- L’Indicatore della situazione economica equivalente – noto con l’acronimo di Isee – è un documento utile a valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari al fine di fruire di alcuni servizi, strumenti di sostegno e bonus
- Per semplificare la presentazione della Dsu in modalità precompilata, dal 16 giugno i quadri del patrimonio mobiliare sono precompilati con i valori al netto dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postale
Novità sul calcolo dell’Isee. A partire dal 3 aprile è possibile escludere i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e i libretti di risparmio postale dalla Dichiarazione sostitutiva unica. Per chi decide di optare per la modalità precompilata, arriva però un cambiamento: con il messaggio n. 1895 del 16 giugno 2025, l’Inps ha annunciato che l’esclusione diventa automatica. Ma come funziona tecnicamente? Come si calcola l’Isee, a cosa serve e come farlo? Partiamo dalle basi.
Isee: che cos’è e a cosa serve
L’Indicatore della situazione economica equivalente – noto con l’acronimo di Isee – è un documento utile a valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari al fine di fruire di alcuni servizi, strumenti di sostegno e bonus (come l’Assegno unico universale). L’accesso a queste misure è subordinato infatti al possesso di determinati requisiti soggettivi ed economici dei cittadini interessati. La situazione economica, in particolare, viene determinata in base a una serie di fattori tra cui:
- reddito;
- patrimonio;
- eventuali disabilità;
- componenti del nucleo familiare.
Come funziona il calcolo dell’Isee
Nello specifico, il valore dell’Isee si calcola attraverso il rapporto tra l’indicatore della situazione economica di una famiglia – che si ottiene sommando il reddito complessivo e il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare – con il parametro della scala di equivalenza. Tale parametro viene maggiorato di 0,5 per ogni componente del nucleo familiare con una disabilità media, grave o non autosufficiente, incrementando così il peso specifico di tali soggetti sul calcolo complessivo.
Come ottenere l’Isee e compilare la Dsu
Per ottenere l’Isee è necessario compilare la cosiddetta Dichiarazione sostitutiva Unica (Dsu), un documento che elenca le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali utili a fotografare la situazione economica del nucleo familiare.
Isee: quali documenti servono per la domanda?
I documenti necessari per compilare l’Isee sono innanzitutto quelli relativi ai dati anagrafici:
- documento d’identità del dichiarante;
- codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare, inclusi i non conviventi (come un coniuge non residente o figli a carico con meno di 26 anni);
- contratto di affitto registrato in caso di residenza in locazione
Quanto ai redditi, occorre invece fornire i dati relativi a:
- ultima dichiarazione dei redditi (Modello Redditi, Modello 730 o Modelli Cu per dipendenti e pensionati);
- certificazioni relative ai redditi esenti da imposta o sottoposti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
- altri documenti che attestino compensi, indennità o altri tipi di sussidi percepiti nel corso dell’anno;
- dichiarazione Irap per gli agricoltori;
- eventuali sentenze di separazione o divorzio con l’indicazione dell’assegno di mantenimento per i figli.
Solo per i residenti in Trentino Alto Adige è previsto l’obbligo di dichiarare anche tutte le indennità provinciali percepite (come l’Assegno regionale o l’Assegno per le famiglie numerose). Inoltre, tutti i richiedenti dovranno attestare le proprietà immobiliari e mobiliari detenute e l’eventuale proprietà di autoveicoli e imbarcazioni.
Come presentare la Dsu
Ricordiamo che le modalità per presentare la Dsu sono sostanzialmente tre:
- all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
- a un Centro di assistenza fiscale (i cosiddetti Caf);
- o direttamente all’Inps attraverso il servizio online per l’Isee precompilato.
Titoli di Stato fuori dal calcolo dell’Isee
Come anticipato in apertura, dal 3 aprile 2025 è possibile escludere titoli di Stato, buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e libretti di risparmio postale dal calcolo del patrimonio ai fini Isee fino a un massimo di 50mila euro per nucleo familiare. Nel dettaglio, i rapporti finanziari interessati dall’esclusione sono:
- “Codice 02”, conto deposito titoli e/o obbligazioni;
- “Codice 03”, conti deposito a risparmio libero/vincolato detenuti esclusivamente presso Poste Italiane;
- “Codice 06”, gestione patrimoniale;
- “Codice 07”, certificati di deposito e buoni fruttiferi detenuti esclusivamente presso Poste Italiane.
Btp: le novità per la Dsu precompilata
L’Inps ha chiarito che, per semplificare la presentazione della Dsu in modalità precompilata, dal 16 giugno 2025 i quadri del patrimonio mobiliare sono precompilati con i valori al netto dell’esclusione dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti postali. La riduzione viene effettuata con riferimento ai diversi componenti del nucleo familiare, fino a un massimo di 50mila euro complessivi, secondo il seguente ordine di priorità:
- il dichiarante;
- gli altri componenti del nucleo familiare in ordine decrescente di età;
- il genitore non coniugato e non convivente.
Previsto anche un ordine di priorità in relazione ai rapporti finanziari esclusi:
- titoli di Stato presenti con il “Codice 02” (conto deposito titoli e/o obbligazioni) e “Codice 06” (gestione patrimoniale);
- buoni fruttiferi postali presenti con il “Codice 07” (certificati di deposito e buoni fruttiferi detenuti esclusivamente presso Poste Italiane);
- libretti di risparmio postale presenti con il “Codice 03” (conti deposito a risparmio libero/vincolato detenuti esclusivamente presso Poste Italiane).
La compilazione della Dsu autodichiarata
Per quanto riguarda infine la compilazione della Dsu in modalità autodichiarata, l’Inps sottolinea che per i libretti di risparmio postale la riduzione dei valori deve essere effettuata sia nel campo “Saldo al 31 dicembre” che nel campo “Giacenza media” del Quadro FC2, sezione I, della DSU. Resta fermo il limite complessivo di 50mila euro per nucleo familiare.
(Articolo aggiornato il 18 giugno 2025)

