Eurozona: deludono i dati Pmi. La ripresa vacilla

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
21.8.2020
Tempo di lettura: 7'
La ripresa dell'Eurozona perde slancio, con l'indice flash pmi composito dell'area euro che frena ad agosto, registrando i minimi da due mesi

Rallenta la ripresa nel mese di agosto: l'indice Pmi preliminare composito dell'eurozona scende a 51,6

Harker (Ihs Markit): “L' Eurozona si trova ad un bivio, con la crescita destinata a riprendersi nei prossimi mesi o a continuare a vacillare dopo la ripresa iniziale post- restrizioni”

Secondo Alessandro Caviglia (Cordusio Sim), la gestione della crisi potrebbe portare a un possibile vantaggio dell'Europa rispetto agli Usa nell'avvio di un processo di ripresa più accentuato

Sempre più lontana l'ipotesi di un recupero a V. La ripresa dell'Eurozona dallo shock pandemico perde slancio questo mese, con un rallentamento del ritmo di crescita della produzione. Ad agosto, l'indice Pmi composito preliminare della produzione nella zona euro (calcolato da Ihs Markit), uno degli indicatori macroeconomici più seguiti dai mercati, ha raggiunto il valore più basso negli ultimi due mesi, attestandosi a quota 51,6. Un dato in calo rispetto al punteggio di 54,9 registrato nel mese di luglio, ma comunque sopra la soglia dei 50, che separa l'espansione economica dalla contrazione. Nello specifico, l'indice flash Pmi del settore manifatturiero è sceso rispetto al mese precedente da 51,8 a 51,7, mentre quello dei servizi a 50,1, dal punteggio di 54,7 registrato a luglio.
“La minore espansione complessiva è dovuta esclusivamente alla debolezza del settore terziario, mentre è stata rilevata un'accelerazione della crescita della produzione manifatturiera” si legge nel comunicato stampa di Ihs Markit. Se, da un lato, gli operatori del terziario hanno riportato livelli di attività commerciale sostanzialmente invariati rispetto a quelli osservati a luglio, dall'altro, la produzione manifatturiera è decisamente aumentata, facendo registrare l'accelerazione più rapida del tasso di crescita dall'aprile 2018.

“La ripresa è stata compromessa dall'aumento dei nuovi casi di infezione da coronavirus in varie zone dell'area euro, e al ripristino di restrizioni più rigide con il conseguente impatto particolarmente patito dalle imprese del terziario. Le aziende manifatturiere hanno continuato a registrare aumenti marcati della produzione e dei nuovi ordini” ha dichiarato Andrew Harker, economist director di Ihs Markit commentando i dati Pmi Flash. Secondo Harker, "l'eurozona si trova ad un bivio, con la crescita destinata a riprendersi nei prossimi mesi o a continuare a vacillare dopo la ripresa iniziale post-restrizioni”. La capacità di bloccare la pandemia e la fiducia delle imprese e dei loro clienti, saranno, a detta dell'economista, le variabili chiave nel determinare lo scenario futuro.

Secondo Alessandro Caviglia, responsabile investimenti di Cordusio Sim, il rallentamento della pandemia negli ultimi mesi e il conseguente allentamento delle misure di contenimento potrebbero “con buona probabilità”  mettere l'Europa “in una posizione di vantaggio rispetto agli Stati Uniti nell'avvio di un processo di ripresa più accentuato, nel contesto di un divario transatlantico sempre più ampio”. Prospettive che portano la Sim a mantenere gli asset europei al centro della propria asset allocation strategica. “Preferiamo le azioni europee rispetto a quelle USA, non solo perché riteniamo che resteranno ben supportate dal recente accordo sul Recovery Fund, che ha il preciso orientamento strategico di spingere la crescita dei settori chiave, quali “green” e digitale, ma anche alla luce della loro valutazione più economica, della migliore gestione della crisi Covid-19, del possibile proseguimento del recupero dei titoli value e ciclici e delle minori incertezze politiche” ha sottolineato Caviglia.

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