Collezione Iannaccone, il fascino irresistibile del glamour (da Sherman a Vezzoli)

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Una persona sorridente con un cappotto e un cappello blu scuro è in piedi davanti a un grande e colorato murale di clown con capelli rosa, occhi esagerati e guance rosee. Lo sfondo mostra parte di un edificio.

Dal 7 marzo al 4 maggio 2025 sarà visitabile a Palazzo Reale a Milano la mostra “Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli: 80 artisti contemporanei”, che mette in scena oltre 140 opere di 80 artisti contemporanei provenienti dalla sezione contemporanea della Collezione Giuseppe Iannaccone

Indice

Ha inaugurato lo scorso 6 marzo a Palazzo Reale a Milano la mostra “Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli: 80 artisti contemporanei” che mette in scena oltre 140 opere di 80 artisti contemporanei provenienti dalla sezione contemporanea della Collezione Giuseppe Iannaccone, che per la prima volta apre al pubblico all’interno di una istituzione pubblica. La mostra è prodotta da Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, Fondazione Giuseppe Iannaccone con la produzione esecutiva di Arthemisia a cura di Daniele Fenaroli, con il supporto scientifico di Vincenzo De Bellis.

Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli: 80 artisti contemporanei

Fra gli artisti in mostra, da Cindy Sherman a Lynette Yiadom-Boakye, da Nan Goldin a Nicole Eisenman, da Kiki Smith a Marc Quinn, da Lisetta Carmi a Francesco Vezzoli, uniti in un dialogo che li accomuna su temi sociali come il rapporto con il corpo, l’identità in continua evoluzione, il multiculturalismo e le complesse interazioni tra Oriente e Occidente.

Undici sezioni compongono un percorso di riflessione su temi centrali del nostro tempo: dall’identità di genere al multiculturalismo, dal rapporto tra futuro e tradizione fino alle molteplici sfaccettature della condizione umana. L’accostamento di artisti di epoche e contesti diversi genera connessioni e corrispondenze, dando vita a un dialogo in cui le opere si illuminano a vicenda, aprendo a nuove possibili interpretazioni. Per la prima volta, il nucleo contemporaneo della collezione Iannaccone si apre al pubblico. La mostra e il suo titolo inaugurano con Cindy Sherman, punto di partenza ideale per una riflessione sull’identità e sul corpo, sulla maschera, sulla verità e la finzione. Artista capace di decostruire gli stereotipi di genere, a lei è dedicata l’intera prima sala. La stanza dedicata a Cindy Sherman introduce i temi che verranno approfonditi in quelle successive, che ospitano le opere di Francesco Vezzoli, Nan Goldin, Lisetta Carmi, Lisa Yuskavage, Piotr Uklan ́ski, Roberto Cuoghie Grayson Perry. Identità, trasformazione e auto-rappresentazione.


Una stanza scarsamente illuminata con pareti viola che espongono fotografie incorniciate. Un vaso decorativo è su un piedistallo al centro. Una foto è inserita in una cornice a forma di stella.

La Collezione Giuseppe Iannaccone e la centralità dei temi sociali

L’analisi su tematiche sociali come la sessualità, la marginalità, la trasformazione e molti altri temi di grande rilevanza nella società contemporanea sono affrontate da Wangechi Mutu, Raqib Shaw e Luigi Ontani, si contrappongono le moderne espressioni sul concetto di metamorfosi proposte da Tammy Nguyen, o le riflessioni artistiche di Hayv Kahraman e Hiba Schahbaz sulla diaspora e sulla memoria del nostro corpo.

Il percorso espositivo conduce poi i visitatori alla scoperta di artiste come Tracy Emin e Lisa Yuskavage, da sempre impegnate ad approfondire attraverso l’arte un tema di grande attualità come la vulnerabilità femminile. L’attenzione al ruolo culturale del corpo e del desiderio nella società contemporanea ritorna nelle opere di Francesco Vezzoli, Lisetta Carmi e Paola Pivi, protagonisti di un dialogo ideale sulla trasformazione e la fluidità, mentre la sezione conclusiva raccoglie i lavori di artisti del calibro di Adrian Paci e Marinella Senatore, attenti osservatori dell’evoluzione dei ruoli nella società moderna. L’insieme delle opere esposte all’interno di ogni sala evoca un viaggio sottolineando una tendenza, un tema centrale, all’interno della produzione artistica contemporanea, le continue riflessioni sul corpo, l’identità di genere, i diritti civili, la ricerca di ogni forma di libertà, ma anche temi come la solitudine, l’introspezione, l’indagine sulle dinamiche di gruppo, la sfaldamento degli archetipi culturali e il dialogo tra mondo naturale e artificiale speso creato dall’uomo.


Una galleria d'arte scarsamente illuminata con pareti rosso scuro presenta grandi ritratti di individui diversi. Una cornice centrale in legno si trova di fronte a un dipinto, aggiungendo profondità. Il testo è visualizzato sulla parete sinistra, migliorando l'atmosfera immersiva della mostra.

L’impatto di questi artisti sul mercato dell’arte

Il valore di mercato delle opere di questi artisti non è solo determinato dalla qualità artistica intrinseca, ma anche dal contesto economico e sociale in cui le loro opere sono prodotte, distribuite e vendute. Artisti come Cindy Sherman, Francesco Vezzoli, e Nan Goldin, noti per il loro impatto sulla cultura visiva e la loro capacità di provocare riflessioni sul corpo e l’identità, sono tra i protagonisti di un mercato che, negli ultimi decenni, ha visto una crescente valorizzazione di temi come la diversità, la fluidità di genere e la rappresentazione dei corpi marginalizzati.

Cindy Sherman

Sherman, con il suo approccio decostruttivo alla rappresentazione di sé, ha influenzato profondamente il mercato dell’arte. Le sue fotografie, in cui l’artista assume ruoli diversi, sfidano gli stereotipi di genere e le convenzioni sulla bellezza. Le sue opere, ormai riconosciute come iconiche, hanno visto crescere esponenzialmente il loro valore nelle aste internazionali. La sua presenza in una collezione prestigiosa come quella di Iannaccone riflette l’importanza che il mercato attribuisce a un’artista che ha esplorato l’auto-rappresentazione e la costruzione dell’identità femminile. Stando ai dati disponibili al momento in cui questo articolo è stato scritto, le sue opere sono passate in asta 2.665 volte. Nella categoria fotografia, il primo lotto di cui si ha traccia è nel 1987 da Sotheby’s. Le sue opere, infine, hanno maggiore mercato in America e nel 2015 e nel 2021 hanno avuto un incremento di mercato notevole. Il record d’asta risale al 2014 con l’opera Untitled Film Stills, una stampa alla gelatina ai sali d’argento, Ed. 4 / 10, 25,4 x 20,3 cm del 1977, aggiudicato a 4.745.960 euro da Christie’s New York.


Una persona con i capelli corti è avvolta in un asciugamano, in piedi in un bagno e guarda in un piccolo specchio montato a parete sopra un lavandino. La scena è in bianco e nero.
Cindy Sherman, Untitled Film Still #2, 1977
Fotografia ai sali d’argento, 25×20 cm
Courtesy dell’Artista e Hauser & Wirth
© Cindy Sherman

Francesco Vezzoli

Vezzoli, che spesso gioca con la storia dell’arte, il cinema e la cultura pop, ha ottenuto un crescente riconoscimento nelle aste internazionali, grazie a una pratica che mescola critica sociale e citazioni culturali. Le sue opere, che spaziano dalla pittura alla scultura e al video, sono particolarmente apprezzate da una fascia di collezionisti che cerca un linguaggio contemporaneo che dialoghi con la storia e le tendenze globali. La sua partecipazione alla mostra di Palazzo Reale conferma la sua posizione di rilievo nel panorama artistico contemporaneo. Le sue opere sono passate all’asta 109 volte, principalmente nella categoria pittura. Il primo lotto registrato nelle aste risulta essere The Bitter Tears of Vera von Lehndorff, all’incanto nel 2002 da Sotheby’s; le sue opere sono maggiormente ricercate in Italia.  Nel 2007 l’opera Is Veruschka in Paris?, tecnica mista, 52 x 42 cm, ha segnato il suo record d’asta da Christie’s Londra con un prezzo di aggiudicazione di 186.810 euro.


Un ritratto di una persona con capelli corti e scuri, che indossa un elegante abito nero con una camicia bianca. Gli occhi della persona hanno lacrime bianche, simili a vernice, che scorrono lungo le guance. Lo sfondo è scuro e semplice.
Francesco Vezzoli, La Signora Bruschino, 2006
Stampa laser in bianco e nero, acquerello e ricamo metallico su tela, 42,5×33,3 cm
Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone
© Francesco Vezzoli, by SIAE 2025

Nan Goldin

Nan Goldin, celebre per il suo approccio intimo e crudo alla fotografia, ha documentato le realtà marginali e spesso invisibili. Le sue immagini di una bellezza oscura e, al contempo, potente, continuano ad attrarre una comunità di collezionisti che non solo riconoscono il valore estetico delle sue opere, ma anche il loro potente messaggio politico e sociale. L’inclusione di artisti come Goldin e, in generale, di voci che esplorano la marginalità e la sessualità, dimostra un’evoluzione del mercato verso una valorizzazione di temi legati alla diversità e all’inclusione. Le sue opere sono passate in asta 2.620 volte, principalmente nella categoria fotografia. Le sue opere sono principalmente vendute negli Stati Uniti.

La Collezione Giuseppe Iannaccone si apre alle istituzioni pubbliche

La Collezione Giuseppe Iannaccone, che per la prima volta apre una selezione del suo nucleo contemporaneo al pubblico, rappresenta un esempio di come il mercato dell’arte possa intrecciarsi con il valore culturale e la promozione dell’arte contemporanea. La scelta di ospitare questa mostra in un’istituzione pubblica come Palazzo Reale è significativa: non solo si apre la possibilità di fruire delle opere di artisti di fama internazionale, ma si apre anche una riflessione sul ruolo delle collezioni private nel panorama culturale italiano e internazionale. Le collezioni come quella di Iannaccone, infatti, non solo contribuiscono al mercato dell’arte, ma servono anche a stimolare il dibattito sui temi sociali e politici che gli artisti trattano nelle loro opere.

Il mercato dell’arte contemporanea è in continua evoluzione e il percorso proposto dalla mostra evidenzia come gli artisti stiano influenzando sempre di più il discorso pubblico, grazie a temi fortemente legati alle trasformazioni sociali, politiche e culturali globali. L’interesse crescente per le opere che trattano l’identità, la diversità e il corpo umano si inserisce in una riflessione più ampia che coinvolge la società nel suo complesso. Gli artisti di questa mostra, da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli, sono diventati parte di un circuito internazionale in cui il valore delle opere non è determinato esclusivamente dalla loro estetica, ma anche dalla capacità di suscitare un impatto emotivo e intellettuale su un pubblico sempre più ampio.

In sintesi, la mostra Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli non è solo un’opportunità di riflessione sull’arte contemporanea, ma anche una finestra aperta sul dinamico e complesso mercato dell’arte, dove l’estetica, la cultura e l’economia si intrecciano in modi sempre più sfumati. L’attenzione crescente per tematiche come la fluidità dell’identità, la vulnerabilità femminile e la critica al sistema di valori tradizionali porta gli artisti a diventare protagonisti di una nuova dimensione di mercato, in cui il valore delle loro opere non è solo economico, ma anche culturale e sociale.


Sala della galleria d'arte con tre opere d'arte su pareti scure. Il pezzo centrale raffigura diverse figure in un ambiente interno. Due grandi opere d'arte su entrambi i lati mostrano forme nude. Un tavolo rotondo illuminato con motivi astratti è in primo piano.

di Margherita Strada

Margherita Strada si è formata come storica dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato nell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con Cortesi Gallery nella sede di Lugano come Gallery assistant e successivamente nel 2017 diventa Exhibition coordinator, PR e Social Media Manager nella sede di Milano. Presso Cortesi Gallery segue e produce diverse mostre e progetti editoriali. Nel 2019 inizia la sua collaborazione come curatrice interna e coordinatrice editoriale presso BUILDING Gallery di Moshe Tabibnia. Per BUILDING segue e produce diverse mostre. Nel 2020 lavora per la società Testa per Testa, fondata da Gemma De Angelis Testa, per promuovere e produrre mostre dedicate ad Armando Testa, padre della pubblicità italiana e artista internazionale. Nel 2020 è Assistant Collector Manger della Collezione di Gemma De Angelis Testa. Nel 2022 è partner/associata di Vera Canevazzi Art Consulting come Art Consultant e PR e Social Media Manager.

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