Il mercato dell’arte contemporanea ha rapidamente recuperato i livelli pre-pandemia ma registra un calo rispetto agli anni 2022 e 2021 per diversi fattori quali gli effetti della crisi economica immobiliare cinese e l’instabilità geopolitica. I dati osservati nel periodo evidenziano i numeri del settore: fatturato in asta di 1,888 miliardi di dollari, in diminuzione rispetto al periodo precedente (luglio 2022-giugno 2023) in cui si era registrato un fatturato di 2,3 miliardi di dollari che già era in calo rispetto al 2021-2022, quando si attestava sui 2,7 miliardi di dollari. Cresce invece nell’ultimo periodo il numero dei lotti venduti che sale a 132 mila transazioni rispetto alle 123 mila del periodo precedente. Attualmente il settore dell’arte contemporanea venduta in asta rappresenta una quota del 17% del mercato globale di arte e ha il 65% di percentuale di vendita dei lotti offerti.
Cambiano le dinamiche del mercato dell’arte contemporanea
Si abbattono le frontiere tradizionali delle vendite di opere d’arte grazie alle aste digitali che consentono di acquistare in qualunque momento e da ogni parte del mondo gli oggetti offerti nei cataloghi online. A beneficiare maggiormente di questo nuovo modo di acquistare arte, impensabile nell’epoca pre-covid 19, sono le opere di valore entro i diecimila dollari ritenute più facilmente commercializzabili dal lato della proposta e più facilmente acquistabili dal lato della domanda grazie a maggiore flessibilità di circolazione e rischi minori. In aumento anche le transazioni delle opere entro i cinquemila dollari che rappresentano un mercato in forte espansione e spingono il mercato verso una “democratizzazione” dell’arte che piace ai più giovani più inclini a scommettere sulle crescite di valore nel tempo di artisti meritevoli. L’altro lato della medaglia è la contrazione del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente delle vendite di opere sopra i cinquantamila dollari.

Cresce il mercato degli artisti ultracontemporanei
In questa fascia di prezzo si inseriscono bene gli artisti ultracontemporanei (artisti con meno di quarant’anni) che sono richiestissimi da collezionisti a loro volta giovani, con budget più contenuti, e alla ricerca di identificazione nella visione dell’attualità. L’effetto è il crollo delle dinamiche tradizionali del mercato dell’arte che cedono il passo a periodi di detenzione delle opere molto più brevi rispetto al passato e crescite di valore repentine. Esempi di artisti interessati da queste dinamiche sono in particolare Jadé Fadojutimi e Lucy Bull. “Le loro opere stanno riscuotendo uno straordinario successo nel mercato secondario nonostante siano state realizzate tre o quattro anni fa”, nelle parole di Thierry Ehrmann fondatore di ArtPrice. Le opere digitali e i non fungible token simboleggiano poi il desiderio del mercato dell’arte contemporanea di aprirsi a mezzi alternativi ai tradizionali. Le generazioni X e Y sono quelle più attive sui canali digitali per l’acquisto di arte contemporanea.
Le principali economie del settore
In calo i ricavi delle vendite in asta nelle principali piazze internazionali del mercato di arte contemporanea: – 23% nel Regno Unito, – 9% negli Stati Uniti e – 32% in Cina rispetto all’anno precedente che già era in calo. Hong Kong, la seconda capitale mondiale del settore dopo New York e prima di Londra, ha perso il 32% di valore rispetto all’anno precedente. Rimane comunque alta la fiducia da parte delle principali case d’asta internazionali che continuano con gli investimenti a Hong Kong per ampliare spazi e offerta di arte contemporanea nel mercato asiatico. In questo contesto si inserisce il mercato in Francia che in controtendenza cresce (+33% rispetto all’anno precedente). Il successo delle vendite in questo caso è stato dovuto alla collezione dell’economista austriaco Wolfgang Titze e della moglie giornalista francese Anne battuta da Christie’s a ottobre 2023 e che ha realizzato complessivamente più di tre milioni di dollari di cui più della metà realizzati grazie alla vendita di opere di arte contemporanea. Molto bene anche il mercato in India che dal periodo pre-pandemia a oggi ha raddoppiato sia i volumi sia il valore delle vendite (+122% con vendite che hanno generato 13,4 milioni di dollari).


