Il clima contro la bellezza: proteggere parchi e giardini

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Il maltempo non risparmia luoghi che nel nostro immaginario risultano paradisiaci, sicuri e protetti. Un evento climatico estremo ha un impatto disastroso su parchi e giardini, essendo capace di cancellarne letteralmente il layout e ogni elemento estetico. Quali strumenti offre il mercato assicurativo?

Indice

Nei primi sei mesi del 2022 si sono registrati ben 132 eventi climatici estremi. La crisi climatica è circostanza, nostro malgrado, ben nota ma soprattutto ormai capace di rendere consueto ciò che fino a pochi anni fa avremmo definito straordinario e poco frequente. Sono due gli elementi che più di altri devono preoccuparci, ossia l’intensità e la frequenza di questi eventi sinistri. La soglia dei 100 miliardi di dollari all’anno – in verità ben 120 miliardi quelli in previsione per il 2022 – quali danni derivati da eventi climatici estremi registrati nel mondo è stata ormai superata grazie ad un trend preoccupante che si conferma ogni anno: + 7 – 8 %  Guardando all’Italia e alle relative statistiche, possiamo  individuare alcune regioni colpite con maggiore frequenza, sono appunto la Sicilia e la Lombardia ma immediatamente seguite da Campania, Veneto, Sardegna e dal Lazio in questa sconfortante classifica.

In questo scenario, dove i tentativi di prevenzione e mitigazione del rischio sono spesso molto complessi e finanche tecnicamente non possibili, dovrebbe essere sempre considerata l’opzione offerta da una protezione assicurativa ad hoc. Il maltempo non risparmia luoghi che nel nostro immaginario risultano paradisiaci, sicuri e protetti come, un esempio che risale a un paio di anni fa su tutti, quello che colpì il litorale ligure: Rapallo, Portofino e Zoagli, insomma capace di devastare le Cinque Terre. Le immagini proposte nei giorni successivi dai media le ricordiamo probabilmente per gli yacht balzati dal mare fin sulla terra ferma, ma in quella tragica notte i venti a 120km/h e le straordinarie piogge danneggiarono gravemente anche a maggiore distanza dal mare, appunto su quel tratto scosceso e frastagliato dove troviamo ville di pregio e meravigliosi parchi e giardini. 

Proteggere parchi e giardini dall’impatto degli eventi estremi del clima

Uno sguardo particolare va proprio sull’impatto avuto da questi eventi estremi e severi agli esterni di queste abitazioni, tuttavia non diversa situazione si sarebbe trovata all’indomani di eventi altrettanto gravi registrati ad esempio sulle coste del lago di Como nell’estate del 2021. La devastazione conseguente a questi eventi che impatta su parchi e giardini è spesso disastrosa e capace di cancellare letteralmente il layout e ogni elemento estetico. Oltre a vialetti, siepi e aiuole, maggiormente gravi sono i casi in cui vengono sradicati e abbattuti alberi secolari o addirittura fatto smottare il terreno che degrada anche per decine di metri. 

Da qualche anno il mercato assicurativo internazionale è in grado di offrire una chance in più. La polizza All Risks a difesa di ogni danno materiale e diretto sull’abitazione, possa avere applicazione anche per gli esterni, appunto a tutela di parchi e giardini. L’efficacia risarcitoria è volta a compensare i danni, quindi certamente il valore intrinseco delle perdite, ma anche il costo per smaltire e piantumare quanto compromesso irrimediabilmente dall’evento sinistro. 

Non solo, l’assicuratore potrà anche concorrere, in toto o in parte a seconda dei casi, nell’attuare le migliori soluzioni atte a ridurre l’eventuale impatto in circostanze analoghe e future. Non si può certo definire particolarmente economica la tassazione normalmente prevista per questa nuova e tutelante garanzia, tuttavia visto e considerato che è normalmente offerta sulla base di un massimale liberamente scelto in modalità ‘Primo Rischio Assoluto’, l’assicuratore potrà impegnarsi a un risarcimento fino alla concorrenza del massimale scelto liberamente dal cliente, indipendentemente dal valore complessivo dei danni registrati.

Concludendo, seppur la garanzia ‘Parchi e Giardini’ non sia propriamente economica all’atto dell’acquisto, si ha sempre l’opzione di prevedere alte franchigie o contenere il massimale scelto per contenerne in modo significativo i costi. In ogni caso si può dire con certezza e dati alla mano che da quando viene offerta da un limitato numero di primari operatori del settore, la stessa non sia stata propriamente un grande affare per gli assicuratori, visti i risarcimenti che si sono registrati in conseguenza della frequenza e intensità degli eventi atmosferici. Un particolare che dovrebbe quanto meno spingerci a considerarne i costi-benefici.

di Simone Strummiello

Simone Strummiello, è Managing Director e Head of Special Risks, la industry di MAG S.p.A. dedicata ai rischi speciali tra cui Fine Art, Jewellery, Private Client, Super & Classic Car, Yacht, Motorsport e Agrinsurance; già responsabile per l’Italia della Specialty Fine Arts, Jewellery & Private Clients di Aon, è stato membro degli Executive Committee di Fine Art e Private Client per l’area Emea. È inoltre co-autore di importanti pubblicazioni di settore e relatore a prestigiose conferenze. A questo accompagna l’attività di docenza, sia presso università, che le più autorevoli Business School internazionali, come Bocconi, Cattolica, Luiss e Il Sole 24 Ore, in corsi e seminari per dirigenti. Nato a Milano, dove mantiene la sua base lavorativa, vive da molti anni a Roma. Dedica gran parte del suo tempo alla famiglia e alle altre sue passioni: il canottaggio, la barca a vela e la montagna.

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