Asia, la ricetta della ripresa lampo post pandemia

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
3.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Post pandemia l'importanza economica della regione asiatica è ormai chiara. Tra le ragioni del successo (a lungo termine) vi sono memoria storica, digitalizzazione e osservanza della popolazione alle linee guida dei governi
“I libri di storia ricorderanno il 2020 non soltanto come l'anno della pandemia da Covid-19, ma anche come l'anno in cui si è concretizzata la leadership delle economie asiatiche rispetto alle altre nel mondo”. Lo spiega Paras Anand, Chief investment officer Asia Pacific di Fidelity International. Quali le ragioni di tale successo? E cosa aspettarsi dal 2021?

Economie asiatiche sul podio, ecco perché


“Mentre gli altri paesi lottavano con difficoltà contro il virus, economie asiatiche come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud hanno dimostrato i benefici di un confinamento continuativo. Questo approccio ha permesso a molti paesi della regione di riprendersi più in fretta e senza che interventi governativi consistenti, come quelli occidentali, si rendessero necessari”.

Fatti confermati dai dati: Pil cinese a parte (l'unico positivo a livello globale nel 2020, a +2,3%), anche gli utili delle società asiatiche al 2020 confermano la maggiore resilienza della regione rispetto ad altre aree geografiche. Ad esempio, mentre gli utili aziendali si restringevano rispetto all'anno precedente del -35,2% in Europa e del 13,4% negli Usa, la regione Asia Pacific riportava utili in calo del “solo” -8,4%; il Giappone registrava valori simili agli Stati Uniti, con un -13%.


Fonte: Fidelity International. Gli utili aziendali provano la resilienza delle economie asiatiche

Anche altri fattori hanno contribuito alla veloce ripresa economica dell'Asia e delle economie che la compongono. “Vi è ovviamente l'esperienza storica con pandemie come la Sars nel 2003 e l'H1n1 nel 2009: queste hanno plasmato sia le politiche pubbliche che i comportamenti degli individui”, spiega Anand. Anche “la digitalizzazione dell'economia ha giocato un ruolo centrale. L'ampio utilizzo di app di monitoraggio e tracciamento ha reso possibile il contenimento della pandemia con maggiore successo. Infine, un fattore centrale, ovvero l'alto livello di osservanza da parte della popolazione delle linee guida stabilite dai governi, molto più evidente in questa regione rispetto ad altre parti del mondo”.

Economia reale, ma anche mercati


Complice un'elevata stabilità politica, fiducia nelle istituzioni e connessione generale tra i paesi dell'area asiatica, la ripresa della regione mostra pattern differenti rispetto a quelli delle economie occidentali. Se dopo il crollo dei mercati di marzo l'Occidente ha esacerbato sempre più il divario tra Wall Street e Main Street, ovvero mercati ed economia reale (in particolare negli Usa), in Asia si è vista una maggiore resilienza e consistenza anche nei mercati.  Le ragioni? Secondo Anand “parte è dovuta all'evoluzione del modello economico, anche a causa delle crescenti tensioni commerciali degli ultimi anni. L'Asia è oggi meno dipendente dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti e dall'Europa e molto più interdipendente verso una serie di economie all'interno della regione. La pandemia ha soltanto accelerato questo fenomeno, con importanti divisioni delle supply chain delle aziende dell'area che sono state rilocate più vicino a casa, specialmente in Cina”.

Asia, una ripresa di lungo termine


Dopo il 2021, l'entusiasmo della ripresa post pandemia continuerà ad esserci? Secondo Fidelity International, “l'Asia è entrata davvero in una fase differente, sia in termini di sviluppo come regione dei mercati finanziari, sia come elemento chiave dell'economia globale. Inoltre, il trend di crescita globale della regione non farà altro che accelerare nel corso dei prossimi anni. Gli investitori globali, nel valutare se posizionarsi sull'Asia, dovranno quindi pensare più in modo strategico piuttosto che tattico in termini di misura della loro allocazione”.

 

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