Con 138,3 miliardi di euro di patrimonio gestito Fineco supera di misura Banca Mediolanum (136,7 miliardi) in chiusura di trimestre (1Q 2026) secondo i dati Assoreti. Il testa a testa di fine anno (137,6 miliardi banca Mediolanum; 137,3 miliardi Fineco) aveva lasciato intuire il sorpasso della banca guidata da Alessandro Foti sulla rivale guidata da Massimo Doris (anche presidente di Assoreti). la prima continua a beneficiare della sua forte crescita della raccolta, ma soprattutto della consulenza evoluta: 39 miliardi a fronte dei 3 di Mediolanum. In vetta resta comunque saldo il gruppo Fideuram, capace di chiudere il trimestre con 380,8 miliardi di euro di patrimoni (a dicembre erano 384,5 miliardi di dicembre.
Fra gli altri big, Banca Generali è sostanzialmente stabile a 111,7 miliardi (111,9 miliardi a fine anno). Allianz Bank cresce invece da 86 a 86,7 miliardi di euro, mentre il gruppo Credem chiude il trimestre con 60,7 miliardi di euro di patrimoni rispetto ai 61,3 miliardi di fine 2025.
Patrimoni delle reti, gli altri protagonisti
Nella fascia dimensionale di Mediolanum e Fineco, Mediobanca Premier scende leggermente da 38,7 a 38,6 miliardi. I patrimoni di BNL BNP Paribas Wealth Advisory Partner si attestano a 13,9 miliardi (13,8 miliardi a dicembre). Dal canto suo, Zurich Bank passa da 20,9 a 20,8 miliardi di euro.
Banca Widiba conferma i 10 miliardi di euro di patrimoni; Banca Finint arriva a 5,1 miliardi di euro di masse, crescendo leggermente rispetto ai 4,8 miliardi di fine 2025.
Assoreti, come si è chiuso il primo trimestre 2026
A fine marzo il patrimonio dei risparmiatori seguiti dalle reti di consulenza si attesta a 1.003 miliardi di euro, in crescita del 9,4% su base annua. La minima flessione trimestrale (-0,4%) è riconducibile esclusivamente alla volatilità dei mercati finanziari innescata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che tuttavia non ha compromesso la solidità complessiva del sistema.
«La tenuta del patrimonio affidato alle reti, nonostante una fase di forte volatilità dei mercati internazionali, conferma la solidità di un modello fondato sulla diversificazione, sulla pianificazione di lungo periodo e su una relazione di fiducia costante con il risparmiatore. È proprio nei momenti di maggiore incertezza che emerge ancor più il valore della consulenza finanziaria; la capacità di restare investiti con consapevolezza, specie durante le turbolenze, rappresenta spesso il principale fattore di successo nel percorso di crescita del risparmio» il commento finale del presidente Massimo Doris.
Il dettaglio dei dati
La componente finanziaria e assicurativa/previdenziale del portafoglio si valorizza a 866 miliardi di euro (-0,6% t/t; +10,5% a/a) e rappresenta l’86,3% del patrimonio totale. In dettaglio, i prodotti del risparmio gestito raggiungono 618 miliardi di euro (-0,9% t/t; +9,6% a/a), con un’incidenza del 61,6% sulle masse totali (-0,3pp t/t) mentre gli strumenti finanziari amministrati si attestano a 248 miliardi di euro (+0,2% t/t; +12,9% a/a), con un peso del 24,7% sul portafoglio complessivo. La liquidità raggiunge 137 miliardi di euro (+1,2% t/t; +3,1% a/a) e incide per il 13,7% sul patrimonio totale.
Risparmio gestito
Il valore dei fondi comuni di investimento, sottoscritti direttamente, si attesta a 277 miliardi di euro (-1,3% t/t; +10,9% a/a), con un’incidenza complessiva sul portafoglio del 27,6%. I fondi azionari risentono delle performance dei mercati con una flessione congiunturale del 4,3% e una valorizzazione che si attesta a 97 miliardi di euro, pari al 9,7% del patrimonio.
Diversamente, i fondi obbligazionari, grazie ad una raccolta positiva, raggiungono i 90 miliardi (+0,7% t/t) con un’incidenza del 9,0% (+0,1pp t/t); medesima dinamica si riscontra sulle gestioni collettive flessibili il cui valore sale a 47 miliardi (+3% t/t), pari al 4,7% del patrimonio totale (+0,2pp t/t). La valorizzazione delle gestioni patrimoniali individuali si attesta a 101 miliardi di euro (-0,9% t/t; +9,1% a/a), con un peso in portafoglio del 10,1%. Il comparto conferma la sostanziale equipartizione tra GPF, con 50,6 miliardi di euro (-1,5% t/t), e GPM, con 50,5 miliardi (-0,2% t/t).
Il comparto assicurativo-previdenziale vale 240 miliardi di euro (-0,4% t/t; +8,3% a/a) con un’incidenza del 23,9% sul patrimonio totale, sostanzialmente stabile rispetto a fine dicembre. Dinamiche di crescita congiunturale si riscontrano sulle polizze vita tradizionali (+1,2% t/t) e sui fondi pensione (+1,8% t/t), mentre unit linked e prodotti multiramo risentono delle performance negative dei mercati finanziari.
Il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, raggiunge 508 miliardi di euro. L’incidenza sul patrimonio di sistema (1.329 miliardi di euro – dato provvisorio) si attesta pertanto al 38,3%; a fine marzo 2025 era pari al 36,6%.
Risparmio amministrato
Nell’ambito degli strumenti finanziari amministrati, i titoli di Stato rappresentano la componente di maggior peso con 91 miliardi di euro (+3,5% t/t; +12,4% a/a) e un’incidenza sul portafoglio del 9,0% (+0,3pp t/t), seguiti dai titoli azionari con 72 miliardi di euro (-3,0% t/t; +13,3% a/a) ed un peso del 7,2% (-0,2pp t/t). Si conferma la crescente rilevanza degli exchange traded product che, con 26 miliardi di euro (+5,8% t/t; +42,0% a/a), rappresentano il 2,6% del portafoglio (+0,1pp t/t).

