Tom Hollenberg, fixed income portfolio manager, e Doug Kletter, fixed income investment analyst presso Capital Group, illustrano il contesto in cui Kevin Warsh guiderà la Federal Reserve e le possibili mosse del nuovo vertice.
In tale scenario, è importante ricordare che Jerome Powell continuerà a far parte del Board of Governors all’interno della Fed fino al completamento dell’indagine sulla ristrutturazione dell’edificio della banca centrale su cui sono in corso accertamenti. Il Board of Governors e il Federal Open Market Committee (FOMC) continuano a svolgere un ruolo centrale nel processo decisionale, in cui i governatori hanno mandati di 14 anni estesi a più amministrazioni presidenziali, per garantire tutela di fronte alle pressioni politiche di breve periodo. In questo modo l’assetto istituzionale del board favorisce la continuità dell’operato.
Le pressioni inflazionistiche: possibile rialzo dei tassi?
I tagli rimangono possibili, tuttavia Warsh deve far fronte a una serie di ostacoli, primo fra tutti le pressioni inflazionistiche. Il core PCE era già sopra il 3% prima dello scoppio del conflitto e si trova ora a fare i conti con l’incremento dei prezzi del petrolio e del gas.
Questo ha aumentato le probabilità di rialzo dei tassi: un ciclo prolungato si avrebbe verosimilmente per effetto di una combinazione di spinte inflazionistiche persistenti, domanda solida, irrigidimento del mercato del lavoro e accelerazione significativa dei salari. Tuttavia gli esperti di Capital Group ritengono al momento questa eventualità poco probabile, vicina al 10%.
In ogni caso, il mercato non prezza più un orientamento accomodante da parte della Fed: questo suggerisce un’opportunità nel detenere esposizione alla duration – purché salari e inflazione restino sotto controllo.
Warsh e il bilancio Fed
Warsh ha una posizione decisa nei confronti del bilancio della Fed, che vorrebbe ridurre nel tempo, ponendosi in contrasto con misure come il quantitative easing e l’Operation Twist. Tuttavia, questa posizione potrebbe rendere difficile un abbassamento dei rendimenti a lungo termine anche nel caso di un taglio dei tassi da parte del nuovo presidente. Questo perchè i rendimenti a lunga scadenza sono legati ad altri fattori rispetto ai soli tassi di interesse: aspettative di inflazione, deficit e debito pubblico Usa, domanda globale di Treasury e premio a termine (cioè il rendimento extra richiesto dagli investitori per prestare soldi a lungo).
Inoltre la Fed, riducendo il proprio bilancio, ridurrebbe anche le riserve bancarie, cioè la liquidità che le banche tengono presso la banca centrale.
Le riserve sono già vicine Lowest Comfortable Level of Reserves – il livello minimo di riserve che consente al sistema bancario di funzionare senza tensioni significative.
Questo implica che se Warsh volesse, allo stesso tempo, tagliare i tassi e ridurre il bilancio della Fed dovrebbe sperare che le banche abbiano bisogno di meno riserve.
L’elevato debito Usa
Il debito federale statunitense supera ormai la dimensione dell’intera economia americana, questo potrebbe aumentare la sensibilità dei mercati ai movimenti dei tassi. Tuttavia, al momento, i mercati non sembrano troppo preoccupati di fronte alla dimensione del debito, rassicurati dalla capacità del governo americano di continuare a finanziare i propri impegni.
Gli esperti di Capital Group mantengono comunque una visione cauta, sottolineando come la situazione potrebbe cambiare se i costi di finanziamento restassero elevati, i deficit non si riducessero o la credibilità anti-inflazionistica si indebolisse.

