Nuova era per gli investitori in bond: come resettare i portafogli 2024

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Il mondo si trova di fronte a un cambio di regime, ma si tratta davvero di un ciclo mai visto prima? Greg Peters, Co-Chief Investment Officer di PGIM Fixed Income, ha guardato ai nuovi trend con un focus sull’obbligazionario

Sono mesi ormai che si parla di cambiamento del ciclo economico, del fatto che si sta entrando in una nuova era caratterizzata da volatilità e incertezza. Insomma, l’era della grande moderazione sta lasciando spazio a un’era caratterizzata da volatilità e da un’inflazione che rimarrà a livelli ben più alti rispetto a quelli a cui gli investitori si erano abituati negli ultimi anni. Ma si tratta veramente di un cambiamento di portata rivoluzionaria? Secondo Greg Peters, Co-Chief Investment Officer di PGIM Fixed Income, l’incertezza e la complessità che affrontiamo oggi non sono anormali: “l’eccezione è stata l’era unipolare dopo la guerra fredda, quando essere democrazia era una norma”.


Le cause che fanno da sfondo al cambiamento sono molteplici. Dalle crescenti crisi geopolitiche, con molte democrazie che sembrano arrivate al loro tramonto, lasciando spazio a nuove e aggressive autocrazie, all’inflazione che, nonostante stia scendendo, si trova davanti all’ostacolo più importante, il cosiddetto ‘last mile’, ovvero lo step finale che dovrebbe riportare l’inflazione al 2%.

Insomma, tutti gli ingredienti che avevano dato il via libera all’era della moderazione sono ora venuti meno: con la pandemia il mondo si è fermato e il focus dei paesi non era più sulla globalizzazione e sull’espandere le catene di fornitura, bensì sul cercare nuovi patti commerciali con stati vicini. L’esempio più lampante è quello degli Stati Uniti: dal 2010 al 2018 la Cina è stato il partner principale degli States, arrivando nei momenti di partnership più stretta a importare più del 20% di beni, ma con lo scoppio del Covid le relazioni tra i due stati sono andate piano piano a deteriorarsi, favorendo invece gli scambi con il Messico e il Canada.




Fonte: PGIM Fixed Income, Macrobond


Cambiamenti strutturali, come investire?

Negli ultimi anni il mondo si è trovato ad affrontare un periodo di cambiamenti sismici che hanno stravolto le classiche strutture dell’economia globale. Peters, intervenendo all’evento stampa di Pgim dal titolo ‘Outlook 2024 Yield is destiny! È ora di resettare i portafogli’, ha selezionato cinque trend che gli investitori dovrebbero conoscere a fondo e con cui dovrebbero abituarsi a convivere:

  • Competizione di grandi potenze per il potere: il conflitto non sarà più l’eccezione, ma la normalità, un conflitto che non sarà sempre armato ma, spesso, anche sul piano fiscale;
  • Polarizzazione della politica: la posizione centrista si sta erodendo sempre di più. Questo è già visibile negli Stati Uniti, con il paese spaccato a metà. Questo porterà a decisioni sempre più polarizzate e al decadimento di alcune istituzioni;
  • Transizione da combustibili fossili a rinnovabili: non sarà un passaggio semplice, bensì una transizione lenta, che potrà causare una carenza di approvvigionamento energetico in un primo momento, e molto costosa;
  • Trasformazione della catena di approvvigionamento: come visto prima, saranno sempre di più i Paesi a cercare partner commerciali vicini ai propri confini, se non direttamente interni. Ma questo porterà a mercati più piccoli e meno diversificati, quindi con costi più elevati;
  • Sviluppo di ecosistemi tecnologici: gli investimenti pubblici nelle tecnologie cresceranno, ma un uso maggiore di queste comporterà nuovi rischi di guerre ibride.


In che modo gli investitori dovrebbero posizionarsi in una simile situazione? C’è il rischio di una nuova epoca buia per gli investitori obbligazionari? Gli ultimi due mesi del 2023 hanno creato alte speranze per il segmento del reddito fisso, ma “i titoli leverage loan, investment-grade e high-yield, che in alcuni momenti dell'anno scorso hanno espresso ottimi valori, appaiono ora meno interessanti, poiché gran parte del succo è già stato spremuto”, spiega l’esperto. Nonostante ciò, è ancora possibile trovare valori interessanti, soprattutto se si guarda verso i titoli ad alta qualità. Con il primo taglio dei tassi vicino, ma non imminente – secondo Peters sarà necessario aspettare l’inizio dell’estate prima che la Federal Reserve cambi strategia – potrebbe essere il momento migliore per entrare nel mondo dei bond. Dopo un decennio di tassi di interesse bassissimi, ora i rendimenti sono tornati ai livelli storicamente normali, ovvero i Treasury statunitensi rendono tra il 3% e il 5%. La convivenza con tassi di interesse che rimarranno lontani dallo zero ancora per lungo tempo, combinata con solidi fondamentali del credito e con la moderazione della volatilità dei tassi, dovrebbero sostenere i mercati del credito. Insomma, l’incertezza del breve termine, sia questa geopolitica, economica o politica, continuerà a generare confusione, ma anche interessanti opportunità nel fixed income.

Il raggiungimento di un plateau dei tassi è il momento ideale per investire in obbligazioni – taglia corto Peters - . Quando la Fed e le banche centrali di tutto il mondo cominceranno a ridurre i tassi, dovremo aspettarci che un numero ancora maggiore di investitori ridimensioni l’esposizione in azioni e la liquidità, e torni a un'allocazione di portafoglio più tradizionale; il che significa un massiccio spostamento verso le obbligazioni e un conseguente calo dei rendimenti. Gli investitori che non riescono a bloccare ora i tassi più alti potrebbero dover affrontare delle perdite nel lungo periodo”.

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