” In conversazione con Marva Griffin

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Nicole Valenti
29.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Per la sua 23a edizione, il Salone Satellite ha pensato a una società inclusiva e accogliente in cui è il design delle nuove generazioni a dettare il cambio di passo verso inclusione e sostenibilità

Sono moltissime le giovani promesse del design che hanno animato questa edizione. Il tema di quest’anno è stato “DESIGNING FOR OUR FUTURE SELVES / PROGETTARE PER I NOSTRI DOMANI” con un’attenzione particolare alla SOSTENIBILITÀ. Presenti in gran numero, i designer esteri provenienti da 48 Paesi, a conferma della speciale capacità attrattiva e di incontro insita, da sempre, in quello che è considerato il più importante trampolino di lancio per emergenti della scena del design internazionale. Ho avuto l’onore di parlare con Marva Griffin Wilshire, fondatrice della Manifestazione e “madrina” di tanti giovani talenti. Di seguito l’intervista.


Qual è il tuo ricordo più caro del primo Salone Satellite organizzato da te nel 1998?

Sono tanti i bellissimi ricordi!

Credo che aver realizzato un’esposizione "trampolino di lancio" per i giovani talenti sia davvero un'azione fondamentale anche a livello umano, io sono una designer e qualche hanno fa hai selezionato alcuni dei miei lavori, per me è stato molto importante. Se dovessi dare un consiglio ai giovani designer che si affacciano a questo mondo cosa gli diresti?

Non stancatevi mai di studiare il passato e di osservare il presente, ma solo per essere consapevoli di ciò che è stato già disegnato. Il confronto è utile per ispirarsi e non per copiare. La creatività invece deve essere sempre lasciata libera seguendo un’ispirazione che può venire dalle cose e i campi disciplinari più diversi. Non è facile progettare una cosa ‘nuova’, ma se esprime un proprio pensiero, una propria visione ha più possibilità di esserlo. Inoltre il nostro presente ci impone un’attenzione speciale per la sostenibilità e questo può aprire a innovazioni interessanti non ancora esplorate. Le industrie e la società hanno bisogno di idee fresche, eque e percorribili.



È bello sapere che stai esportando il format del Salone Satellite anche all'estero, hai in programma di continuare ad espandere questo progetto aggiungendo nuove aree geografiche?

Il SaloneSatellite è nato all’interno del Salone del Mobile e di conseguenza segue le sue edizioni estere. A Mosca abbiamo realizzato già 15 edizioni e a Shanghai, 4. Le ultime sono state nel 2019. In questi anni abbiamo dovuto annullare gli appuntamenti a causa del Covid prima e ora degli eventi bellici in corso. Sul futuro non abbiamo ancora certezze.

Quale credi sia il segreto per scoprire giovani talenti emergenti, hai una strategia oppure ti basi sul tuo istinto? Svelaci il tuo trucco di scopritrice di talenti!

I trucchi non si svelano... Scherzi a parte, i talenti emergono da soli. Scommettere sui giovani è il vero ‘trucco’. L’esperienza, più che una strategia vera e propria, mi porta a riconoscere le attitudini e le possibilità di ognuno. Io offro la ‘vetrina’, sta poi a loro, e agli imprenditori che li scelgono, la capacità di proseguire il percorso di crescita e valorizzazione delle proprie doti.



Quali sono i nuovi trend che stai osservando nel mondo del design e cosa pensi della nuova spinta verso il digitale con la comparsa degli NFT?

Non mi piace parlare di ‘trend’, ma di ‘direzioni’. Il lavoro più apprezzabile che il mondo del progetto sta facendo è quello sulla sostenibilità. Forse mi ripeto, ma credo che l’impegno di tante aziende e di tanti designer nella ricerca sui materiali, sulla conversione dei processi e sulla comprensione di nuove dinamiche progettuali, anche guardando ad altre discipline come la biologia, la scienza, l’arte, l’artigianato è la direzione che definisce il design oggi. Per quanto riguarda la spinta verso il digitale, come ogni innovazione epocale si guarda con sospetto o con scetticismo, ma è senz’altro da osservare nelle sue evoluzioni quali per esempio il metaverso e gli NFT. Per certi versi è un mondo parallelo che non esisterebbe se non esistesse il mondo reale. Per altri versi è già nelle nostre vite da esserne parte integrante e ineludibile.

Come ti immagini il mondo del design fra 20 anni?

Più che immaginare, spero che il design riuscirà ad aiutare a compiere i cambiamenti che la società e il Pianeta richiede e che sta già introducendo. La parola design è riferita a un settore enorme e con tantissime specifiche, se non lo si limita a quello dell’arredo. E le sue applicazioni sono già molto estese in moltissimi campi. 


Se dovessi dare un consiglio ai nostri investitori e collezionisti dove li indirizzeresti? Giovani designer emergenti, design digitale o collectible design?

Penso che non sono ‘indirizzi’ alternativi, sono sfere che si compenetrano. La nostra realtà è connotata da divisioni sempre meno marcate e nette, tutto vive accanto a tutto. Così anche il nostro settore è caratterizzato dai tre aspetti compresi nella tua domanda. Direi che non ho consigli, se non quello di badare in ogni caso alla qualità delle cose e delle persone.

Opinione personale dell’autore
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Nicole Valenti è una designer. Altoatesina, si laurea in decorazione con specializzazione in design e arti multimediali all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove vive. Contestualmente, si diploma in grafica alla scuola Internazionale di Comics della stessa città. Subito dopo la laurea, insegna nella sua accademia per la cattedra di decorazione. Nel 2018 fonda lo studio NIVA design, fra le cui eccellenze produttive figura la maniglia, reinterpretata traendo ispirazione da un immaginario vivido, non estraneo al mondo onirico. Attualmente Nicole collabora tramite il suo studio con artisti e designer internazionali come pure con gallerie di collectible design, sempre sperimentando e ricercando nuove modalità espressive.

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