Il mito di Vivienne Westwood in asta da Christie’s

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Se si pensa alla moda e al Regno Unito, il suo è il primo nome che viene in mente: Vivienne Westwood. La regina dello stile punk assurto a capolavoro da passerella, nel segno della lotta politica. Oggi il sogno di avere uno di quei pezzi nel proprio guardaroba può diventare realtà

Indice

La collezione di Vivienne Westwood alla Christie’s di Londra

Christie’s Londra

Magnifico trovare la sede londinese della Christie’s completamente trasformata, le sue sale dedicate alla collezione di Vivienne Westwood (1941-2022, alla nascita Vivienne Isabel Swire, ndr) l’amatissima designer inglese scomparsa alla fine del 2022. Due aste – 95 lotti battuti dal vivo il 25 giugno e 178 online fino al 28 giugno – rendono omaggio alla gran dama della moda inglese, in supporto delle cause che sosteneva con vigore: The Vivienne Foundation, Amnesty International, Médecins Sans Frontières e Greenpeace.

I want you to help me save the world, I can’t do it all on my own

Vivienne Westwood

Il guardaroba privato di Vivienne Westwood riempie le auguste sale come un tornado, con emozioni non lontane da quelle che ha dato al mondo della moda per tutta la vita. Credo che solo lei sia andata a ricevere un’onorificenza dalla regina Elisabetta elegantissima, ma senza biancheria…

Vivienne Westwood a Buckingham Palace nel 1992

Vivienne Westwood, biografia di una icona (ora in asta)

Nata senza privilegi nel 1941 non lontano da Manchester, si traferì sedicenne con la famiglia appena fuori Londra nel 1958. Poiché pochi erano i mezzi per studiare gioielleria, la sua passione, divenne insegnante, vendendo tuttavia gioielli da lei disegnati e costruiti in Portobello Road. Sposatasi con Derek Westwood nel 1962, il matrimonio finì dopo l’incontro con Malcolm McLaren, stilista e manager di gruppi musicali rock-punk, primi tra tutti i Sex Pistols. Vivienne e Malcolm, ormai compagni di vita, divennero i veri e propri architetti della moda punk degli anni Settanta, aprendo una boutique alla fine di Kings Road, ancora attiva con il nome “Worlds End” – in passato si chiamò con grande scandalo “Sex”.

La Westwood ha sempre amato sfidare la normalità, provocando con i suoi abiti sperimentali quella classe media che viveva in maniera confortevole e un poco ottusa. Moda per cambiare il mondo, per mandare messaggi forti, tanto che non ebbe paura di cambiare direzione quando a suo avviso la cultura punk divenne finta e forzata. Prese quindi ispirazione dalla cultura francese settecentesca, in particolare quella più estrema degli Incroyables et merveilleuses, quegli aristocratici sopravvissuti alla Rivoluzione Francese votati all’eccesso. La pittura antica diventò una sua grande fonte di ispirazione, ma anche i pirati, il tweed, una curiosità la sua senza fine, e supportata da grande studio e ricerca.

Vivienne Westwood e Andreas Kronthaler

Il matrimonio con il designer Andreas Kronthaler

Nel 1992, sposò il designer Andreas Kronthaler, con il quale condivise vita e lavoro sino alla fine, senza mai smettere di studiare, di spingere, di confrontarsi e scontrarsi, e soprattutto di aiutare a sistemare il mondo.

La sua raccomandazione costante – ‘buy less, choose well, make it last’ – si riflette negli abiti, nelle scarpe e nei gioielli offerti in asta: tutti indossati innumerevoli volte, alcuni anche rammendati da lei stessa. Il colpo d’occhio è sensazionale, si percepisce il genio della designer, in grado di vestire principesse e rockstar, Sex Pistols e Sex & the City, con eleganza e pazzia.

Vivienne Westwood, cosa scegliere in asta?

Difficile scegliere, ma si ricordino i corsetti: con Vivienne Westwood passò da temibile indumento intimo a vestito, non perdendo la sua funzione diventò anche altro, in uno sconvolgimento così tipico del suo operare.

Vivienne Westwood, Corsetto sopra camicia di chiffon, 1989-90, stima £1.500-2.500

Lo studio intenso dell’estetica del passato si rivela in tutte le sue collezioni e si unisce alla febbrile voglia di comunicare la sua visione. Un’abito da lei amato tantissimo, il Cinderella dress, si ispira ai Balletti Russi di Diaghilev ma nello stesso tempo è parte di una collezione del 2011 chiamata “Gaia The Only One”, un chiaro riferimento al nostro pianeta, unico che abbiamo, e che stiamo distruggendo.

Vivienne Westwood, Cinderella dress, 2011, stima £2.000-3.000

La moda come messaggio politico

Soprattutto a partire dagli anni 2000 la Westwood fu veramente militante per le cause che le stavano a cuore, usando le sue sfilate per proclamare le sue convinzioni politiche e sociali, e la sua preoccupazione per l’ambiente. Il cambio climatico, la libertà individuale, le condizioni di lavoro, tutte tematiche che non si stancò mai di affrontare pubblicamente.

Vivienne Westwood, Orecchini con smalto verde, 1994, stima £300-500; e Orecchini Orb, 1993-4, stima £500-800.

Non mancano i gioielli, spesso con il suo inconfondibile logo: un globo sormontato da una croce, circondato dagli anelli di Saturno. Ideato negli anni Ottanta, sembra essere stato uno dei suoi modi di portare il passato nel futuro, e oggi è certamente iconico.

Non mancano neppure le scarpe, alte  e anche altissime, alcune con quelle zeppe che hanno fatto cadere Naomi Campbell nel 1993.

Naomi Campbell alla sfilata del 1993; Vivienne Westwood, Save the Arctic collection, 2013-4, stima £600-900

Le stime non sembrano alte ma la competizione sarà feroce per avere – e usare – il ricordo di una donna straordinaria, un’imprenditrice lucida con una mente scintillante di idee, devota alle sue cause, desiderosa di salvare l’umanità con quello che sapeva fare: abiti eccezionali.

Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood, Maglietta “Tits”, 2018, stima £500-800

Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood, Maglietta “Tits”, 2018, stima £500-800

www.christies.com per cercare di avere almeno la maglietta…

di Sandra Romito

Con l’idea che non avrebbe guardato a nulla dopo Giotto, Sandra è stata una convintissima e feroce medievista nei suoi vent’anni: ora guarda tutto e le piace tutto, dal manoscritto miniato al gioiello d’artista. Ha lavorato per più di venti anni nel dipartimento di dipinti antichi alla Christie’s di Londra, dove ancora collabora quotidianamente come consulente, accompagnando i dipinti da collezione a collezione, con la stessa emozione del primo giorno. Un debole ovviamente rimane per la pittura italiana, soprattutto di alta epoca.

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