C’è una nuova borsa fra le più costose di sempre in asta , è la Hermès di Jane Birkin. Sotheby’s l’ha battuta a oltre 10 milioni di dollari, quasi 8,6 milioni di euro, commissioni incluse. Un anonimo (o anonima?) acquirente se l’è accaparrata dal Giappone dopo una battaglia durata circa 10 interminabili minuti durante l’asta “Fashion Icons including The Original Birkin” tenutasi alle 16:00 il 10 luglio 2025 a Parigi. Un incasso che – numeri alla mano – ha fatto il 99% dell’incasso dei 25 lotti offerti, per lo più capi di moda di nomi-icona come Alexander McQueen, Vivienne Westwood, John Galliano, Thierry Mugler, Gucci (di Frida Giannini), Pierre Balmain, Christian Dior, Azzedine Alaïa.

Jane Birkin batte la “collega” Hermès borsa “Matte White Himalaya Niloticus Crocodile Diamond in coccodrillo e oro 18 carati con diamanti”, che perde il suo primato
L’allure e il fascino di Jane Birkin (1946-2023) surclassano persino coccodrillo e diamanti, non esattamente materiali di seconda scelta quando si tratta di beni di lusso. Fino all’asta di Sotheby’s del 10 luglio, la borsa più costosa mai venduta in asta era stata una Birkin Matte White Himalaya Niloticus Crocodile Diamond in coccodrillo e oro 18 carati con diamanti, capace di fruttare l’equivalente di 380.000 dollari Usa da Christie’s Hong Kong nel 2016.

Come nacque il mito
Ma non è certo per la materia prima che la Birkin nera proprietà di chi la ispirò, ha fatto faville sul rostro parigino. Parlare di “provenienza” per questa borsa “vissutissima”, è riduttivo. La provenienza del bene da collezione si fonde con la sua stessa origine: nel 1984 infatti, l’attrice anglo-francese si trovò a volare seduta di fianco a Jean-Louis Dumas, presidente di Hermès (1978-2006). E di Hermès era la borsa che indossava, ma ebbe modo di lamentarsi con il creativo perché non riusciva a trovarne una che fosse insieme comoda ed elegante. Chiesto, fatto. La leggenda vuole che il direttore artistico della maison si mettesse subito al lavoro, con uno schizzo fatto sui taccuini della compagnia aerea. Nelle settimane seguenti sarebbe nata la Birkin, battezzata come la sua ispiratrice.

Capiente, rettangolare, morbida e spaziosa, “con un profilo levigato e cuciture a punto sellaio”, come disse il suo ideatore. Nella sua versione di base, la borsa è in cuoio liscio o grainé, poi trattato con concia interamente vegetale. Questo elemento conferisce alla vache naturale una finitura trasparente, che con il tempo assume la tipica patina.

Hermès Birkin, oltre il cuoio nero. Quanto costa in negozio?
Il modello base fu solo l’inizio: il cuoio nero, che fosse liscio o ruvido, lasciò presto spazio a numerosi compagni materici. Oltre al coccodrillo, si pensi alla rafia, alla tela di jeans. E gli innumerevoli colori o combinazioni cromatiche che, nelle varie tirature limitatissime, hanno contribuito a costruire il mito di questo accessorio femminile da molti anni inavvicinabile. E non tanto (o no solo) per il prezzo, ma proprio per le sapienti liste d’attesa che ne limitano la diffusione. Attualmente le versioni più piccole e semplici in negozio partono circa dagli 8.000 euro. Quelle di maggiori dimensioni, dagli 11.000. A salire, virtualmente non ci sono limiti, e nei modelli più preziosi, quelli in coccodrillo, con la metalleria in platino, oro bianco o palladio (magari con una incastonatura di diamanti) si può arrivare a diverse centinaia di migliaia di euro.

Un pezzo di Alexander McQueen in asta il 10 luglio 2025 da Sotheby's Parigi
Investire in borsa, una scelta sempre vincente
Secondo il Wealth Report di Knight Frank 2025, le borse da collezione sono state il pleasure asset vincente lo scorso anno, con un rendimento medio del 2,8% (si tenga presente che l’arte ha fatto il -18%; vino e whisky il -9%). Secondo gli analisti di Art Market Research, la Birkin in pelle nera Togo si è confermata la regina dell’asset class, uno degli investimenti più solidi tra i beni di lusso.

Vivienne Westwood. Tutte le immagini del presente articolo sono cortesia di Sotheby's

