Diversificazione in un mercato di difficile lettura

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Il mercato riflette oggi una sorprendente concomitanza di unicum. E i portafogli devono tenerne conto. We Wealth ne ha parlato con Stefano Caselli all’interno del dossier di Carmignac tratto dal magazine di giugno
Il mercato riflette oggi una sorprendente concomitanza di unicum. Pandemia, convergenza di misure di stimolo monetario e fiscale senza precedenti, valutazioni tirate di molte classi di attivo, eccesso di liquidità nel sistema finanziario e un livello dei tassi che ne complica la lettura. Uno scenario che complica le scelte di investimento. È necessario un cambio di paradigma: occorre mettere in discussione gli approcci tradizionali e allargare i propri orizzonti. Anche sul piano della diversificazione. “Un mondo di tassi ancora molto bassi espone a rischi rilevanti e costringe a ripensare la componente a reddito fisso dei portafogli”, premette Stefano Caselli, pro-rettore agli affari internazionali dell'Università Bocconi di Milano.

Le vicende tra banche centrali e inflazione


La curva dei rendimenti si è un po' alzata, per effetto del sollevamento delle aspettative sull'inflazione. Ma potrebbe essere una fiammata di breve respiro, “guidata dall'euforia della domanda. L'economia sta scontando l'idea che il Covid sia acqua passata, ma la partita è ancora aperta. Dovremo farci i conti ancora, almeno fino all'autunno. Più in generale, da osservatore del mercato, io non credo a un rialzo strutturale e persistente dei tassi d'interesse. La tendenza di lungo termine è quella che va nella direzione opposta, verso una traiettoria giapponese”.

 

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