- Gli Assegni familiari sono prestazioni economiche a supporto delle famiglie dei lavoratori italiani con un reddito complessivo inferiore ai limiti stabiliti annualmente dalla legge
- L’Assegno unico e universale è dedicato alle famiglie con figli a carico, anche in assenza di Isee o con un Isee superiore ai 45.939,56 euro
- Questo mese le famiglie che hanno finora beneficiato dell’Assegno unico e non hanno modificato la propria situazione economica riceveranno l’importo dal 20 ottobre
Assegno familiare e Assegno unico non sono la stessa cosa. Si tratta in entrambi i casi di prestazioni economiche a sostegno delle famiglie italiane, ma il perimetro dei soggetti beneficiari varia sensibilmente, a partire dal reddito. Come funzionano tecnicamente e a chi spettano? Analizziamoli nel dettaglio.
Assegni familiari: cosa sono e chi ne ha diritto
Con “Assegni familiari” si intende una prestazione economica a supporto delle famiglie di specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici. Più precisamente, si tratta di soggetti che lavorano in Italia e che hanno un reddito complessivo inferiore ai limiti definiti annualmente dalla legge. Come precisato dalla Circolare Inps 4 marzo 2025 n. 50, i limiti di reddito sono infatti rivalutati con cadenza annuale in funzione del tasso di inflazione (più precisamente dello 0,8%). Per l’intero 2025 i limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno familiare sono di:
- 849,78 euro per il coniuge, per un genitore, per fratelli, sorelle e nipoti;
- 1.487,13 euro per due genitori ed equiparati.
Tali sostegni spettano di fatto a ogni familiare vivente a carico, diverso dai figli, di:
- coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
- piccoli coltivatori diretti;
- titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).
Quanto si prende con l’assegno familiare
L’Assegno familiare risulta pari a:
- 8,18 euro mensili per i coltivatori diretti, coloni, mezzadri, per fratelli, sorelle e nipoti;
- 10,21 euro mensili per i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti, per il coniuge/parte di unione civile, e fratelli, sorelle e nipoti;
- 1,21 euro mensili per i piccoli coltivatori diretti, per i genitori ed equiparati.
La domanda può essere presentata all’Inps attraverso il servizio dedicato sul suo sito web. In alternativa, ci si può rivolgere al contact center – tramite rete fissa al numero 803164 o tramite rete mobile al numero 06164164 – oppure a enti di patronato e intermediari dell’istituto di previdenza.
Assegno unico e universale per figli a carico: cos’è
L’Assegno unico e universale è invece un sostegno economico dedicato alle famiglie con figli a carico. Viene detto “unico” perché punta a semplificare e potenziare le misure a favore della genitorialità e della natalità, mentre viene definito “universale” perché garantito a tutti i nuclei familiari, anche in assenza di Isee o con un Isee superiore ai 45.939,56 euro. A partire dal 1° marzo 2022, l’Assegno unico ha di fatto sostituito le seguenti misure di sostegno alla natalità:
- il premio alla nascita o all’adozione (“Bonus mamma domani”);
- l’Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
- gli Assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
- l’Assegno di natalità (“Bonus bebè”);
- le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni di età.
A chi spetta l’Assegno unico e universale
Nel dettaglio, l’Assegno unico e universale viene erogato per:
- ciascun figlio minorenne a carico (per i nuovi nati dal settimo mese di gravidanza);
- ciascun figlio con disabilità a carico senza limiti di età;
- ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento dei 21 anni che rientri in una delle seguenti casistiche: frequenta un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea; svolge un tirocinio o un’attività lavorativa e abbia un reddito complessivo inferiore agli 8mila euro annui; è registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolge il servizio civile universale.
Come si calcola l’importo dell’Assegno unico
L’importo dell’Assegno unico e universale viene calcolato in base alla corrispondente fascia Isee (per sapere come funziona il calcolo dell’Isee e come presentare la Dichiarazione sostitutiva unica, We Wealth ha elaborato un approfondimento dedicato).
Assegno unico e universale: gli importi mensili
Nello specifico, si parla di una quota variabile progressiva che oscilla da un massimo di 201 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.227,33 euro a un minimo di 57,50 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 45.939,56 euro.
Le maggiorazioni dell’Assegno unico e universale
Sono previste delle maggiorazioni degli importi relativi a ciascun figlio, nelle seguenti casistiche:
- nuclei familiari numerosi (per i figli successivi al secondo);
- madri con un’età inferiore ai 21 anni;
- nuclei familiari con quattro o più figli e con entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro;
- figli affetti da disabilità;
- figli con meno di un anno di età;
- figli con un’età compresa tra 1 e 3 anni nel caso di nuclei familiari con tre o più figli e un Isee inferiore a 45.939,56 euro.
Come riportato nel grafico sottostante, a seconda dell’ipotesi, le maggiorazioni variano da un minimo di 17,20 euro a un massimo di 150 euro.
Assegno unico genitori separati: a chi spetta?
In caso di genitori separati, la normativa prevede che l’Assegno unico venga tendenzialmente suddiviso in parti uguali tra chi esercita la responsabilità genitoriale. I genitori hanno però la possibilità di concordare un diverso assetto, stabilendo che il contributo venga interamente erogato soltanto a uno dei due. Se invece un genitore ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale, ovvero l’affidamento esclusivo, l’assegno viene versato al 100% a quel genitore; lo stesso accade nel caso in cui il giudice dispone che uno solo dei genitori usufruisca dei contributi pubblici.
Come richiedere l’Assegno unico e universale
Come per l’Assegno familiare, la domanda per ottenere l’Assegno unico può essere presentata online attraverso il portale dell’Inps, tramite un patronato o contattando i numeri verdi dedicati sopracitati. Può occuparsene uno dei due genitori, il tutore del figlio o del genitore oppure il figlio stesso qualora maggiorenne. Se la domanda venisse presentata dal 1° marzo al 30 giugno, gli interessati riceveranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per le domande inoltrate dopo il 30 giugno, invece, il contributo decorre dal mese successivo a quello di presentazione e viene definito sulla base dell’Isee presentato al momento della richiesta.
Assegno unico ottobre 2025: le date di pagamento
L’importo dell’Assegno unico e universale può essere corrisposto su un conto corrente bancario o postale, su un libretto di risparmio dotato di codice Iban, su una carta di credito o di debito anch’esse dotate di codice Iban oppure attraverso bonifico presso uno sportello postale. Nel mese di ottobre 2025 le famiglie che hanno finora beneficiato della misura e non hanno modificato la propria situazione economica riceveranno l’importo tra lunedì 20 e martedì 21 ottobre. Chi invece inoltrerà la domanda per ricevere l’Assegno unico nel mese di ottobre o ha subito una variazione nella condizione familiare incasserà il primo pagamento oppure l’importo aggiornato durante l’ultima settimana del mese.
Il calendario dei pagamenti fino a dicembre 2025
Nel Messaggio n. 2229 del 14 luglio, l’Inps ha intanto reso noto il calendario da qui a dicembre 2025. Le date da segnare sono:
- 20-21 ottobre;
- 20-21 novembre;
- 17-19 dicembre.
Da ricordare che, se al contrario l’Isee è stato aggiornato o sono intercorse variazioni relative al nucleo familiare, potrebbero verificarsi alcuni rallentamenti nelle erogazioni, ma non oltre la fine del mese relativo. Per chi infine attende la prima rata dell’assegno, si ricorda che arriverà nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda, così come anche eventuali conguagli.
Chi prende l’Assegno unico può prendere anche l’Assegno familiare?
Considerando che spettano a nuclei familiari differenti, chi prende l’Assegno unico non può ricevere anche l’Assegno familiare. Come anticipato, infatti, dalla primavera del 2022 l’Assegno unico e universale ha in parte sostituito l’Assegno familiare. In altre parole, non sono compatibili. La Circolare numero 34 del 28 febbraio 2022 dell’Inps precisa che dal 1° marzo 2022 non sono più riconosciute le prestazioni riferite ai nuclei familiari con figli e orfanili, per i quali subentra appunto l’Assegno unico. Continuano invece a essere riconosciute le prestazioni ai “nuclei familiari composti unicamente dai coniugi, con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti, di età inferiore a diciotto anni compiuti ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti”, si legge nella circolare.
Che differenza c’è tra l’Assegno familiare e l’Assegno unico?
In conclusione, We Wealth ha evidenziato le principali differenze tra Assegno familiare e Assegno unico e universale per figli a carico nella seguente tabella comparativa.
(Articolo aggiornato il 3 ottobre 2025)

