ABI: cosa può fare la banca per fronteggiare l’inverno demografico

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Un giovane in giacca e cravatta indica una raccolta di documenti mentre li spiega a una coppia di anziani seduti accanto a lui. La coppia, una donna in camicetta bianca e un uomo in camicia a quadri, ascolta attentamente nel comfort del loro soggiorno.

Il declino demografico impone una nuova agenda per il risparmio: previdenza complementare, protezione, credito allo studio, inclusione finanziaria e welfare di prossimità diventano leve decisive per sostenere un’Italia più anziana

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Il declino demografico è una delle più importanti non-notizie economiche dei prossimi anni. Le projezioni indicano sfide profonde ai sistemi di benessere collettivo e impongono una strategia di lungo periodo per adattare i modelli di crescita. Ma, secondo quanto si legge nel nuovo quaderno presentato dall’ABI, è anche un’occasione per “ripensare il contributo del mondo bancario allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Le direttrici di questo contributo sono quattro. “Nel credito, il consolidamento di soluzioni congiunte consentirebbe di ampliare l’accesso ai finanziamenti per giovani, famiglie e soggetti fragili, sostenendo natalità, casa, istruzione. Nella previdenza complementare, si contribuirebbe a rafforzare il risparmio di lungo periodo e la sostenibilità dei redditi futuri, valorizzando il ruolo della previdenza integrativa, in particolare per i giovani. Nel comparto assicurativo, si favorirebbe la cultura della prevenzione complementare al welfare pubblico. Infine, l’educazione finanziaria emergerebbe come fattore abilitante trasversale, essenziale per rendere efficaci le possibili linee di intervento e rafforzare la capacità delle famiglie di pianificare consapevolmente il proprio futuro”.

La dura realtà dei numeri

L’Italia non sta soltanto invecchiando: sta cambiando la propria struttura economica di fondo. Secondo i dati riportati da ABI tra il 2014 e il 2024 la popolazione residente si è ridotta di 1,3 milioni di persone, passando da 60,3 a 59 milioni. Nello scenario mediano Istat, il calo proseguirebbe fino a 54,7 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080: 13,2 milioni di residenti in meno rispetto al 2024, pari a una contrazione del 22%. Ma il dato più rilevante, per banche, risparmiatori e sistema del welfare, riguarda la composizione per età: entro il 2080 la popolazione in età lavorativa si ridurrebbe di 13,4 milioni, mentre gli over 67 aumenterebbero di 2,3 milioni, arrivando a rappresentare circa il 31% del totale.

Dal rischio demografico al bisogno di pianificazione

La transizione demografica non è una variabile laterale per il risparmio. Meno popolazione attiva significa meno reddito prodotto, meno contributi, maggiore pressione sul welfare e maggiore necessità di pianificazione privata. L’ABI richiama una stima della Banca d’Italia secondo cui, nei prossimi 25 anni, la riduzione della popolazione in età da lavoro potrebbe tradursi in una flessione del Pil dello 0,4% annuo. Già nel 2035, secondo l’esercizio quantitativo ABI, il Pil risulterebbe inferiore di circa il 7% rispetto a uno scenario di invarianza demografica; al 2080 il divario supererebbe il 30%.

Ma la banca può evolvere il suo semplice ruolo di intermediario finanziario per diventare un’infrastruttura di adattamento. La sfida della silver economy non è “vendere prodotti” a una popolazione più anziana, ma aiutare famiglie, giovani, lavoratori discontinui, donne, stranieri e anziani a trasformare il risparmio in una capacità di resistenza. I mattoni sono noti: previdenza complementare, coperture assicurative, educazione finanziaria, credito per studio e impresa, strumenti di protezione contro la non autosufficienza e servizi più accessibili.

Il nodo previdenziale è il più urgente. Nel 2024 la spesa pensionistica ha raggiunto 337 miliardi di euro, pari al 15,4% del Pil, e secondo le projezioni della Ragioneria dello Stato salirebbe a un picco poco superiore al 17% nel 2040. Il sistema resta sostenibile, ma aumenta il rischio di assegni meno adeguati: il tasso di sostituzione netto scenderebbe dall’82% attuale al 64% nel 2070. Il che si traduce in una pensione più bassa del 20% rispetto a quella che avrebbe ottenuto con i modelli di sostituzione attuali. In questo quadro la previdenza complementare diventa un tassello sempre più importante, ma ancora incompiuto, sostiene l’Associazione: nel 2024 le risorse complessive hanno raggiunto 243,4 miliardi, con 9,9 milioni di iscritti, pari al 38,3% delle forze lavoro; tuttavia solo il 27,6% della forza lavoro ha effettivamente versato contributi. Inoltre, gli under 35 rappresentano appena il 19,9% degli aderenti.

Educazione finanziaria, previdenza e protezione: il nuovo perimetro della banca

Credito, investimenti, previdenza complementare, comparto assicurativo ed educazione finanziaria sono, come detto, gli ambiti chiave su cui sviluppare iniziative per mitigare gli effetti del declino demografico. Quali sono allora “le buone pratiche” del mondo bancario?

Per la clientela silver, il punto di partenza è il passaggio dalla logica del conto corrente alla logica della protezione di lungo periodo. Le iniziative richiamate dall’ABI integrano coperture assicurative, servizi di assistenza e strumenti di educazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire maggiore autonomia e qualità della vita nelle fasi più avanzate dell’esistenza. Tra gli elementi innovativi figurano l’ampliamento delle fasce di età assicurabili e l’integrazione di servizi sociosanitari personalizzati.

Per i giovani, invece, la banca può diventare un abilitatore di capitale umano. Le buone pratiche censite includono percorsi di risparmio per minori, strumenti digitali e coinvolgimento delle famiglie, con l’obiettivo di accompagnare bambini, adolescenti e giovani adulti verso una maggiore consapevolezza nella gestione del denaro. Accanto a questo, l’ABI segnala strumenti di finanziamento per studio e formazione, utilizzabili per tasse, affitto, materiale didattico o corsi all’estero, con periodi di grazia prima dell’avvio del rimborso. È un punto centrale: se il declino demografico riduce la quantità di lavoro disponibile, la crescita futura dipenderà ancora di più dalla qualità del capitale umano.

Inclusione economica e welfare di prossimità

Il tema demografico incrocia anche l’inclusione nel mondo del lavoro delle parti, per così dire, sottoutilizzate del capitale umano. Giovani, donne, popolazione immigrata.

Il Protocollo ABI-Dipartimento per le Pari Opportunità, la Carta “Donne in banca: valorizzare le diversità di genere”, il progetto “Una donna, un lavoro, un conto”, il Premio ABI Diversità e Inclusione e il convegno annuale “D&I in Finance” sono tutte iniziative per la sfida dell’inclusione femminile al lavoro. In particolare, “Una donna, un lavoro, un conto” punta a rafforzare le competenze economiche e la conoscenza del conto bancario personale come strumento di libertà, indipendenza e pari opportunità.

Ma le buone pratiche censite comprendono programmi aziendali per valorizzare le differenze culturali e iniziative di educazione finanziaria rivolte alle donne migranti, con percorsi di base per la gestione consapevole del denaro e dei servizi bancari. L’integrazione finanziaria viene considerata un tassello altrettanto fondamentale, nella prospettiva bancaria e non solo.

La banca che ABI intende promuovere è infine attenta alle realtà del territorio non solo come erogatore di credito o consulenza, ma come attore di prossimità, capace di sostenere conciliazione vita-lavoro, genitorialità e servizi alla comunità. Il problema della natalità passa anche da qui: non basta incentivare il risparmio se mancano le condizioni pratiche perché famiglie giovani e lavoratori possano progettare il futuro.

Tutto ciò, però, si gioca su uno sfondo che il report stesso descrive senza eufemismi. Il rallentamento che attende l’Italia non è una questione di ciclo economico, di tassi di interesse o di domanda globale. Come scrive l’ABI, “una parte rilevante della bassa crescita futura non dipenderebbe da fattori ciclici, ma dalla struttura demografica del Paese”. Quante persone ci sono, quante ne nasceranno, quante lavoreranno: è questo il vero bilancio su cui si gioca il futuro economico italiano. Le banche possono fare molto, ma la posta in gioco è più grande di qualsiasi prodotto finanziario.

Domande frequenti su ABI: cosa può fare la banca per fronteggiare l’inverno demografico

Quali sono le principali sfide economiche che l'ABI prevede per i prossimi anni a causa del declino demografico?

L'ABI prevede sfide profonde per i sistemi di benessere collettivo, che richiederanno una strategia di lungo periodo per adattare i modelli di crescita. Questo declino demografico è considerato una delle più importanti 'non-notizie' economiche.

In che modo il declino demografico può rappresentare un'opportunità per il settore bancario secondo l'ABI?

Il declino demografico è visto come un'occasione per ripensare il contributo del mondo bancario allo sviluppo economico e sociale del Paese. Le banche possono adattare i loro modelli per rispondere alle nuove esigenze emergenti.

Quali sono le quattro direttrici individuate dall'ABI per il contributo del mondo bancario di fronte all'inverno demografico?

Le quattro direttrici principali sono: credito, educazione finanziaria, previdenza e protezione, e inclusione economica con welfare di prossimità. Queste aree definiscono il nuovo perimetro d'azione della banca.

Qual è il ruolo dell'educazione finanziaria, della previdenza e della protezione nel nuovo perimetro della banca secondo l'ABI?

Questi aspetti diventano centrali per il contributo bancario, suggerendo un'espansione delle attività oltre il credito tradizionale. L'obiettivo è supportare i cittadini nella pianificazione finanziaria a lungo termine.

Come l'inclusione economica e il welfare di prossimità possono essere affrontati dalle banche nel contesto demografico attuale?

Le banche possono promuovere l'inclusione economica e sviluppare forme di welfare di prossimità per rispondere alle esigenze delle comunità in un contesto di declino demografico. Questo implica un ruolo più attivo nel tessuto sociale.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.