Europa, una terra promessa (ancora inesplorata)

Laura Magna
Laura Magna
10.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Sul Vecchio Continente aleggiano diversi pregiudizi, in tema di investimenti. Sarebbe un luogo di difficile comprensione, vista l’eterogeneità di culture, lingue ed economie. E rappresenterebbe un modello obsoleto. Non è così secondo Mark Denham e Keith Ney, gestori del fondo Carmignac Portfolio Patrimoine Europe, secondo cui, al contrario, nella complessità di questa regione, è possibile trovare importanti sacche di valore, per lo più ignorate
“L'Europa è una regione che presenta una debole crescita strutturale. Questo, insieme a un mercato obbligazionario governativo per lo più a rendimento zero o negativo, non la rende attraente a prima vista. Eppure al suo interno esistono molte opportunità, tra le aziende leader nei settori sanitario e dei beni di lusso, e nell'innovazione, ben celata in settori diversificati come quelli industriale, tecnologico, dei consumi
e finanziario”. A dirlo a We Wealth è Mark Denham, gestore insieme a Keith Ney del Carmignac Portfolio Patrimoine Europe di Carmignac, un fondo multi asset dedicato al più complesso dei Continenti. Complesso a causa della sua eterogeneità, in termini di lingue, culture, economie, ma anche perché è sinonimo (a torto) di un'economia che sta diventando “obsoleta”. Il Fondo Carmignac Portfolio Patrimoine Europe è nella sua categoria uno dei pochi comparti ad aver adottato un approccio Esg, che gli è valso le certificazioni 'TowardsSustainability' e "Label ISR". Sul fronte della strategia d'investimento invece l'approccio è bottom-up e opportunistico, consentendo di adattare l'asset allocation a ogni mutamento del mercato.
È un approccio che ha funzionato anche nel 2020, anno di cambiamenti improvvisi e imprevedibili, causati dalla pandemia. Cambiamenti che i gestori di Patrimoine sono riusciti ad affrontare ottenendo una performance positiva (+13,9%) e collocandosi nel primo percentile della categoria Morningstar di appartenenza. Particolarmente significativo il confronto con il benchmark, che è un mix bilanciato tra Stoxx Europe 600 e BofA Merrill Lynch All Maturity All Euro Government. La strategia Patrimoine ha consentito di arginare ampiamente il crollo dei mercati nel giovedì nero (12 marzo 2020) e di recuperare più rapidamente del mercato rispetto a quel minimo. Dal lancio del fondo a oggi, invece, la performance complessiva è stata di oltre il 38% (contro il 22% del benchmark). Flessibilità e reattività sono gli ingredienti di questa ricetta vincente.
La flessibilità si concretizza nella possibilità di presentare un'esposizione ai mercati azionari compresa tra lo 0 e il 50%, e nella disponibilità di un ampio intervallo di duration modificata sui tassi di interesse (da -4 a +10).
Le componenti azionaria e obbligazionaria sono trattate come un tutt'uno, in maniera olistica, per dirla con Denham. “Teniamo conto anche della sensibilità alle aspettative di inflazione per orientarci sulla composizione del portafoglio”. Se la flessibilità della gestione è importante, la capacità di reazione ai cambiamenti lo è forse ancora di più. Il 2020 è un anno significativo per spiegare questo secondo aspetto della strategia europea di Carmignac.
“Nella prima fase, iniziata a febbraio con lo scoppio della pandemia, abbiamo ridotto rapidamente l'esposizione ad azionario e titoli governativi e aumentato il cash. In questo modo abbiamo contenuto il calo – spiega Denham – Nella seconda fase, iniziata a marzo, che è stata caratterizzata dalla risposta forte da parte delle banche centrali, abbiamo aumentato l'esposizione azionaria e corporate in aziende impattate dalla crisi. Abbiamo aggiunto per esempio Amadeus, società spagnola che opera nel turismo; abbiamo aggiunto anche protezione all'inflazione e aumentato l'esposizione all'obbligazionario greco e italiano. Nella terza fase, che comprende terzo e quarto trimestre, abbiamo infine sfruttato bene il rally del mercato, ruotando il portafoglio lontano da settori che in precedenza avevano fatto bene e aumentando l'esposizione a titoli value attraverso future su indici bancari. Il nostro fondo non è stato mai in ritardo rispetto al mercato”. Se il 2020 è stato superato brillantemente con questo gioco di anticipo, lo stesso sta avvenendo nel 2021. Secondo Ney, “l'avanzare rapido della campagna vaccinale è stato il principale driver dell'anno che sta per concludersi. Man mano che i vaccini sono stati distribuiti, la fiducia è aumentata e con essa l'economia ha ripreso a camminare. Ma anche le prospettive di inflazione sono aumentate. Prevedendo la ripresa dei consumi, abbiamo puntato su azioni come Burberry e Puma. Inoltre, l'8% del portafoglio è attualmente investito in azioni industriali come la francese Schneider Electric e la svedese Assa Abloy. Non c'è solo la parte ciclica su cui puntare, ma anche i trend alimentati dalla spinta fiscale. L'elettrificazione dell'economia è uno di questi. I leader globali sono tutti in Europa e sono tutti sottovalutati”. Ma se l'azionario è il gioco vincente, sul campo dell'obbligazionario la partita si fa dura. “I tassi negativi non rendono la nostra vita facile – conclude Keith - Ma non siamo legati al benchmark e possiamo cercare valore laddove si annida. Ci stiamo preparando a un possibile rialzo dei tassi”.

 

Articolo tratto dall'inserto Le Dossier di Carmignac per il magazine We Wealth di novembre 2021

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