Dalla robotica alla genomica: il futuro della sanità è qui e ora

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
4.7.2022
Tempo di lettura: 3'
Ecco 4 aree chiave di innovazione da monitorare per gli investitori alla ricerca di interessanti opportunità in ambito sanitario

L’umanità ne è stata testimone nell’ultimo biennio, quando l’urgenza nel trovare un vaccino contro il Covid-19 è stata la principale forza motrice del fermento che ha coinvolto il settore sanitario. Anche nel post pandemia, tuttavia, l’innovazione in tale industria continuerà a essere protagonista. Il fatturato del solo comparto del digital healthcare, ad esempio, potrebbe raggiungere i 228,70 miliardi di dollari entro il 2026 a livello globale, con un tasso di crescita annua composto (cagr) del 10,84% per i prossimi quattro anni, come rivelano i dati di Statista. A spingere tali previsioni sono soprattutto gli stimoli fiscali emessi dai governi a favore delle società del settore sanitario: negli Stati Uniti, infatti, nel 2020 sono stati più di 300 i miliardi di dollari allocati per rafforzare le istituzioni, per implementare i programmi di testing, tracciamento e mitigazione del virus e produrre e distribuire i vaccini, cui si sommano gli ulteriori 95,8 miliardi del marzo 2021 tramite l’American Rescue Plan

La crescita, tuttavia, non riguarderà solamente il segmento della medicina digitale. Secondo il team di Fundamental Equity di Goldman Sachs Asset Management, infatti, saranno quattro le aree chiave di innovazione che gli investitori alla ricerca di interessanti opportunità in ambito sanitario potranno monitorare: genomica, medicina di precisione, procedure supportate dalla tecnologia e assistenza sanitaria digitale

1. Genomica 

“La genomica, ossia la scienza della lettura, dell’analisi e della modifica dei genomi, ha registrato un’espansione e uno sviluppo rapidi rispetto alle fasi iniziali, creando così l’opportunità di ampliare le nostre conoscenze su nuovi trattamenti e nuove cure” affermano da Goldman Sachs. Dal 1999, anno in cui il primo genoma umano fu sequenziato per il costo di “soli” 500 milioni di dollari e 4 anni di lavoro, tale procedura si è standardizzata, oltre che velocizzata e ridotta di costo, tanto che oggi gli scienziati vi dedicano poco meno di un giorno e circa 600 dollari. Secondo Science Magazine, al 2021 erano circa 30 i milioni di esseri umani il cui genoma era stato sottoposto al sequenziamento, lo 0,3% della popolazione mondiale. Oltre a contribuire allo spostamento del focus dalla cura post sintomatologia alla prevenzione, la genomica ha aiutato considerevolmente durante la pandemia. Grazie alla sorveglianza epidemiologica, infatti, è stato possibile monitorare il diffondersi delle varianti di Covid-19 in ben 85 paesi, come riportato dal Financial Times. 

2. Medicina di precisione 

“Al punto di convergenza tra scienza dei dati e scienza di laboratorio si trova la medicina di precisione, ossia lo sviluppo di trattamenti e terapie personalizzate basate sul patrimonio genetico del paziente o su altre analisi molecolari o cellulari” continuano da Goldman Sachs. Delle circa 7 mila malattie rare causate da geni ‘difettosi’, infatti, circa l’85-90% sono serie o pericolose per il paziente e meno del 5% hanno trattamenti efficaci, come ha riportato uno studio di PhRMA del 2017. Lo sviluppo dell’innovazione in tale settore potrà “ampliare l’orizzonte delle terapie disponibili per i paziente, come l’oncologia mirata e la terapia genica e cellulare” aiutando, ad esempio, le circa 30 milioni di persone (1 su 10) che convivono con tali malattie solo negli Stati Uniti (dati da uno studio pubblicato su Orphanet Journal of Rare Diseases nel 2018). 

3. Procedure supportate dalla tecnologia 

Al 2018, solamente il 2% (0,7 milioni) degli interventi negli Stati Uniti erano stati condotti grazie alla chirurgia robotica, stando allo US Census Bureau e al National Center for Health Statistics. Tale settore “sta ottimizzando l’esecuzione delle esistenti procedure ‘minimamente invasive’” proseguono da Goldman Sachs. “I pazienti possono beneficiare di incisioni più piccole e uniformi, che comportano una minore perdita di sangue, un minor rischio di infezione, meno dolore e la riduzione al minimo delle cicatrici”. I benefici sono considerevoli non solo per i pazienti, ma anche per gli stessi medici e ospedali, tanto che il fatturato di tale settore potrebbe crescere dagli attuali 6 miliardi di dollari fino a raggiungere i 24 miliardi entro il 2030, secondo le analisi di Goldman Sachs Investment Research. 

4. Assistenza sanitaria digitale 

“La tecnologia sta svolgendo un ruolo chiave, permettendo ai sistemi sanitari di garantire un’assistenza efficiente, al minor costo possibile, a una popolazione che sta invecchiando” concludono da Goldman Sachs. “Circa il 60% delle organizzazioni sanitarie si sono già collegate al crescente Internet of Medical Things (IoMT), l’ecosistema sanitario digitale attraverso il quale i dispositivi possono comunicare tra loro”. Una promessa arriva ad esempio per i pazienti che soffrono di diabete, patologia che colpisce globalmente circa 463 milioni di individui: le tecnologie sanitarie potrebbero aumentare la percentuale di malati che riesce a vivere senza complicazioni, attualmente limitata al 6% del totale, secondo i dati di Dexcom investor presentation. 



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