Private credit e prestiti sindacati: differenze non trascurabili

Private credit e prestiti sindacati: differenze non trascurabili

Recentemente il settore del private credit è stato oggetto di attenzione per alcune criticità legate ai rimborsi, alla liquidità e alle valutazioni. In tale scenario, è importante fare una distinzione tra private credit e prestiti sindacati in senso ampio, che non sono la stessa cosa anche se possono essere accomunati da alcuni elementi

Il gestore di portafoglio Denis Struc e l’EMEA Client Portfolio Manager Lead Kareena Moledina presso Janus Henderson Investors descrivono le differenze e spiegano perché sono importanti per gli investitori in CLO.
I CLO, acronimo di Collateralized Loan Obligations, sono strumenti di cartolarizzazione che utilizzano portafogli di prestiti sindacati come garanzia.

Le differenze tra private credit e prestiti sindacati in senso ampio

Private credit e prestiti sindacati in senso ampio si differenziano principalmente per il profilo del mutuatario, la struttura del mercato – che implica differenze nella documentazione e nel controllo dei finanziatorila price discovery, gli spread e il profilo di credito, la liquidità.

Tuttavia, vale la pena sottolineare che il private credit è un settore ampio, in cui ci sono diversi gradi di rischio e liquidità.

Profilo del mutuatario e struttura del mercato

Un prestito sindacato nasce di solito così: uno o più istituti di credito organizzano il finanziamento per una società generalmente di grandi dimensioni e poi lo distribuiscono a una platea molto ampia di investitori istituzionali. Quindi non c’è un solo prestatore, ma spesso oltre 100 investitori che partecipano allo stesso prestito.

Ai fini dell’investimento in CLO, è importante ricordare che questi strumenti beneficiano di portafogli altamente diversificati, che detengono circa 100-300 prestiti. Oltre a tale diversificazione, nei CLO gli investitori beneficiano di protezioni sotto forma di subordinazione e di altre forme di sostegno al credito, come dimostrato dall’assenza di default tra le tranche CLO con rating A, AA o AAA in Europa anche durante la crisi finanziaria globale.

Nel private credit, invece, il prestito viene negoziato direttamente tra la società – di solito di minori dimensioni – e pochi finanziatori. Può esserci un solo fondo di private credit oppure un piccolo gruppo di finanziatori, il cosiddetto “club deal”. Questo dà ai finanziatori privati più potere nella negoziazione: possono definire covenant, clausole, condizioni, modifiche contrattuali e interventi in caso di difficoltà in modo più diretto.

Però c’è il rovescio della medaglia, legato a trasparenza e valutazione: la price discovery.

Price discovery

Il fatto che il private credit tipicamente non abbia una vasta platea di investitori implica che non abbia la stessa liquidità e non abbia un prezzo continuamente verificato da tanti operatori.

Infatti, i prestiti sindacati beneficiano di un’infrastruttura di mercato sviluppata, con valutazioni regolari dei prezzi.

Nel caso del private credit, invece, le valutazioni vengono fatte periodicamente e questo fa sì che, in condizioni di stress, diventi centrale il modo in cui gli investitori affrontano il rischio.

Un caso che può rappresentare un esempio utile è quello di First Brands: i prezzi dei prestiti hanno registrato un calo progressivo nel mese di settembre 2025. Il mercato in tal caso ha fornito un percorso visibile dei prezzi, attraverso cui gli investitori hanno preso coscienza del deterioramento del credito.

Ciò si pone in contrasto con le recenti svalutazioni nel private credit, in cui il passaggio è stato drastico: alcuni prestiti sono stati portati a zero in un solo trimestre.

Spread e profilo di credito

Entrambi i mercati finanziano società con rating inferiore all’investment grade, tuttavia il private credit offre generalmente spread più elevati. Questo riflette un profilo di rischio tendenzialmente più elevato e un diverso grado di liquidità.

Liquidità

Nei veicoli di private credit che offrono finestre periodiche di rimborso, la liquidità degli investitori dipende dalla capacità del fondo di generare cassa da un portafoglio composto da asset intrinsecamente illiquidi, oppure da una quota di liquidità appositamente accantonata. Per questo, quando il sentiment peggiora e aumentano le richieste di rimborso, questi meccanismi possono entrare sotto pressione.

I CLO funzionano in modo diverso. Non sono strutture basate su rimborsi periodici agli investitori e quindi non sono esposti alle stesse dinamiche di vendita forzata. Le loro passività sono di lungo termine e il portafoglio sottostante resta finanziato all’interno della struttura. La liquidità per gli investitori viene fornita principalmente dal mercato secondario delle obbligazioni CLO: chi vuole ridurre o chiudere la propria esposizione può vendere la propria tranche a un altro investitore, senza che il CLO debba necessariamente liquidare i prestiti sottostanti.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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