Sempre più TFR verso la Tesoreria Inps: perché conviene il fondo pensione

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Sempre più TFR verso la Tesoreria Inps: perché conviene il fondo pensione

La Legge di Bilancio 2026 ha ampliato l’obbligo di versamento del TFR alla Tesoreria Inps. Una scelta che può diventare irreversibile per il lavoratore. Ecco perché destinare il TFR al fondo pensione può essere più vantaggioso tra fisco, rendimenti e flessibilità
L’analisi a cura di Paolo Pellegrini, Vicedirettore di MEFOP

Indice

Con la Legge di Bilancio 2026 si amplia il numero di imprese obbligate a versare il TFR maturando alla Tesoreria Inps.
Dal 1° gennaio 2026, l’obbligo, prima previsto per le imprese con almeno 50 addetti nel primo anno, si è esteso anche a quelle che, pur nate sotto soglia, sono successivamente cresciute.

Come chiarito dalla Circolare Inps n. 12 del 5 febbraio 2026, l’obbligo scatta al superamento della soglia, calcolata sulla media annuale dei lavoratori dell’anno precedente.

Periodo di pagaSoglia dimensionale (Media addetti anno precedente)Anno di riferimento per la media
2026 – 202760 o più addetti2025 (per il 2026) / 2026 (per il 2027)
2028 – 203150 o più addettiAnno solare precedente
Dal 1° gennaio 203240 o più addettiAnno solare precedente

Ricordiamo che, una volta destinato a Tesoreria Inps, il lavoratore perde il diritto di destinare il TFR pregresso alla previdenza complementare.

Resta invece sempre possibile destinare il TFR maturando, prima che diventi pregresso.

È utile allora ricordare i principali motivi per i quali è vantaggioso che il TFR sia nel fondo pensione.

1. Perché è necessario per integrare la pensione

Versare contributi nei fondi pensione è necessario soprattutto per i lavoratori nel sistema contributivo, per i quali il tasso di sostituzione sarà più contenuto rispetto ai retributivi. Diventa quindi importante poter contare sulla pensione complementare, accumulando risorse adeguate: si stima che circa il 10% del reddito lordo possa essere sufficiente. Senza il versamento del TFR (6,91% della RAL), però, è difficile risparmiare a sufficienza.

2. Perché fiscalmente è molto più vantaggioso

Lasciare il TFR presso il datore di lavoro/Fondo Tesoreria Inps comporta una tassazione più elevata. In caso di anticipazione o cessazione del rapporto di lavoro, il TFR è soggetto a tassazione separata con successiva riliquidazione a cura dell’Agenzia delle entrate, che applica l’aliquota media degli ultimi 5 anni (minimo 23%, spesso più alta).

Il TFR destinato al fondo pensione, invece, quando viene erogato sotto forma di anticipazione, riscatto, RITA o prestazione pensionistica, è soggetto a tassazione sostitutiva, dunque massimo 23%. Per alcune prestazioni (anticipazioni per spese sanitarie, prestazioni pensionistiche in capitale o rendita, RITA e riscatti per lunga inoccupazione o invalidità) si applica il 15% nei primi 15 anni di partecipazione al fondo pensione, aliquota che scende al 9% dopo 35 anni di partecipazione, senza ulteriori oneri fiscali.

3. Maggiore flessibilità e liquidità

Il TFR versato al fondo pensione offre maggiore flessibilità rispetto a quello lasciato in azienda: anticipazioni fino al 75% del montante (contro il 70%) e possibilità di richiederle anche subito per spese sanitarie. Inoltre, dopo 8 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare, si può ottenere il 30% della posizione, opzione non prevista per il TFR in azienda.
Inoltre, in caso di perdita dei requisiti (es. cambio lavoro), è possibile riscattare l’intero montante con tassazione sostitutiva al 23%, generalmente più favorevole rispetto a quella applicata al TFR liquidato dal datore di lavoro.

4. Rendimenti

Il TFR si rivaluta dell’1,5% più il 75% dell’inflazione. L’investimento nel fondo pensione, invece, offre rendimenti legati al comparto scelto, consentendo di optare tra gestioni prudenti o più dinamiche, con maggiori rendimenti attesi nel lungo periodo.

5. Cessione V

Una forma diffusa di prestiti personali è il finanziamento con cessione del V dello stipendio. In questi casi una garanzia per il finanziatore è il TFR presso il datore di lavoro. Alcuni pensano erroneamente che versando il TFR al proprio fondo pensione, non si potrà più accedere a finanziamenti garantiti dal TFR. Non è così: è vero il contrario! In caso di destinazione del TFR al fondo pensione, la garanzia sussiste comunque ma è spostata sul fondo pensione. Gli istituti di credito, anzi, preferiscono avere come controparte i fondi pensione – soggetti vigilati e strutturati – rispetto ai datori di lavoro, arrivando talvolta a concedere maggior credito a parità di condizioni.

6. A chi spetta il TFR in caso di decesso

Purtroppo nella vita è necessario mettere in conto ogni evenienza. In caso di morte, il TFR in azienda è erogato ai soggetti indicati dal codice civile (art. 2122 cod. civ.): coniuge, figli e, se a carico, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado. La ripartizione avviene secondo il bisogno; in loro assenza si applica la successione legittima. È nullo ogni patto precedente sulla sua attribuzione.
Il TFR versato al fondo pensione, invece, è riscattato dai soggetti designati dall’aderente; in mancanza di designazione, spetta agli eredi in parti uguali.

7. Visto che è conveniente destinare il TFR al fondo pensione, si può versare anche il TFR pregresso accantonato in azienda?

Dipende. Innanzitutto il lavoratore ha diritto a destinare al fondo pensione solo il TFR maturando e non il maturato. Per versare il TFR pregresso occorre l’accordo tra lavoratore e datore di lavoro. Se però il TFR è confluito nel fondo di Tesoreria gestito dall’Inps, il TFR accantonato non può più essere trasferito nel circuito virtuoso della previdenza complementare. Lasciare il TFR in azienda, in questi casi, è una scelta irreversibile!

Ricordiamo infine che per le imprese sono previste misure compensative per la perdita del TFR maturando (art. 10 D.Lgs. 252/05):

Le misure compensative consistono in:

  1. Deduzione fiscale del 4% del TFR maturando (6% per le imprese con meno di 50 addetti);
  2. Riduzione del contributo al Fondo di Garanzia INPS: 0.20% della RAL in proporzione al TFR maturando che non resta in azienda;
  3. Riduzione degli oneri impropri 0,28% della RAL in proporzione al TFR maturando che non resta in azienda.

Inoltre, quando il TFR non è in azienda, il datore di lavoro non deve riconoscere la rivalutazione annuale sul TFR (1,50% + il 75% dell’inflazione), né curare gli adempimenti tributari conseguenti (versamento entro il 16 febbraio dell’imposta del 17% sulla rivalutazione e correlati adempimenti dichiarativi).

Domande frequenti su Sempre più TFR verso la Tesoreria Inps: perché conviene il fondo pensione

Quali imprese saranno obbligate a versare il TFR maturando alla Tesoreria Inps a partire dal 1° gennaio 2026?

Dal 1° gennaio 2026, l'obbligo di versare il TFR maturando alla Tesoreria Inps si estenderà anche alle imprese che, pur nate sotto la soglia dei 50 addetti, sono successivamente cresciute. L'obbligo scatta al superamento della soglia, calcolata sulla media annuale dei lavoratori dell'anno precedente.

Come viene determinata la soglia di addetti per l'obbligo di versamento del TFR alla Tesoreria Inps?

La soglia di addetti per l'obbligo di versamento del TFR alla Tesoreria Inps viene calcolata sulla media annuale dei lavoratori dell'anno precedente. Questo criterio è stato chiarito dalla Circolare Inps n. 12 del 5 febbraio 2026.

Cosa implica l'ampliamento dell'obbligo di versamento del TFR alla Tesoreria Inps per le imprese?

L'ampliamento dell'obbligo, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, significa che un numero maggiore di imprese dovrà versare il TFR maturando alla Tesoreria Inps. Questo cambiamento riguarda le aziende che superano la soglia di addetti, anche se inizialmente erano sotto tale limite.

Qual è la data di entrata in vigore dell'ampliamento dell'obbligo di versamento del TFR alla Tesoreria Inps?

L'ampliamento dell'obbligo di versamento del TFR maturando alla Tesoreria Inps entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026. Questa modifica è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2026.

Il TFR pregresso accantonato in azienda può essere versato a un fondo pensione?

L'articolo menziona la convenienza di destinare il TFR al fondo pensione, ma non fornisce informazioni specifiche sulla possibilità di versare il TFR pregresso accantonato in azienda. La normativa citata si concentra sull'obbligo di versamento del TFR maturando alla Tesoreria Inps.

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