Opere d’arte? Meglio comprarle se costano meno di 5000 euro

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Manifesto giallo brillante con disegno al tratto nero di Keith Haring. La parola "FUN" è formata in modo creativo da tre figure simili a quelle umane. Il testo recita: "Keith Haring alla FUN Gallery dal 3 al 27 febbraio, 254 East Tenth Street, telefono 473-4606.

Il mercato di arte in asta è dominato dalle opere di basso valore. Il numero delle opere d’arte sotto i cinque mila euro rappresenta la fascia maggiore delle transazioni mentre quelle vendute sotto i mille euro registrano un record assoluto nelle aste del 2024. Sembra finita la stagione delle grandi collezioni milionarie vendute dalle case d’asta internazionali. I dati diffusi da Artprice confermano una tendenza già in atto già da alcuni anni (Report The Art Market in 2024)

Indice

Nel 2024, l’81% dei dipinti venduti all’asta (pari a 250 mila opere) sono stati aggiudicati a un prezzo inferiore a 4.812 euro (5 mila dollari al 31/12/2024). Ancora più significativo è il fatto che più della metà (55%) delle opere sia passata di mano per meno di mille euro (mille dollari pari a 962 euro al 31/12/2024). Ciò rappresenta un totale di 170.000 dipinti venduti sotto questa soglia, un record storico nella storia delle aste d’arte. Il mercato dei dipinti disponibili per meno di mille euro ha registrato una crescita sostenuta per un decennio, con l’eccezione di una breve contrazione nel 2020 durante la crisi di Covid.

Arte, mercato delle aste in perdita

Questi dati vanno letti in un contesto generale caratterizzato dalla perdita del mercato di arte in asta che ha segnato un fatturato complessivo di poco meno di 10 miliardi di dollari (9,6 miliardi di euro al 31/12/2024) per dipinti, sculture, disegni, fotografia nelle aste internazionali del 33,5% inferiore rispetto al 2023 che pure era in calo del 14% rispetto all’anno precedente raggiungendo il livello più basso dal 2009.

Al crollo dei fatturati delle grandi case d’asta internazionali si contrappone la crescita di quelli delle case di medio-piccole dimensioni. Broward Auction Gallery, Lawsons e Bruun Rasmussen emergono in questo segmento, totalizzando quasi 12.000 dipinti venduti nel 2024, cui si aggiungono altri attori come la casa francese Millon o lo Studio d’Arte Borromeo che si distinguono per il loro dinamismo in questo mercato in piena espansione (fonte Artprice). Multipli di artisti di fama internazionale, come Salvador Dalí, Victor Vasarely e Marc Chagall per citarne alcuni, e opere uniche sotto i mille euro, di artisti emergenti e non, hanno caratterizzato le vendite del 2024 in asta in conferma della tendenza già registrata nel 2023.


Il grafico a barre intitolato "Evoluzione delle aste di belle arti (2024)" illustra il fatturato delle opere d'arte in miliardi con barre gialle dal 2008 al 2024, con un picco nel 2014. Una linea viola traccia i lotti venduti, mostrando un trend in crescita nel corso degli anni.

I fattori del successo delle opere d’arte accessibili

La crescita del numero delle transazioni in questa fascia di mercato è stata dovuta a vari fattori, che vanno dall’ingresso nelle aste di un nuovo profilo di collezionisti più giovani con budget più contenuti a un minor numero di opere d’arte di fascia alta disponibili e di collezioni di unici proprietari inserite nei cataloghi d’asta.

Ancora, dall’aumento delle vendite online, che si caratterizzano per opere di valore minore, e dall’aumento delle vendite private per le opere maggiore valore. Si sta verificando negli ultimi anni una modifica del mercato che prima era caratterizzato per una forte influenza dei venditori con le loro opere di interesse assoluto mentre ora si concentra sui compratori disponibili ad acquistare ma alle loro condizioni. Il contesto geopolitico e economico internazionale fa da cornice a un mercato tendenzialmente instabile negli ultimi anni.  


Il grafico a ciambella illustra il fatturato delle aste delle opere d'arte di Geneive Figgis nel 2024, con Hong Kong in testa con il 38%, seguita dagli Stati Uniti con il 32%. L'Irlanda rappresenta il 18%, la Cina continentale il 10%, il Regno Unito il 2% e altri solo lo 0,5%.

Il calo del mercato delle opere di fascia alta

Nel segmento premium, indebolito dalla mancanza di lotti di rilievo da proporre sul mercato e da una perdita di fiducia e di slancio, i risultati milionari sono diventati più rari. Nel 2024, solo 757 dipinti hanno superato il milione di dollari (962.556 euro), un dato paragonabile a quello del 2020, quando la crisi sanitaria ha letteralmente bloccato questo mercato. Si è ridotto di un quarto del suo valore il fatturato globale delle aste d’arte sul mercato dell’arte. Da 8,3 miliardi di dollari nel 2023 (quasi 8 miliardi di euro), è sceso a 6,2 miliardi di dollari nel 2024 (poco meno di 6 miliardi di euro), soprattutto a causa della riduzione delle opere di qualità museale in vendita. Il calo del fatturato è stato particolarmente pronunciato in Cina (-3,1 miliardi di dollari, poco meno di 3 miliardi di euro) e negli Stati Uniti (-1,4 miliardi di dollari pari a 1,3 miliardi di euro), ovvero i due mercati solitamente più attivi nei segmenti premium.

Opere d’arte in perdita per i grandi artisti e per gli ultracontemporanei

Mentre George Condo, Jeff Koons e Richard Prince hanno registrato fatturati annuali stabili rispetto all’anno precedente (ma lontani dai picchi del 2014 o del 2021), altre figure emblematiche hanno subito un chiaro rallentamento, e il calo sembra derivare tanto dalla mancanza di opere di punta quanto dalla moderazione delle offerte.

Solo un artista, tra i primi 10 per fatturato in asta, ha registrato una crescita nel 2024: si tratta di Keith Haring, il cui fatturato annuale è aumentato del 22%. In calo il mercato degli artisti ultracontemporanei (trentenni e quarantenni) che erano stati coinvolti in spirali speculative negli ultimi anni, ed è andato ben oltre la semplice contrazione dell’offerta. In ascesa invece il mercato delle artiste donne in continuità con gli ultimi anni che sta assistendo ad una maggiore valorizzazione dei loro lavori sia sul piano artistico sia economico.





In copertina: Keith Haring, Keith Haring Fun Gallery 1983, 1983. Courtesy Lot 108 Gallery via Artsy.

di Alessandro Montinari

Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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