Nel cuore di Milano, un caveau nascosto custodisce i tesori della città

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
8.7.2022
Tempo di lettura: 3'
Dalle pellicce delle ricche signore milanesi a tappeti, opere d’arte, gioielli e interi guardaroba: il caveau di Open Care – Servizi per l’arte è molto di più di semplice deposito

In via Piranesi, poco distante dal trafficato viale Corsica, direttrice che collega la Madonnina all’aeroporto di Linate, vi è un luogo legato a doppio filo con la storia del capoluogo meneghino: i Frigoriferi Milanesi. Ai più sarà noto l’adiacente Palazzo del Ghiaccio, ai tempi la più grande pista coperta d’Europa, ma meno conosciuta è la vicenda di questo complesso dal singolare nome. Istituito nel 1899 come sito di conservazione delle derrate alimentari e di produzione del ghiaccio, per via della vicinanza con il mercato alimentare, dagli anni ’70 le sue celle blindate conservano i beni più preziosi delle famiglie milanesi: inizialmente pellicce e tappeti, grazie all’esperienza maturata nella conservazione e nella protezione di oggetti che necessitano di un controllo costante della temperatura. Negli anni, tuttavia, il caveau si è popolato di argenterie, gioielli, opere d’arte, mobili e molto altro, tanto che oggi custodisce interi archivi, oltre che veri e propri guardaroba. Poi, un’idea: integrare agli 8000 mq del caveau tutti i servizi funzionali alla gestione delle collezioni, dalla logistica al restauro, fino all’art advisory. Nel 2003 nasce quindi Open Care – Servizi per l’arte, prima realtà di art collection management in Europa. “Siamo passati dall’essere semplice deposito a privilegiati accompagnatori delle collezioni” afferma Valeria Ferrari, Responsabile Servizio Clienti. “Una la costante, negli anni: declinare il servizio in base alle esigenze dei clienti e garantire a tutti riservatezza e professionalità”.


 


Come si articola il servizio offerto dal caveau di Open Care? 

“In seguito al primo contatto con il cliente, in cui analizziamo le sue necessità, studiamo una soluzione in base alle diverse esigenze di spazio, budget, tempistica e accessibilità, ma anche emotive. Sulla base di ciò proponiamo al cliente il deposito collettivo o l’affitto di uno spazio esclusivo. Nel primo caso il bene è depositato con il sistema della sigillatura, in cui l’integrità di una cordatura e l’apposizione di un sigillo metallico garantiscono che solo l’intestatario del contratto ha avuto accesso al contenuto. L’ingresso al caveau collettivo è consentito solo ai nostri operatori specializzati, che consegnano poi il bene al cliente. In questo modo è possibile disporre degli oggetti in qualsiasi momento, verificarne l’integrità, portarli con sé o depositarli nuovamente con un nuovo sigillo. A diverse esigenze rispondono invece gli spazi privati a uso esclusivo, dalle 70 armadi blindati di varia dimensione, fino alle più di 200 celle di diversa metratura, dai 3 ai 200 mq. In questo caso chiediamo al cliente di dichiarare il valore dei beni depositati, ma egli non è tenuto a comunicare un inventario preciso. Ogni cella è personalizzabile con armadi, scaffalature, cassettiere o sistemi di sospensione ad hoc in base alla tipologia degli oggetti custoditi”. 


Come viene garantita la sicurezza dei beni depositati? E la riservatezza e l’autonomia del cliente, invece? 

“I nostri caveau sono certificati tramite standard internazionali, sono assicurati con una polizza Fine Art All Risks e vengono supervisionati 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Oltre al controllo costante della temperatura, lo spazio è dotato di un sistema antincendio a gas inerte, specifico per i beni che non possono (e non devono) essere minimamente danneggiati. Questo non immette liquidi, schiume o polveri ma un gas specifico, l’argonite, che agisce per saturazione totale dell’ambiente, fino al punto in cui la combustione non può più essere sostenuta. Quanto alla riservatezza e all’accessibilità dei beni, ogni soluzione prevede la firma di un contratto singolo o cointestato a più soggetti con firma disgiunta o congiunta. In quest’ultimo caso, l’accessibilità ai beni è garantita solo in presenza di tutti i cointestatari. Le modalità di accesso dipendono inoltre dal tipo di servizio sottoscritto: nel caso del caveau collettivo è obbligatoria l’assistenza dei nostri operatori specializzati, per gli spazi privati la nostra presenza è invece su richiesta. Clienti ed eventuali visitatori possono accedere anche con il proprio veicolo e usufruire di un parcheggio riservato, subordinatamente alla consegna temporanea di un documento di identità. Ulteriori controlli sono presenti all’ingresso del caveau. Gli spazi sono aperti con orario continuato durante i giorni lavorativi e al sabato mattina”. 


A quale tipologia di clienti è rivolto il servizio di deposito? Quali le esigenze più comuni? 

Ci rivolgiamo sia a privati, collezionisti e non, che a istituzioni. Le esigenze variano molto a seconda della tipologia del cliente. Nel caso dei privati, spaziamo da necessità temporanee (penso a un trasloco o una ristrutturazione, o ancora nel caso di un’assenza momentanea da casa per lavoro o vacanze) a più durature (come nel caso di un collezionista che esaurisce lo spazio a disposizione). Un momento delicato in cui possiamo fornire un supporto attento e qualificato è ad esempio quello della successione, quando ci relazioniamo con chi ha ereditato i beni, spesso soggetti differenti, non sempre in accordo, e che possono avere obiettivi differenti sulla destinazione finale dei beni. In quel caso, il caveau garantisce agli eredi la custodia sicura degli oggetti durante le pratiche successorie, quando magari le case non sono più presidiate e, qualora non vi sia accordo durante la suddivisione, impedisce che vi siano accessi se non alla presenza di tutti gli eredi coinvolti. Su specifica richiesta, in questa fase è disponibile anche la consulenza dei nostri esperti nella stima, perizia, archiviazione e alienazione dei beni. Una stima puntuale e autorevole in questa fase, al di là delle esigenze di inventario connesse alle pratiche successorie, consente di ridurre il rischio di successive recriminazioni e contenziosi. Tra i clienti istituzionali figurano invece fondazioni o musei che hanno la necessità di ricorrere temporaneamente o più stabilmente a un deposito specializzato per i beni che, per diverse ragioni, non possono essere esposti. Vi sono inoltre le istituzioni bancarie, che oltre ad avvalersi dei nostri caveau per le loro collezioni corporate, indirizzano a noi i loro clienti, in particolare per le cassette di sicurezza, in quanto sempre più filiali dismettono questo servizio. Da menzionare infine le gallerie e i dealer. Tutti i nostri clienti, privati e non, possono usufruire di sale visione a loro esclusivamente dedicate, in cui effettuare shooting o private views, e richiedere in qualsiasi momento una expertise dei nostri restauratori e consulenti, sempre presenti all’interno della nostra sede: a separarli vi è solo qualche rampa di scale”.


Com’è cambiato negli anni questo settore? Quali le nuove esigenze? 

“Oggi il nostro servizio è caratterizzato da un dinamismo che quando ho iniziato a lavorare in Open Care, nel 2004, era presente solo in parte: questo perché sono cresciute non solo le collezioni, ma anche i collezionisti. È incrementata ad esempio la consapevolezza di quanto sia importante avere ‘in ordine’ la propria raccolta. L’attività di autentica o di archiviazione era in passato percepita come un processo fastidioso e invasivo, forse anche superfluo, mentre oggi è indispensabile per tutelare il collezionista e il suo patrimonio. Sicuramente i sistemi tecnologici hanno fatto enormi passi in avanti e si sta percependo sempre più la necessità di digitalizzare i beni, per catalogarli e archiviarli in modo ordinato e per facilitarne l’accesso. Accanto al collezionista riservato si sta affermando una figura di un collezionista più aperto che ama condividere le sue opere tramite mostre e piattaforme digitali e anche in questo noi possiamo supportarlo. In ultimo, un trend più curioso, i fashion closet: crescono le richieste di allestire le nostre celle come delle vere e proprie cabine armadio che contengono straordinari capi di abbigliamento e accessori, in particolare borse di brand importanti”.


Ultima domanda, per chiudere: l’aspetto più bello di questo lavoro? 

“Poter conoscere la storia delle raccolte che ospitiamo. Noi siamo a supporto dei collezionisti, e, in questa veste, diventiamo in qualche modo collezionisti di storie, che spesso si intrecciano con quelle di Milano e delle sue grandi famiglie, ma non solo. Questo rende il nostro lavoro ogni giorno diverso, oltre che bellissimo” conclude Ferrari. “Altrimenti quest’anno non avrei spento ben 18 candeline qui in Open Care!”.



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