Venezia, la natura morta e i rischi invisibili della Biennale più commovente di sempre

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La Biennale di Venezia 2026, segnata dall’eredità di Koyo Kouoh, invita a un’arte più silenziosa e profonda. In questo spirito si inserisce la mostra di Tornabuoni Art su Picasso, Morandi e Parmiggiani, tra natura morta, memoria, tempo e complessa tutela assicurativa delle opere

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C’è qualcosa di profondamente coerente nel fatto che la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si chiami In Minor Keys. La curatrice Koyo Kouoh, scomparsa il 10 maggio 2025 — un anno esatto prima dell’inaugurazione — aveva scelto un titolo che parla di toni minori, di frequenze meno urlate, di bellezza che insiste invece di fare scena

Un lascito postumo che la Biennale ha deciso di onorare integralmente, realizzando la mostra esattamente come lei l’aveva concepita.

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, Venezia torna ad essere il più importante osservatorio dell’arte contemporanea mondiale. Ma quest’anno, più che mai, la città invita a rallentare, a cercare le cose dove non urlano. E in questo senso, la mostra più coerente con lo spirito della Biennale potrebbe non trovarsi né ai Giardini né all’Arsenale.

La mostra da non perdere è da Tornabuoni Art: Picasso, Morandi, Parmiggiani a Piazza San Marco

Dal 7 maggio al 25 luglio 2026, nella Galleria di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa, Tornabuoni Art ha ideato e organizzato Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes — una mostra che è già, a catalogo chiuso, un evento raro. Curata da Cécile Debray, presidente del Musée national Picasso-Paris, l’esposizione mette in dialogo tre maestri attraverso un tema apparentemente semplice e in realtà inesauribile: la natura morta.

Quattordici capolavori del Musée Picasso-Paris ripercorrono le ricerche del maestro spagnolo sull’oggetto, dal cubismo fino alla metà del Novecento. Di fronte a loro, le tele di Morandi provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali — tra cui una natura morta cubista del 1914 delle collezioni del Centre Pompidou e, sorpresa straordinaria, una tela del 1945-46 che torna a Venezia per la prima volta dal 1962, quando fu esposta alla 31ª Biennale.

Non solo: in mostra anche un corpus inedito di oggetti dell’atelier di Morandi — caraffe, vasi, fiori secchi — uno sguardo sull’intimità del suo processo creativo che vale da solo il biglietto. A chiudere il trittico, Claudio Parmiggiani, che da giovane frequentò l’atelier dello stesso Morandi e che per questa occasione ha realizzato una Delocazione monumentale inedita: ombre di fumo di oggetti, assenza che diventa presenza, Vanitas reinterpretata in chiave contemporanea.

Il filo concettuale che Debray ha tessuto tra i tre artisti è formale e filosofico insieme: Picasso smonta e riassembla, Morandi contempla e ripete, Parmiggiani cancella e lascia traccia. Tre modi di guardare l’oggetto che sono, in fondo, tre modi di guardare il tempo.

Cosa vedere oltre la mostra principale

Per chi vuole costruire un percorso laterale rispetto alle file dei Giardini e dell’Arsenale, Venezia offre quest’anno una mappa parallela di grande qualità. Il padiglione della Santa Sede è ospitato nel Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio — normalmente inaccessibile — curato da Hans Ulrich Obrist. Il Kosovo occupa la Chiesa di Santa Maria del Pianto. L’Islanda espone ai Docks Cantieri Cucchini a San Pietro di Castello. Molti di questi padiglioni sono a ingresso gratuito. Settembre e ottobre restano i mesi migliori per visitare: città più respirabile, attenzione più alta.

La partita invisibile: l’assicurazione

Dietro la bellezza di una mostra come quella di Tornabuoni Art si gioca una partita altrettanto complessa. Quattordici Picasso dal Musée national di Parigi, Morandi da collezioni istituzionali internazionali, sculture e installazioni inedite di Parmiggiani: ogni opera ha percorso migliaia di chilometri, attraversato dogane, cambiato mani e microclimi. La copertura assicurativa segue il principio del “chiodo a chiodo” — dalla parete d’origine fino al ritorno — e per opere di questo calibro richiede polizze “All Risks” altamente personalizzate, che tengano conto non solo del valore economico ma della fragilità specifica di ogni pezzo, dell’umidità lagunare, dei rischi di trasporto e allestimento. Per un corpus come quello dei Morandi — tele delicate, oggetti d’atelier, prestiti eccezionali — il lavoro del broker specializzato in fine art inizia mesi prima dell’inaugurazione e non finisce fino all’ultimo crate chiuso. È la condizione invisibile che rende possibile tutto il resto.

Domande frequenti su Venezia, la natura morta e i rischi invisibili della Biennale più commovente di sempre

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Venezia, la natura morta e i rischi invisibili della Biennale più commovente di sempre?

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FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Simone Strummiello

Simone Strummiello, è Managing Director e Head of Special Risks, la industry di MAG S.p.A. dedicata ai rischi speciali tra cui Fine Art, Jewellery, Private Client, Super & Classic Car, Yacht, Motorsport e Agrinsurance; già responsabile per l’Italia della Specialty Fine Arts, Jewellery & Private Clients di Aon, è stato membro degli Executive Committee di Fine Art e Private Client per l’area Emea. È inoltre co-autore di importanti pubblicazioni di settore e relatore a prestigiose conferenze. A questo accompagna l’attività di docenza, sia presso università, che le più autorevoli Business School internazionali, come Bocconi, Cattolica, Luiss e Il Sole 24 Ore, in corsi e seminari per dirigenti. Nato a Milano, dove mantiene la sua base lavorativa, vive da molti anni a Roma. Dedica gran parte del suo tempo alla famiglia e alle altre sue passioni: il canottaggio, la barca a vela e la montagna.

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