Donne più audaci e generose nel collezionismo d’arte
Nel 2025, gli individui altamente patrimonializzati (high net worth individual, coloro con almeno un milione di dollari spendibili) hanno destinato in media il 20% del loro patrimonio alle collezioni d’arte (contro il 15% del 2024). Le donne inoltre (nel 2024, ultimo anno di dati completi) hanno speso il 46% in più rispetto agli uomini e con maggiore appetito per il rischio, con le collezioniste millennial e gen Z a farla da maggiore.
In generale, millennial e gen Z collezionano in un ventaglio più ampio di media artistici: se i boomer guidano la spesa media per arte e antiquariato, le generazioni successive li superano in diverse categorie di collezionismo trasversale – dal design al lusso fino agli oggetti lifestyle. Gen Z e millennial collezionano in un ventaglio più ampio di media artistici, con la gen Z che primeggia nel digitale, film e video arte. I millennial dal canto loro si distinguono per la passione verso stampe, fotografia e opere su carta. Sono risultati della consueta indagine dell’economista dell’arte Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, l’edizione 2025 del “Survey of Global Collecting” di Art Basel in collaborazione con Ubs. Compongono il campione degli intervistati 3100 collezionisti.
La stessa McAndrew afferma: «In un contesto di forte incertezza economica globale, questo studio ci ha permesso di osservare come i collezionisti affrontano il rischio, in particolare in chiave di genere. Contrariamente allo stereotipo che vede le donne più avverse al rischio, i risultati mostrano che nel collezionismo le donne sono altrettanto consapevoli dei rischi, ma spesso più disposte ad assumerli, acquistando in un ventaglio più ampio di media non tradizionali e sostenendo attivamente artisti emergenti o sconosciuti».
Dalle donne collezioniste, per le donne artiste
Inoltre, prosegue l’esperta, «le donne hanno acquistato e speso di più per opere realizzate da artiste, una tendenza particolarmente evidente tra le collezioniste più giovani. Con il progressivo spostamento della ricchezza nei prossimi anni, questi fenomeni potranno favorire una maggiore diversità e equilibrio nel collezionismo future».
Noah Horowitz, ceo di Art Basel, conferma che «la crescente influenza delle donne e la valorizzazione delle artiste stanno avendo un impatto concreto sul commercio dell’arte».
Se hai più di 50 milioni da spendere, quanto investi in arte?
Quanto investono in arte gli individui altamente patrimonializzati? Coloro che godono di oltre 50 milioni di dollari di patrimonio liquido (fascia alta degli ultra high net worth individual) hanno raggiunto una media del 28% del loro portafoglio. Comprensibilmente, la quota allocata in arte cresce all’aumentare dell’esperienza. Si passa infatti dal 16% tra i collezionisti con 2 anni di attività al 24% tra chi colleziona da oltre 20 anni. I gen Z riportano un’allocazione media più alta: 26%.
Le donne erediteranno
Crescita mondiale della ricchezza e collezionismo in arte
Dal rapporto emerge che la crescita del numero dei milionari a livello mondiale (ricchezza globale 2024, +2% rispetto al 2023) ha indubbiamente stimolato le vendite d’arte nell’ultimo decennio, con un caveat: al di là dell’aumento della ricchezza, si è avuta una maggiore accessibilità a questa tipologia di acquisti grazie allo sviluppo dei canali digitali di vendita. I guadagni maggiori nel 2024 si sono avuti negli Stati Uniti (+11%), grazie alle performance dei mercati finanziari. Ponderando per la popolazione, la crescita della ricchezza negli Usa nel 2024 è stata ancora maggiore (+12%), contro circa il +3% di Cina e Sud-Est asiatico.
I boomer restano i principali detentori di ricchezza nel 2024, controllando poco più della metà (51%) degli asset negli Stati Uniti. Nelle mani di millennial e gen Z, c’è per ora solo una quota del 10%. Tuttavia l’enorme ricchezza dei più anziani è destinata nei prossimi vent’anni a passare nelle mani dei più giovani, che con le loro nuove decisioni di spesa e investimento plasmeranno sempre più il mercato dell’arte e del lusso. Secondo le stime di Cerulli (2025), entro il 2048 passeranno di mano circa 124.000 miliardi di dollari in attività, di cui 105.000 miliardi agli eredi e 18.000 miliardi in beneficenza. Ma il punto più interessante in questa sede è notare che le previsioni parlano si 54.000 miliardi in trasferimento tra coniugi, la maggior parte dei quali donne (se ne parlava con Alberica Brivio Sforza di Lombard Odier).
I futuri effetti del “Great Wealth Transfer”
Al di là della variabilità delle stime del cosiddetto “Great Wealth Transfer”, è altamente probabile che le donne diventino sempre più importanti nella popolazione dei milionari – e quindi nel mercato dell’arte – con il passare degli anni.
Ricchezza, creatività e significato
Sempre restando in tema di eredità, il Survey of Global Collecting 2025 rivela a sorpresa che quasi il 90% dei collezionisti gen Z che hanno ereditato opere le ha conservate, comunicando di tenere in gran conto il valore delle tradizioni familiari. Complessivamente, l’80% degli intervistati prevede di trasmettere le proprie collezioni ai figli o al coniuge. Sul punto, Paul Donovan, economista capo di UBS Global Wealth Management: «Il grande trasferimento di ricchezza in atto influenza molto più dei soli flussi finanziari: sta ridefinendo il modo di vivere il collezionismo. Man mano che le nuove generazioni e le donne assumono la gestione della ricchezza, le loro scelte rispecchiano valori personali e consapevolezza sociale. Molti si sentono attratti da un’arte che parla di identità, comunità e scopo. È un’evoluzione verso un collezionismo più riflessivo e orientato ai valori, che collega ricchezza, creatività e significato, in sintonia con lo spirito del tempo».

