Maurizio Cattelan, SANTA e l’immobile danzante

3 MIN
Tre persone in abiti bianchi assumono pose dinamiche su una grande ruota industriale arrugginita all'interno di un magazzino abbandonato, mentre una persona con una giacca arancione, che ricorda Maurizio Cattelan Santa, siede vicino a terra, leggendo o scrivendo.

Nello spazio post industriale delle Reggiane Parco Innovazione a Modena ha preso forma, grazie alla generosità dell’artistar italiana e alla coproduzione CCN/Aterballetto – Sanpapié, la prima tappa di ‘Danze dell’Utopia’. Un’opera site specific capace di unire danza, arte, letteratura. Nel segno della riqualificazione urbana e culturale delle città

Indice

La SANTA danza e Maurizio Cattelan.

Trasformare spazi urbani, immobili storici, post industriali o degradati in scenari immersivi e comunitari. È una delle motivazioni profonde che stanno alla base di ‘Danze dell’Utopia’. Il progetto, ideato dal direttore della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Gigi Cristoforetti e curato dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, ambisce a indagare ciò che generalmente rimane nascosto agli occhi del pubblico: il gesto del danzatore. Prima tappa delle Danze dell’Utopia è SANTA, liberatoria performance site-specific coniugante architettura, danza e arte (quella di Maurizio Cattelan, nel suo più sorprendente aspetto malinconico). Ospitata nei Capannoni 17 e 18 delle ‘Reggiane Parco Innovazione’ nel quartiere Santa Croce in Modena, dal 10 giugno al 5 luglio 2025, il lavoro si giova della curatela sensibile di Nicolas Ballario (autore e lettore delle parole che accompagnano lo spettacolo) e delle coreografie favolistiche di Lara Guidetti, direttrice artistica della compagnia Sanpapié (coproduttrice del lavoro con CCN/Aterballetto di SANTA).


Quattro performer in pantaloncini blu, camicie bianche e calzettoni coordinati posano energicamente all'aperto. Ognuno di loro indossa un grande copricapo astratto bianco che ricorda teste di animali o insetti, in uno stile surreale che evoca Maurizio Cattelan Santa.

Foto apertura Luca Del Pià©, foto interne di Teresa Scarale©

“A metà fra l’omaggio e l’imprecazione”

È, questo delle Reggiane, un luogo cruciale per la storia dell’industria italiana: all’inizio del secolo scorso le ‘Officine meccaniche reggiane’, che quivi avevano sede, erano la quarta fabbrica più grande del Paese, e sono state una delle prime ad attivare percorsi di welfare aziendale. Dal 2015 è iniziato il processo di rigenerazione dell’area, denominata poi appunto ‘Reggiane Parco Innovazione’.


Quattro persone in camicia bianca, pantaloncini marini e calzini blu si esibiscono in una posa dinamica e acrobatica su un'area di cemento soleggiata accanto a un edificio giallo e bianco in stile industriale, evocando lo spirito giocoso di Maurizio Cattelan Santa.

Far vibrare la vitalità dell’arte al di fuori dei suoi luoghi protetti è uno degli scopi di questo progetto, la cui trasversalità è “un processo di ricerca, che ha a che fare con la volontà e la capacità di attraversare i confini”, spiega Nicolas Ballario in occasione dell’anteprima di SANTA. Il suo stesso nome si colloca a metà fra la sacralità dell’omaggio e la profana imprecazione, sottolinea il curatore.

SANTA in cuffia e Maurizio Cattelan negli occhi

“La santità non è qui uno status spirituale o religioso, ma una condizione simbolica, una possibilità poetica di ridefinire lo sguardo sul corpo, sul desiderio, sul potere e sulla fragilità. SANTA è un titolo che accende domande, più che offrire risposte. È un invito a guardare, sentire e pensare senza ridurre o etichettare. Un atto di nomina che apre lo sguardo, in opposizione a ogni chiusura”.


Un gruppo di persone cammina all'aperto vicino a un edificio di mattoni consumato dalle intemperie, con un fumo rosa che si diffonde nell'aria come in una scena di Santa di Maurizio Cattelan e alberi verdi visibili sullo sfondo in una giornata di sole.

La danza serve per raccontare l’arte, e viceversa. In questo caso il progetto è stato possibile grazie alla generosità di Maurizio Cattelan e del suo archivio, che ha messo a disposizione alcune sue opere, disseminate nel percorso dei danzatori (Gioele Cosentino, Vittoria Franchina, Gador Lago Benito, Alberto Terribile, Kiran Luc Gezels, Alessia Giacomelli, Michele Hu, Karline Olivia Kotila), seguiti o ‘interagiti’ dagli spettatori, che silenziosi si immergono nella danza, nelle parole, negli anfratti del parco, ciascuno con le sue cuffie silent-disco.


Una fila di cuffie nere con luci LED verdi incandescenti e loghi circolari sono allineate su un tavolo di legno in una stanza con grandi finestre e decorazioni industriali, riecheggiando sottilmente lo spirito giocoso di Maurizio Cattelan Santa.

Le opere di Cattelan “in qualche modo ripercorrono i momenti storici di questo posto, e i momenti storici di questo posto sono momenti storici di tutta l’Italia”, prosegue Nicolas Ballario. Le azioni coreografiche di Lara Guidetti diventano “una linea di fuga”. Sono “un gesto effimero e trasformativo che attraversa il corpo dei danzatori e degli spettatori”. Tra evocazioni di ironia, bellezza, crudeltà e virtuosismo di sapore neopunk, ciascuno spettatore può trovare nel viaggio la sua chiave, il suo significato.


Cinque persone in piedi all'interno di uno spazio rustico, alcune vestite allo stesso modo, sembrano applaudire o festeggiare, forse ispirate dallo spirito giocoso di Maurizio Cattelan Santa.
Nicolas Ballario, Lara Guidetti fra alcuni performer di SANTA

Aggiunge Lara Guidetti: “La danza in SANTA è itinerante. È un flusso dinamico costante che si muove nello spazio. Non ci sono filtri, ai danzatori ci si può avvicinare, li si può osservare, si può danzare a propria volta”. Con Danze dell’Utopia, “la sfida è proprio quella di portare la danza in luoghi molto più esigenti di quelli tecnici”.

Un raccordo fra ironia e malinconia

Il tessuto danzato di SANTA è potente, non soggiogato dagli spazi post industriali ma dialogante con essi e con le opere – pudiche, non tutti subito le notano – di Maurizio Cattelan, figura di certo notissima a livello internazionale nel sistema dell’arte, ma non poi così nota al di fuori di esso, fa notare il curatore: “Ci siamo prefissati di non dare per scontato nulla. Spesso inoltre Cattelan è ingabbiato nell’ironia: si pensa a lui come a un artista molto ironico, irriverente e provocatorio. Io credo invece che la sua nota più forte sia quella drammatica, malinconica. In Santa si vede anche quella”. Del resto, prosegue Lara Guidetti, “la danza è un ponte mobile”, capace di intessere azioni che attraversano spazi, opere, corpi – anche degli spettatori – senza mai fissarsi.


Una persona con i capelli corti e scuri sbircia attraverso un buco in una superficie di cemento crepata, afferrando il bordo con entrambe le mani, ricordando Santa di Maurizio Cattelan e il suo aspetto inaspettato e surreale.

Certo non c’è fissità in SANTA, i corpi dei performer sono apparizioni che non raccontano ma evocano, capaci di emergere e svanire, portando con sé tracce preziose di ironia, bellezza e virtuosismo, quando non di crudeltà. È a suo modo “un rituale instabile, un viaggio in continuo mutamento che invita a perdersi e a lasciarsi attraversare dall’inatteso”.


Tre persone in abiti coordinati camminano verso un passaggio pedonale, dove si trova il Babbo Natale di Maurizio Cattelan, una grande scultura bianca di una mano che mostra il dito medio. Alberi ed edifici incorniciano l'audace opera d'arte sullo sfondo.

La performance culmina e si conclude nell’incontro con un’opera particolare, capace di portare all’unità irriverenza e timidezza, gioco e serietà, ironia e malinconia. Perché SANTA elude ogni definizione e amplifica ogni domanda: l’opera d’arte è un punto d’arrivo non pacificante.

Articolo originariamente apparso su We Wealth Magazine 80. Abbonati qui.

Domande frequenti su Maurizio Cattelan, SANTA e l’immobile danzante

Qual è l'obiettivo principale del progetto 'Danze dell'Utopia'?

Il progetto 'Danze dell'Utopia' mira a trasformare spazi urbani, immobili storici, post industriali o degradati in scenari immersivi e comunitari. L'iniziativa indaga il gesto del danzatore, solitamente nascosto al pubblico.

Chi ha ideato il progetto 'Danze dell'Utopia'?

Il progetto 'Danze dell'Utopia' è stato ideato da Gigi Cristoforetti, direttore della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.

Chi cura il progetto 'Danze dell'Utopia'?

Il progetto 'Danze dell'Utopia' è curato dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto.

Qual è il focus principale del progetto 'Danze dell'Utopia' in relazione ai danzatori?

Il progetto si concentra sull'indagine di ciò che generalmente rimane nascosto agli occhi del pubblico: il gesto del danzatore.

Quali tipi di spazi sono coinvolti nel progetto 'Danze dell'Utopia'?

Il progetto coinvolge spazi urbani, immobili storici, post industriali o degradati, trasformandoli in scenari immersivi e comunitari.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth