Arte, donne in ascesa: una questione di valore

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Un dipinto vivace mostra tre donne, una di carnagione scura e due di carnagione chiara, in lingerie e con in mano dei drink, in posa vicino a un pilastro con graffiti e a una grande finestra che rivela una struttura astratta illuminata dalla luna all'esterno. Dominano i toni del rosso e del rosa.

Una combinazione di fattori del sistema dell’arte sta gradualmente spingendo l’interesse del mercato verso le artiste donne. Le principali case d’asta internazionali, i musei, le grandi gallerie e i collezionisti stanno concentrando da alcuni anni l’attenzione sulla produzione artistica femminile mettendo in evidenza nuovi linguaggi e temi in gran parte trascurati. Anche nella prima parte del 2025 le vendite di opere d’arte di questo segmento hanno confermato la tendenza già registrata nel 2024 e negli anni precedenti. La valorizzazione di queste opere suscita interesse perché ancora sottostimata rispetto ai grandi nomi della fascia premium

Indice

In un contesto generale in cui il mercato dell’arte sta vivendo una fase di correzione il sistema dell’arte mostra di muoversi unito verso la valorizzazione di artisti trascurati e sottostimati per catalizzare l’attenzione e attrarre nuovi acquirenti. In questo processo di ri-scoperta troviamo l’universo femminile rappresentato nelle opere delle artiste contemporanee. I numeri riportati nel rapporto “Women artists” di Sotheby’s realizzato in collaborazione con ArtTactic confermano questa tendenza ma mettono anche in evidenza che i risultati sono ancora ben lontani da quelli delle opere dei colleghi maschi.

I numeri del mercato dell’arte per le artiste donne

La quota di mercato delle artiste donne in termini di valore di vendita è più che raddoppiata passando dal 6,2% del 2018 al 13,8% del 2024 (nella prima parte del 2025 è al 12,6%). Nel 2024 le artiste donne hanno rappresentato meno di un quarto (23,6%) del totale degli artisti presenti nelle aste nel 2024. Nessuna delle aggiudicazioni registrate sin qui si avvicina al prezzo fissato per l’opera d’arte più costosa di un artista vivente maschile, “Rabbit” di Jeff Koons, 1986, che ha raggiunto 91,1 milioni di dollari nel 2019, ovvero circa 115 milioni di dollari odierni.

Allo stesso modo, secondo il rapporto Burns Halperin del 2022, dal 2008 al 2020 è stato speso di più all’asta per le opere di un solo uomo, Pablo Picasso, per un totale di 6,23 miliardi di dollari, che per le opere di tutte le artiste donne messe insieme, per un totale di 6,2 miliardi di dollari. Il sistema si muove quindi con i principali operatori del settore per colmare questo divario.

Le case d’asta mettono in vendita i capolavori coperti dalle garanzie

Diverse opere d’arte passate in asta nel primo semestre 2025 hanno superato la soglia del milione di dollari ritenuta dagli operatori del settore come il “motore del mercato”. Gli 11,6 milioni di euro (13,6 milioni di dollari) raggiunti per il ritratto “Miss January” di Marlene Dumas del 1997 battuto da Christie’s a New York lo scorso maggio sono stati ampiamente pubblicizzati come il prezzo più alto mai pagato all’asta per un’artista donna vivente.

Un dipinto di una persona con i capelli biondi, che indossa un top nero scintillante e calze rosa, in piedi con le mani sui fianchi su uno sfondo scuro. La figura ha un trucco visibile e una posizione assertiva.

Altre artiste contemporanee hanno stabilito dei record, tra cui Simone Leigh, con la scultura “Sentinel IV”, 2020, battuta per 4,8 milioni di euro (5,7 milioni di dollari), da Christie’s e Lisa Brice con “After Embah” battuta per circa 6,2 milioni di euro (5.408.000 sterline) da Sotheby’s a Londra lo scorso marzo.

Una scena di bar surreale e colorata mostra donne in bikini e contorni luminosi, una persona seduta a un tavolo con dei drink, un grosso gatto e la scritta "NO BARE BACK" su una parete verde. Lo sfondo è caratterizzato da toni rossi accesi e da un pavimento a scacchi.

Le importanti aggiudicazioni conseguite sono il risultato di una strategia di vendita che si basa nel creare fiducia nei venditori e negli acquirenti attraverso il ricorso alle garanzie e cioè l’assunzione del rischio da parte delle case d’asta (record di copertura del 78,3% nel 2025 per le major).

I musei sostengono la crescita delle artiste con le mostre personali

Tra il 2018 e la metà del 2025 le artiste donne hanno avuto un ruolo di primo piano nelle mostre personali dei principali musei internazionali. Come nel caso della Tate Gallery di Londra (50%) e del MoMA di New York (54%). Forte attenzione viene data alle artiste contemporanee. La maggioranza delle mostre personali di artiste donne (86%) alla Tate e al MoMA ha dato risalto alle voci contemporanee, seguite dal dopoguerra (5,6%), dal modernismo (6,5%) e dall’impressionismo (1,9%). Le artiste del Sud del mondo hanno rappresentato il 30,8% di tutte le mostre personali alla Tate e al MoMA tra il 2018 e il 2025.Questa maggiore visibilità si riflette anche nelle acquisizioni di opere di artiste donne effettuate dai musei (40%) e nelle donazioni ricevute (27,9%) rispetto a quelle maschili.

Le grandi gallerie internazionali promuovono il segmento

Un’analisi delle 50 artiste donne più vendute alle aste rivela che otto grandi gallerie internazionali rappresentano 30 delle 50 artiste più vendute. Queste artiste hanno contribuito per quasi l’80% al valore totale delle aste delle artiste donne tra il 2018 e il maggio 2025. Le gallerie sono: David Zwirner, Gagosian, Pace, Hauser & Wirth, White Cube, Sprüth Magers, Berggruen e Mnuchin.

Crescente influenza dei collezionisti più giovani

Nel corso del periodo, la Generazione X (nati tra la metà degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’80) è la fascia demografica prevalente tra gli offerenti in asta per le artiste donne. I collezionisti del Nord America sono i più attivi per questo segmento (44,9% degli offerenti per le 50 artiste donne più quotate). I collezionisti asiatici guadagnano terreno passando dal 17,5% nel 2024 al 21,3% nei primi cinque mesi di quest’anno. I collezionisti europei al momento coprono il 29,1%. Nel 2024 la quota delle opere femminili presenti nelle collezioni dei grandi patrimoni individuali è salita al 44% rispetto al 33% del 2018 (fonte Art Economics e UBS).

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FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alessandro Montinari

Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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