Calcolo Isee 2026, come funziona: prima casa, figli, titoli di Stato e criptovalute

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Dal 2026 il calcolo dell'Isee cambia: per assegno unico, bonus nido, assegno di inclusione e altre prestazioni familiari arriva un indicatore dedicato, con una franchigia sulla prima casa fino a 91.500 euro (120mila nei capoluoghi delle città metropolitane) e maggiorazioni più alte per chi ha figli. Resta confermata l'esclusione di titoli di Stato, buoni e libretti postali fino a 50mila euro.

Dal 2026 il calcolo dell’Isee cambia: per assegno unico, bonus nido, assegno di inclusione e altre prestazioni familiari arriva un indicatore dedicato, con una franchigia sulla prima casa fino a 91.500 euro (120mila nei capoluoghi delle città metropolitane) e maggiorazioni più alte per chi ha figli. Resta confermata l’esclusione di titoli di Stato, buoni e libretti postali fino a 50mila euro.

Indice

Isee: che cos’è e a cosa serve

L’Indicatore della situazione economica equivalente, noto con l’acronimo Isee, misura e confronta la situazione economica dei nuclei familiari. Serve per accedere a prestazioni sociali agevolate, bonus e servizi a tariffa ridotta: dall’assegno unico universale al bonus asilo nido, dalle agevolazioni universitarie alle mense scolastiche e alle tariffe comunali.

L’indicatore tiene conto di quattro elementi:

  • i redditi del nucleo familiare;
  • il patrimonio mobiliare (conti, titoli, fondi) e immobiliare;
  • il numero dei componenti del nucleo;
  • l’eventuale presenza di persone con disabilità o di figli.

La disciplina di riferimento è il regolamento Isee (Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159), modificato più volte negli ultimi anni. Gli interventi più recenti sono quelli della Legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199).

Isee ordinario e Isee per prestazioni familiari: le differenze

La novità principale del 2026 è un secondo indicatore, che si affianca all’Isee ordinario: l’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dall’articolo 1, comma 208, della Legge di bilancio 2026 e in vigore dal 1° gennaio 2026.

Il nuovo indicatore si usa solo per cinque prestazioni erogate dall’Inps:

  • Assegno di inclusione (Adi);
  • Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl);
  • Assegno unico e universale per i figli a carico;
  • bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare;
  • bonus nuovi nati.

Per queste misure il calcolo è più favorevole: la franchigia sulla prima casa è più alta e le maggiorazioni per i figli sono maggiori. Per tutte le altre agevolazioni, come borse di studio universitarie, mense o tariffe comunali, continua a valere l’Isee ordinario, con le regole di sempre.

Non serve presentare due dichiarazioni. Con il messaggio n. 799 del 6 marzo 2026 l’Inps ha comunicato l’approvazione del nuovo modello di Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e ha aggiornato in automatico le attestazioni di tutte le Dsu presentate dal 1° gennaio 2026, che ora riportano anche il nuovo valore. Le domande che, con l’Isee ordinario, avrebbero avuto esito negativo sono state sospese e poi ricalcolate d’ufficio con l’indicatore più favorevole, senza adempimenti a carico delle famiglie.

Come funziona il calcolo dell’Isee

La formula

Il valore dell’Isee si ottiene in due passaggi:

  1. si calcola l’Ise (Indicatore della situazione economica), sommando l’indicatore della situazione reddituale (Isr) e il 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale (Isp);
  2. si divide l’Ise per il parametro della scala di equivalenza, che dipende dalla composizione del nucleo.

In formula: Isee = (Isr + 20% Isp) / scala di equivalenza.

L’Isr non coincide con il reddito complessivo Irpef: comprende anche alcuni redditi esenti o soggetti a imposta sostitutiva e tiene conto di detrazioni previste dal regolamento, ad esempio quella per il canone di affitto. L’Isp somma patrimonio mobiliare e immobiliare, ciascuno al netto delle franchigie.

I dati non sono quelli dell’anno in corso. Redditi e patrimoni si riferiscono al secondo anno precedente la presentazione della Dsu: per l’Isee 2026 contano i redditi 2024 e i patrimoni al 31 dicembre 2024, per l’Isee 2027 i redditi 2025 e i patrimoni al 31 dicembre 2025. Chi ha avuto variazioni rilevanti di reddito o di patrimonio può chiedere l’Isee corrente.

Le franchigie sul patrimonio

Sul patrimonio mobiliare si applica una franchigia di 6mila euro, aumentata di 2mila euro per ogni componente successivo al primo fino a un massimo di 10mila euro, più mille euro per ogni figlio successivo al secondo.

Il patrimonio immobiliare si considera al valore ai fini Imu, al netto del mutuo residuo. Per la casa di abitazione è prevista una franchigia specifica, che nel 2026 è stata innalzata per le prestazioni familiari (vedi sotto).

La scala di equivalenza

Il parametro di base cresce con il numero dei componenti:

Componenti del nucleoParametro
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85
ogni componente in più+ 0,35

Al parametro si sommano alcune maggiorazioni: 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente; maggiorazioni per i nuclei con figli minorenni in cui entrambi i genitori (o l’unico presente) hanno lavorato almeno sei mesi nell’anno di riferimento; maggiorazioni per i nuclei numerosi. Più alto è il parametro, più basso risulta l’Isee.

Prima casa fuori dall’Isee: la franchigia 2026

Per l’Isee ordinario la casa di abitazione non rileva fino a 52.500 euro di valore. Per l’Isee per prestazioni familiari la Legge di bilancio 2026 ha alzato la soglia:

  • 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari;
  • 120mila euro per chi abita nel comune capoluogo di una delle città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia;
  • in entrambi i casi la soglia aumenta di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

Le soglie sono state precisate dall’Inps con il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026. La parte di valore che supera la franchigia continua a essere considerata, in misura ridotta, nel patrimonio immobiliare.

Un esempio. Una coppia con due figli vive a Milano in una casa di proprietà con valore ai fini Imu di 110mila euro, senza mutuo. Ai fini dell’Isee per l’assegno unico la franchigia è di 122.500 euro (120mila più 2.500 per il secondo figlio): la casa resta interamente fuori dal calcolo. Con l’Isee ordinario, invece, la franchigia resta a 52.500 euro e la parte eccedente pesa sul patrimonio.

Più figli, Isee più basso: le nuove maggiorazioni

Sempre per l’Isee per prestazioni familiari, la Legge di bilancio 2026 ha ridefinito le maggiorazioni della scala di equivalenza legate al numero dei figli:

Figli nel nucleoIsee ordinarioIsee prestazioni familiari
2nessuna+ 0,10
3+ 0,20+ 0,25
4+ 0,35+ 0,40
5 o più+ 0,50+ 0,55

La novità più rilevante riguarda i nuclei con due figli, che per la prima volta hanno una maggiorazione legata al numero dei figli.

Un esempio. Un nucleo di quattro persone (due genitori e due figli) con un Ise di 30mila euro ha, con il solo parametro di base (2,46), un Isee di circa 12.195 euro. Con la maggiorazione di 0,10 il parametro sale a 2,56 e l’Isee per le prestazioni familiari scende a circa 11.719 euro. L’esempio non considera le altre maggiorazioni che il nucleo potrebbe avere.

Titoli di Stato, buoni e libretti postali esclusi fino a 50mila euro

Resta valida, anche nel 2026, l’esclusione dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e libretti di risparmio postale, fino a un massimo di 50mila euro per nucleo familiare. La misura è stata introdotta dalla Legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, articolo 1, comma 183) ed è operativa dal 3 aprile 2025. A differenza della franchigia sulla prima casa, vale sia per l’Isee ordinario sia per quello per prestazioni familiari.

I rapporti finanziari interessati sono:

  • codice 02, conto deposito titoli e/o obbligazioni;
  • codice 03, conti deposito a risparmio libero/vincolato detenuti esclusivamente presso Poste italiane;
  • codice 06, gestione patrimoniale;
  • codice 07, certificati di deposito e buoni fruttiferi detenuti esclusivamente presso Poste italiane.

L’esclusione automatica nella Dsu precompilata

Dal 16 giugno 2025, come chiarito dall’Inps con il messaggio n. 1895, nella Dsu precompilata i quadri del patrimonio mobiliare arrivano già al netto di titoli di Stato, buoni e libretti postali. La riduzione si applica ai componenti del nucleo fino a 50mila euro complessivi, secondo questo ordine:

  1. il dichiarante;
  2. gli altri componenti del nucleo, in ordine decrescente di età;
  3. il genitore non coniugato e non convivente.

Per ciascun componente, l’esclusione segue a sua volta un ordine di priorità tra i rapporti finanziari:

  1. titoli di Stato presenti nei rapporti con codice 02 e codice 06;
  2. buoni fruttiferi postali presenti con codice 07;
  3. libretti di risparmio postale presenti con codice 03.

La compilazione della Dsu autodichiarata

Chi compila la Dsu in modalità autodichiarata deve applicare l’esclusione a mano. Per i libretti di risparmio postale la riduzione va fatta sia nel campo “Saldo al 31 dicembre” sia nel campo “Giacenza media” del quadro FC2, sezione I. Resta fermo il limite complessivo di 50mila euro per nucleo familiare.

Criptovalute, valute estere e rimesse: cosa cambia

La Legge di bilancio 2026 (articolo 1, commi 32-34) ha inserito espressamente nel patrimonio mobiliare rilevante ai fini Isee le giacenze in valute estere, anche detenute all’estero, quelle in criptovalute e le rimesse di denaro all’estero, comprese quelle tramite money transfer o invio di contante non accompagnato.

La norma è in vigore dal 1° gennaio 2026 ma, per diventare pienamente operativa, attende un decreto del ministero del Lavoro di concerto con il ministero dell’Economia. Il decreto dovrà stabilire, tra l’altro, come valorizzare le criptovalute e a quale data. Dalla sua entrata in vigore, gli enti che erogano le prestazioni avranno 90 giorni per adeguarsi.

In attesa del decreto, le criptovalute non sono comunque “invisibili”: già dal 2024 le faq del ministero del Lavoro indicano di dichiarare gli investimenti in criptovalute nel quadro FC2 della Dsu, con il codice più vicino al tipo di rapporto. Chi detiene cripto-attività farebbe bene a conservare gli estratti degli exchange e dei wallet al 31 dicembre.

Come ottenere l’Isee e compilare la Dsu

Per ottenere l’Isee bisogna presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), che raccoglie i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare. Dal marzo 2026 è in uso il nuovo modello approvato con decreto del ministero del Lavoro n. 3 del 2 marzo 2026. La Dsu precompilata dall’Inps è stata potenziata con dati provenienti da altre banche dati pubbliche, tra cui l’anagrafe nazionale (Anpr) e il Pubblico registro automobilistico (Pra).

Quali documenti servono

Dati anagrafici:

  • documento d’identità del dichiarante;
  • codice fiscale di tutti i componenti del nucleo, inclusi quelli che ne fanno parte pur non convivendo (ad esempio il coniuge con diversa residenza o i figli maggiorenni a carico Irpef, non coniugati e senza figli, secondo le regole del regolamento Isee);
  • contratto di affitto registrato, se si vive in locazione.

Redditi (riferiti al secondo anno precedente):

  • dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi persone fisiche) e Certificazione unica: per l’Isee 2027, quelle presentate nel 2026 sui redditi 2025;
  • certificazioni dei redditi esenti o soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
  • documenti su compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, borse di studio, redditi esteri;
  • dichiarazione Irap per gli imprenditori agricoli;
  • eventuali sentenze di separazione o divorzio con l’assegno di mantenimento.

Patrimonio:

  • saldo al 31 dicembre e giacenza media annua di conti correnti e depositi;
  • valore di titoli, fondi, gestioni patrimoniali, polizze, partecipazioni;
  • valore ai fini Imu degli immobili e capitale residuo dei mutui;
  • dati su autoveicoli, motoveicoli e imbarcazioni.

Solo i residenti in Trentino-Alto Adige devono indicare anche le indennità provinciali percepite, come l’assegno regionale o l’assegno per le famiglie numerose.

Come presentare la Dsu

La Dsu si può presentare:

  • all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • a un Centro di assistenza fiscale (Caf);
  • direttamente all’Inps, tramite il servizio online per l’Isee precompilato, con accesso tramite Spid, Cie o Cns.

Solo nella modalità precompilata l’esclusione di titoli di Stato e risparmio postale è automatica; nella Dsu autodichiarata va indicata a mano.

Quando scade l’Isee

L’Isee ordinario vale dal giorno di presentazione della Dsu fino al 31 dicembre dello stesso anno. Un’attestazione presentata a gennaio e una presentata a novembre 2026 scadono quindi entrambe il 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 serve una nuova Dsu, con redditi 2025 e patrimoni al 31 dicembre 2025.

Domande frequenti su Calcolo Isee 2026, come funziona: prima casa, figli, titoli di Stato e criptovalute

Cosa misura l'ISEE e a quali prestazioni sociali agevolate dà accesso?

L'ISEE misura e confronta la situazione economica dei nuclei familiari. Permette di accedere a prestazioni sociali agevolate come l'assegno unico universale, il bonus asilo nido, agevolazioni universitarie e tariffe ridotte per mense scolastiche e servizi comunali.

Quali sono i quattro elementi principali considerati nel calcolo dell'ISEE?

Il calcolo dell'ISEE tiene conto dei redditi del nucleo familiare e del patrimonio. L'articolo menziona anche altri due elementi che verranno trattati più avanti nel testo.

Quali tipi di titoli di Stato e strumenti di risparmio sono esclusi dall'ISEE fino a un certo importo?

A partire dal 2026, titoli di Stato, buoni e libretti postali sono esclusi dall'ISEE fino a un valore di 50.000 euro. Questa esclusione è automatica nella DSU precompilata.

Come influisce la presenza di più figli sull'ISEE?

A partire dal 2026, l'ISEE diventa più basso all'aumentare del numero di figli grazie a nuove maggiorazioni previste. Questo mira a ridurre l'impatto economico delle famiglie numerose.

La prima casa è sempre inclusa nel calcolo dell'ISEE?

No, a partire dal 2026 la prima casa è esclusa dal calcolo dell'ISEE grazie a una nuova franchigia. Questo significa che il suo valore non verrà considerato per determinare l'indicatore.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Un uomo in abito scuro e camicia bianca con cravatta blu sta in piedi contro uno sfondo semplice. Ha i capelli castani corti e un leggero sorriso.

di Giovanni Spatola

Nato a Roma e milanese d’adozione, ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione, Media e Pubblicità, completando successivamente con lode la doppia laurea magistrale in Ingegneria Gestionale e Management e Innovazione.  La borsa di studio alla City University of New York gli ha permesso di specializzarsi in International Business e Marketing. Si dedica all’analisi delle dinamiche economico-finanziarie, esplorando il legame tra innovazione e sostenibilità.