Da Sottsass a Pivano: il colorato mobile per “Nanda” supera i 380.000 $ nell’asta di design

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Anche l’attesa asta di Phillips Londra dedicata alla progettazione d’autore ha incoronato un tipico esemplare di Lalanne. Ma ciò che guizza all’occhio è la seconda posizione ottenuta dalla “Toeletta Nanda”. Ottimi piazzamenti anche per altri pezzi storici del grande design italiano, di Bugatti, Borsani, Scarpa, Ponti, Fornasetti

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Se c’è un Lalanne in catalogo in un’asta di design, è facile che conquisti la quotazione più elevata, come accaduto nell’ultima vendita di Phillips a Londra, il 30 aprile 2026, dove un tipico Mouton de Pierre di François-Xavier Lalanne (1927-2008) ha guidato la vendita con 361.200 sterline (460.000 dollari). Tuttavia la sorpresa è arrivata, da un pezzo di design radicale: la Toeletta Nanda, di Ettore Sottsass Jr. (1917-2007), aggiudicata a 360.000 dollari (283.800 sterline). Il designer la concepì nel 1958 per l’appartamento milanese che condivideva in via Manzoni con la prima moglie e musa, la scrittrice Fernanda Pivano (1917-2009). A realizzarla fisicamente fu il noto ebanista brianzolo Renzo Brugola.

Ettore Sottsass Jr., Toeletta Nanda, 1958; 360.000 dollari

Come spiega Domenico Raimondo, responsabile del dipartimento Design Europa e senior international specialist di Phillips, «L’opera mostra una precoce formulazione del pensiero spaziale di Sottsass e del suo uso audace del colore. Le sue vetrine, che ospitano figure simboliche legate alla devozione e alla mitologia, introducono una dimensione narrativa raramente presente nel mobile funzionale». Tra i pochi pezzi su misura creati per l’appartamento, Toeletta Nanda si staglia dunque come un’opera gioiosa, offrendo uno sguardo sul mondo privato di Sottsass in un momento formativo della sua carriera.

Al di là di Sottsass e Pivano, gli altri pezzi di design italiano in asta

Il totale d’asta è stato superiore a 3,4 milioni di sterline, a fronte di una stima alta di oltre un milione. Prosegue Raimondo: «Il design italiano storico ha trovato soddisfazione anche nelle rare plafoniere (del 1935, ndr) di Carlo Scarpa (1906-1978), vendute a oltre tre volte la stima minima». Della forza del design italiano l’esperto si dice «particolarmente entusiasta» grazie al qual particolare «linguaggio formale audace e la cui ingegnosità tecnica continuano a risuonare tra i collezionisti di oggi».

Altrettanto emblematico della creatività italiana del dopoguerra è l’importante tavolino basso Fiori e farfalle di Gio Ponti (1891-1979) e Piero Fornasetti (1913-1988) prodotto intorno al 1951, nel momento più alto della loro collaborazione. Questa collaborazione, radicata in una sintesi tipicamente milanese di arte, design e architettura, reinventò l’interno domestico come opera d’arte totale. Il tavolo in particolare riflette un momento in cui il concetto pontiano di casa attrezzata, l’ambiente integralmente progettato, prendeva vita attraverso il linguaggio visivo surreale e poetico di Fornasetti.

Gio Ponti, Piero Fornasetti, tavolino Fiori e farfalle, 1969; 69.000 dollari

Poi, la coppia di mobili di inizio XX dell’ebanista e designer Carlo Bugatti (1856-1940; padre di Ettore), la libreria modulare del 1952 di Osvaldo Borsani (1911-1985) e Lucio Fontana (1899-1968).

Carlo Bugatti, coppia di mobili, circa 1900; 180.000 dollari

Il design francese (e non solo)

«Anche il design francese di metà secolo ha ottenuto ottime performance, con opere di Charlotte Perriand, Jean Prouvé e Line Vautrin tra i primi dieci lotti. Questi risultati riflettono la profondità del mercato internazionale e il fascino duraturo del design raro e importante».

Tra i principali esempi di design francese in top ten secolo figura infatti il Cabinet, modello n. 150, di Jean Prouvé (1901-1984). Sviluppato nel contesto della scarsità del dopoguerra e dell’urgenza abitativa, il progetto interpreta il mobile come estensione dell’architettura. I montanti in lamiera d’acciaio piegata agiscono come elementi portanti, mentre la costruzione smontabile anticipa l’ascesa della prefabbricazione e dell’abitare modulare.

Jean Prouvé, Cabinet, modello 150; 140.000 dollari

Poi, la celebre mensola a parete Nuage di Charlotte Perriand (1903-1999), che amplia ulteriormente questo approccio architettonico nello spazio domestico. Concepite come un sistema aperto e flessibile, queste forme riflettono il suo interesse per l’adattabilità e l’integrazione del mobile nello spazio abitativo.

Charlotte Perriand, mensola Nuage, circa 1956; 148.000 dollari

Un ulteriore pezzo di rilievo è un raro tavolino Placebo di Shiro Kuramata (1934-1991). Donato direttamente dall’artista all’attuale proprietario e prodotto con eccezionale precisione tecnica, l’esemplare conferma l’eredità duratura di Kuramata come maestro del minimalismo poetico.

Shiro Kuramata

In generale, i collezionisti hanno apprezzato opere in grado di «cogliere momenti di profonda sperimentazione, in cui nuovi materiali, tecniche e modi di pensare hanno ridefinito le possibilità del design».

Invenduto invece un bicchiere da the in vetro, acciaio cromato ed ebano, opera Bauhaus di Josef Albers (1888-1976). La stima bassa partiva da 10.000 pound.

La top ten

Lotto Descrizione Stima Prezzo realizzato
2 François-Xavier Lalanne, Mouton de Pierre, 1979/1989 £180.000–250.000 £361.200
€420.000 / $460.000
31 Ettore Sottsass Jr., Toeletta Nanda, 1958 £80.000–120.000 £283.800
€330.000 / $360.000
41 Lucie Rie, Footed bowl, 1969 £40.000–60.000 £167.700
€195.000 / $210.000
6 Carlo Bugatti, coppia di mobili, circa 1900 £40.000–60.000 £141.900
€165.000 / $180.000
52 Charlotte Perriand, mensola Nuage, circa 1956 £40.000–60.000 £116.100
€135.000 / $148.000
55 Jean Prouvé, Cabinet, modello 150 £80.000–120.000 £109.650
€127.000 / $140.000
114 Borsani / Fontana, libreria modulare, circa 1952 £40.000–60.000 £96.750
€112.000 / $123.000
88 Carlo Scarpa, plafoniere, circa 1935 £25.000–35.000 £83.850
€97.000 / $106.000
12 Ponti / Fornasetti, tavolino Fiori e farfalle £10.000–15.000 £54.180
€63.000 / $69.000
96 Otto Schulz, mobile contenitore, circa 1939 £8.000–12.000 £51.600
€59.000 / $65.000

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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