Il family office contemporaneo, secondo l’ultimo rapporto di Deutsche Bank, si affida sempre più a riserve di liquidità per reagire con rapidità alle fasi di correzione dei mercati o per sostenere aziende familiari in momenti di tensione creditizia, i cosiddetti “war chest” (letteralmente, “riserva di guerra”) anche attraverso linee di credito strategiche. Restano centrali però gli asset illiquidi, con apertura ai beni di lusso, senza mai trascurare gli immobili, per un auspicato equilibrio fra liquidità e passaggio generazionale.
Il Family Office Financing Report 2025 di Deutsche Bank Wealth Management rivela un ecosistema in piena evoluzione: istituzioni sempre più sofisticate, capaci di coniugare visione di lungo periodo, gestione del rischio e capacità d’innovazione finanziaria.
Leverage strategico e “war chest” per cogliere le opportunità
Il primo dato rilevante è l’adozione crescente di linee di credito strategiche, create non solo per far fronte all’incertezza, ma per disporre di risorse pronte all’uso in vista di nuove opportunità di investimento. Oltre il 60% dei family office intervistati considera la leva finanziaria una leva “strategica” o “importante” per la gestione del rischio e del rendimento. Nascono così i cosiddetti “war chest”, riserve di liquidità disponibili per reagire con rapidità alle fasi di correzione dei mercati o per sostenere aziende familiari in momenti di tensione creditizia. Come sottolinea Raffael Gasser, responsabile per il wealth management in Germania, le nuove generazioni stanno ridefinendo il rapporto con il debito: «Usano la leva per generare flessibilità, ottimizzare i rendimenti e accedere a investimenti illiquidi altrimenti inaccessibili».
In un contesto di tassi in graduale discesa e mercati in ripresa, la leva finanziaria torna dunque a essere una scelta tattica e proattiva, non un semplice strumento di rendimento.
Gli asset illiquidi diventano la colonna portante
Il report conferma una tendenza chiave: la centralità degli asset illiquidi nei portafogli dei family office, oggi pari in media al 57% del totale. Private equity, venture capital e real estate non sono solo strumenti di diversificazione, ma veicoli per investire con una prospettiva multigenerazionale.
La capacità di agire da investitori “pazienti”, anche in momenti di volatilità, consente ai family office di assumere un ruolo contrarian, aumentando l’esposizione proprio quando altri si ritirano.
La rivincita dei beni di lusso
Interessante anche il crescente ricorso alla leva su asset illiquidi per rilasciare liquidità senza doverli liquidare. L’obiettivo è mantenere la coerenza della strategia d’investimento, evitando di ridurre l’esposizione a segmenti core del portafoglio. Persino i beni di lusso — opere d’arte, collezioni di vino, auto o jet privati — iniziano a essere considerati strumenti di finanziamento alternativo. Come osserva Adam Russ, global head of wealth management and business lending: «Quando un bene di pregio resta in un caveau per decenni, è naturale chiedersi se possa diventare una fonte sensata di liquidità».
Immobili, tra valore d’uso e opportunità di mercato
Il settore immobiliare rimane al centro delle strategie patrimoniali. Oltre il 70% dei family office che hanno aumentato l’uso della leva lo ha fatto per investire nel real estate, spesso approfittando della correzione dei prezzi avvenuta tra il 2022 e il 2025. L’approccio, tuttavia, è sempre più selettivo: dagli uffici ESG-ready agli immobili di pregio a reddito, fino al comparto hospitality, dove i valori sono risaliti nelle grandi capitali. La parola chiave è pazienza: chi dispone di una visione di lungo termine può permettersi di guardare oltre le fluttuazioni del ciclo, puntando su asset sottovalutati con potenziale di rivalutazione.
Dalla gestione alla struttura: secondo Deutsche Bank i family office diventano istituzioni finanziarie
Con l’aumento delle dimensioni e della complessità, i family office stanno diventando organizzazioni sempre più istituzionalizzate. Gestiscono operazioni miliardarie, si dotano di team di analisti del credito e utilizzano soluzioni di finanza strutturata per eseguire acquisizioni complesse, talvolta in tempi record. Come nota Arjun Nagarkatti, head of private bank US & Europe International: «I family office sono ormai quasi istituzioni finanziarie a sé, con la capacità di muoversi con la rapidità e la competenza di una banca d’investimento». Questa evoluzione si accompagna a una maggiore attenzione alla flessibilità dei prestiti, al costo del denaro e alle condizioni di ricorso, fattori decisivi per costruire strutture di finanziamento su misura, coerenti con gli obiettivi di rischio e rendimento di ogni famiglia.
Credito privato, un nuovo orizzonte secondo il Family Office Financing Report 2025 di Deutsche Bank
Oltre l’80% dei family office dichiara di essere attivo nel private credit, sia attraverso fondi specializzati sia tramite prestiti diretti. La soglia media di rendimento attesa è elevata — intorno al 10% o più — e riflette la volontà di utilizzare la conoscenza dei mercati privati non solo per prendere a prestito, ma anche per diventare finanziatori. Il private credit rappresenta infatti una naturale estensione della filosofia “hands-on” che da sempre contraddistingue i family office: conoscere chi si finanzia, comprendere il rischio e mantenere il controllo dell’investimento.
Come sottolinea ancora Russ, «molti family office sanno ormai non solo come prendere in prestito, ma anche come prestare». Una doppia competenza che li rende protagonisti sempre più centrali nella finanza alternativa globale.
Deutsche Bank, oltre l’incertezza: una missione di lungo periodo per i family office
Il messaggio finale del report è chiaro: in un mondo che cambia, la forza dei family office risiede nella visione intergenerazionale. Non si tratta solo di preservare un patrimonio, ma di trasmettere un modo di pensare alla ricchezza: prudente ma audace, radicato ma aperto al cambiamento.
La sfida è trovare un equilibrio tra liquidità e passaggio generazionale, tra efficienza finanziaria e continuità familiare — costruendo strutture capaci di durare nel tempo, e di affrontare il futuro non come una minaccia, ma come un orizzonte di possibilità.

